Calabria
Emergenza idrica: «147 milioni fermi e reti colabrodo» Elisa Scutellà (M5S) lancia la mozione “Calabria Acqua 2030”
Mappatura delle reti, cronoprogrammi certi per i cantieri e trasparenza sugli investimenti: la mozione del Movimento 5 Stelle per superare una crisi idrica ormai strutturale in Calabria. E la capogruppo in Consiglio Regionale chiede trasparenza ad Arrical e Sorical sui fondi europei inutilizzati

COSENZA – L’emergenza idrica in Calabria ha ormai superato la soglia della criticità occasionale per trasformarsi in una vera e propria crisi strutturale. Interi comuni sono costretti a fronteggiare razionamenti, sbalzi di pressione e continue interruzioni del servizio e la tenuta delle infrastrutture idriche regionali finisce al centro dell’ultimo dibattito politico attenzionato dal Movimento 5 Stelle. La capogruppo del M5S in Consiglio Regionale, Elisa Scutellà, denuncia “l’inazione” sulle risorse disponibili e le perdite record di una rete ridotta a un vero e proprio “colabrodo”.
Reti idriche colabrodo e costi in aumento: la denuncia del M5S
La capogruppo M5s evidenzia che nonostante i continui sacrifici richiesti ai cittadini e i costi sempre più gravosi sostenuti dai Comuni, lo stato delle condotte non mostra alcun segno di miglioramento. Gran parte dell’acqua immessa nelle condutture viene inesorabilmente dispersa prima di raggiungere i rubinetti a causa dell’obsolescenza delle condotte. «In Calabria l’emergenza idrica non può più essere considerata un problema occasionale», dichiara Elisa Scutellà. «Intere comunità continuano a subire interruzioni del servizio, riduzioni della pressione e razionamenti, mentre una parte consistente dell’acqua immessa nelle reti viene dispersa a causa di infrastrutture ormai obsolete».
Sotto accusa Arrical e Sorical: richiesta di trasparenza sui fondi europei
La Scutellà punta il dito contro la gestione e il mancato utilizzo dei fondi destinati alla resilienza idrica. Risorse ingenti — tra cui circa 147 milioni di euro — resterebbero ferme senza tradursi in cantieri e interventi reali sulle condotte regionali. Scutellà chiede una riflessione chiara sui ruoli e sulle responsabilità dell’autorità di ambito Arrical e della società di gestione.
«È necessario aprire una riflessione seria sul ruolo di Arrical e di Sorical, ciascuna per le rispettive competenze, affinché sia garantita piena trasparenza sull’utilizzo delle risorse e sugli investimenti destinati al miglioramento delle infrastrutture idriche», prosegue la nota. «Ancora più incomprensibile è che le risorse europee destinate alla resilienza idrica non siano state ancora pienamente tradotte in interventi concreti. Non possiamo continuare a chiedere sacrifici ai cittadini senza affrontare il vero problema».

Emergenza idrica: il Piano Straordinario “Calabria Acqua 2030”
Per superare lo stallo, il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle presenterà una mozione ufficiale che impegna la Regione all’adozione del Piano straordinario “Calabria Acqua 2030”. Un piano che prevede la mappatura completa e digitalizzata di tutte le infrastrutture e condotte idriche regionali, trasparenza totale sulla rendicontazione e l’impiego degli investimenti pubblicati, un programma pluriennale di interventi sostenuto dall’attivazione rapida di fondi europei, nazionali e regionali e la pianificazione di cronoprogrammi certi per l’avvio e la chiusura dei cantieri.
L’appello ai Comuni: «Fare squadra per fare pressione sulle istituzioni»
La battaglia per il diritto all’acqua, secondo Scutellà, richiede un’azione congiunta da parte di tutti gli enti locali vicini ai cittadini. Da qui l’invito rivolto ai sindaci e ai sonsigli comunali della Calabria ad approvare atti d’indirizzo condivisi. «È il momento di fare squadra e approvare in ogni Consiglio comunale atti d’indirizzo condivisi per creare una rete di pressione istituzionale forte e compatta», conclude Elisa Scutellà. «Dobbiamo denunciare insieme lo stato critico delle nostre condotte, quantificare con precisione i costi sostenuti dagli enti e dai cittadini e pretendere cronoprogrammi certi per l’avvio e la conclusione delle opere. Solo così la Regione, Arrical e il gestore del servizio non potranno ignorare la voce dei territori».




















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