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Emergenza sanità in Calabria: sistema al collasso, AVS lancia la mobilitazione nel Cosentino

Calabria

Si parte da Cariati

Emergenza sanità in Calabria: sistema al collasso, AVS lancia la mobilitazione nel Cosentino

Campana attacca il governo regionale: «Sedici anni di piano di rientro hanno devastato la sanità. Proporremo una legge speciale per dichiarare lo stato di emergenza sanitaria»

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COSENZA – La sanità calabrese è al collasso e AVS – Alleanza Verdi e Sinistra Calabria – ha avviato una mobilitazione permanente davanti agli ospedali della regione per denunciare quello che definisce senza mezzi termini un disastro sanitario e politico. Dal sit-in davanti all’ospedale di Catanzaro, il portavoce regionale Giuseppe Campana punta il dito contro il governo regionale guidato da Roberto Occhiuto, indicato come responsabile diretto della situazione attuale.

Sanità: AVS “16 anni di piano di rientro: un fallimento senza precedenti”

«Il centrodestra e Occhiuto hanno devastato la sanità calabrese», afferma Campana. Al centro della denuncia c’è il piano di rientro sanitario, in vigore in Calabria dal 2010. «Era il periodo del governo Scopelliti, con l’avallo di Occhiuto, subito dopo la fine della legislatura Loiero. Da allora sono passati sedici anni e la Calabria è ancora commissariata».

Un dato che, secondo AVS, certifica un fallimento politico evidente: «Siamo entrati nel piano di rientro insieme ad altre otto regioni. Sette ne sono uscite dopo appena due anni. La Calabria no. Dopo sedici anni siamo ancora fermi, con una sanità devastata e un governo regionale che rappresenta il peggiore centrodestra della storia repubblicana».

Ospedali svuotati e territori senza servizi

Il quadro tracciato da Campana è drammatico: «Ospedali svuotati, reparti chiusi, interi territori senza servizi essenziali. La sanità pubblica è stata portata al collasso da anni di scelte sbagliate e oggi la responsabilità politica ha un nome e un cognome: il governo regionale guidato da Occhiuto». Secondo AVS, il piano di rientro ha prodotto solo tagli, precarietà e disuguaglianze, senza risanare davvero il sistema sanitario regionale né garantire il diritto alla salute.

Campana AVS Sanità

Legge speciale e stato di emergenza sanitaria

Di fronte a questa situazione, AVS annuncia iniziative concrete. «Non basta più indignarsi – sottolinea Campana –. Proporremo una legge speciale per dichiarare lo stato di emergenza sanitaria in Calabria, lo scorporo del debito sanitario e l’uscita definitiva dal piano di rientro».

Tra le richieste centrali anche assunzioni stabili di personale sanitario e il rilancio di una sanità pubblica territoriale, universale e realmente accessibile a tutte e a tutti. La protesta si sposta ora nei territori. «Abbiamo deciso di organizzare una serie di presìdi davanti agli ospedali calabresi per sensibilizzare l’opinione pubblica sui disastri della gestione Occhiuto», spiega il portavoce di Verdi–AVS Calabria. L’obiettivo è aprire vertenze sanitarie locali e costruire una mobilitazione permanente insieme a cittadini, associazioni e operatori sanitari.

Il calendario

– il 6 febbraio AVS sarà davanti all’ospedale di Cariati
– il 12 febbraio a Rossano
– il 13 febbraio a Corigliano

Gli altri appuntamenti:

– il 7 febbraio davanti all’Ospedale di Tropea;
– il 10 febbraio al Policlinico Universitario di Germaneto
– il 13 febbraio presidio ad Isola Capo Rizzuto, nel luogo in cui doveva nascere una delle 62 Casa della Salute e che è rimasta solo sulla carta.

«Il nostro tour negli ospedali prosegue – conclude Campana –. La sanità non si difende dai palazzi, ma nei territori, accanto a chi ogni giorno paga il prezzo di questo fallimento».

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