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Emergenza idrica a Cosenza: asili chiusi, disagi e ricadute sulle lavoratrici. USB «un fatto grave»

Area Urbana

Emergenza idrica a Cosenza: asili chiusi, disagi e ricadute sulle lavoratrici. USB «un fatto grave»

L’emergenza idrica, la chiusura delle scuole per due giorni e gli effetti che, secondo l’USB Cosenza, vanno ben oltre il disservizio idraulico: “inaccettabile che a pagare siano sempre lavoratori e famiglie”

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COSENZA – L’emergenza idrica e la chiusura di scuole e asili nido comunali, per la Federazione Provinciale di USB Lavoro Privato Cosenza, non si può derubricare in semplice “disagio tecnico”. Il sindacato  interviene duramente sulla prevista interruzione idrica che interesserà la città nei oggi e domani. «Quello che si prospetta è un fatto grave, l’ennesimo».

Emergenza idrica, Usb e la chiusura degli asili

Secondo USB, la chiusura degli asili per due giorni consecutivi rappresenta «un colpo durissimo per il tessuto sociale ed economico della città», con effetti che vanno ben oltre il disservizio idraulico. Particolarmente pesanti le ricadute sulle lavoratrici dei nidi comunali. «Le lavoratrici degli asili nido, molte delle quali iscritte alla nostra organizzazione sindacale, si trovano ancora una volta a essere l’anello debole della catena».

La chiusura forzata dei servizi incide direttamente sulle giornate lavorative e quindi sugli stipendi, «già bassi e spesso irrisori». Per il personale, perdere due giorni di retribuzione o essere costrette a consumare ferie forzate «in un momento di crisi economica come quello attuale è insostenibile». Per il sindacato «non è tollerabile che le inefficienze strutturali si scarichino sulle buste paga di chi garantisce un servizio essenziale».

Famiglie in difficoltà e donne penalizzate

Il disagio, secondo USB, si riversa anche sulle famiglie, soprattutto quelle con entrambi i genitori occupati. «Ancora una volta, il prezzo più alto lo pagano le mamme lavoratrici», costrette a ricorrere a permessi non retribuiti o ferie per sopperire alla mancanza di un servizio pubblico fondamentale come l’asilo. «In una città che dovrebbe tutelare l’occupazione femminile, queste interruzioni continue sono un ostacolo all’emancipazione e alla stabilità lavorativa delle donne».

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“Acqua bene primario, continuità scolastica un diritto”

L’USB ribadisce che «in una città normale queste situazioni non dovrebbero accadere, e certamente non con questa allarmante frequenza». L’acqua, viene ricordato, «è un bene primario» e la continuità dei servizi educativi «un diritto». Alla luce della situazione, USB Lavoro Privato Cosenza avanza tre richieste precise all’Amministrazione comunale:

Ristoro economico per le lavoratrici: «Che il Comune stanzi immediatamente un bonus di supporto per le lavoratrici degli asili nido e dei servizi in appalto, a compensazione delle giornate lavorative perse o del mancato guadagno causato dalla chiusura forzata».

Interventi strutturali: «Che si proceda senza indugio all’installazione di cisterne e autoclaves in tutte le strutture scolastiche comunali, capaci di garantire un’autonomia idrica di almeno 24 ore. È impensabile che nel 2026 un asilo debba chiudere per una interruzione programmata».

Responsabilità di Sorical e sgravi fiscali: «Che il Comune chiami formalmente in causa Sorical per i danni legati a questi continui disservizi» e che eventuali risarcimenti vengano utilizzati «per sgravare le tasse comunali e finanziare gli interventi strutturali».

La presa di posizione si chiude con un messaggio netto: «Non accetteremo più che la mala gestione delle risorse idriche venga pagata con i soldi e i diritti dei lavoratori e dei cittadini».

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