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Epatite A: aumentano i casi. Sotto osservazione il Nord della Calabria, tra le cause anche il maltempo| Rischi e prevenzione
Crescono i contagi: riflettori su sicurezza alimentare e igiene, sotto osservazione il Nord della Calabria. Dalle forti piogge alla contaminazione fecale: così il maltempo può aver inciso sull’aumento dei casi

COSENZA – Cresce l’attenzione sanitaria in Italia per l’aumento dei casi di Epatite A, con diverse aree del Paese finite sotto osservazione. Tra queste anche il nord della Calabria, coinvolto insieme al Lazio e ad altri territori in cui sono state registrate nuove segnalazioni. L’allarme arriva dalla Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali, che invita a rafforzare le misure di prevenzione e a puntare sulla vaccinazione, soprattutto per le categorie più fragili.
Proprio in Calabria ci sarebbero diversi casi con alcune persone ricoverate all’AO Dulbecco di Catanzaro con i sintomi lievi, ma altri sarebbero stati già dimessi. Secondo quanto emerge, negli ultimi giorni sarebbero sensibilmente aumentate le diagnosi di questa patologia di infezione al fegato.
Epatite A boom di casi in Campania: oltre 130 contagi
La situazione maggiormente attenzionata riguarda la Campania, dove si registra un focolaio significativo con 133 casi accertati. Un incremento che, secondo le autorità sanitarie, richiede la massima attenzione su sicurezza alimentare, sorveglianza epidemiologica e informazione ai cittadini.
Secondo gli esperti, tra le possibili cause ci sarebbe anche il maltempo con fenomeni meteorologici estremi degli ultimi mesi, con piogge intense che avrebbero provocato esondazioni e contaminazioni fecali delle acque marine. Questo scenario avrebbe favorito la presenza del virus in alcuni lotti di molluschi, in particolare mitili. Tuttavia, il quadro resta complesso: non tutti i pazienti dichiarano di aver consumato frutti di mare crudi, lasciando aperta anche l’ipotesi di contagi interumani o legati a scarse condizioni igieniche.

L’azienda ospedaliera: ‘Non esiste un’emergenza’
In relazione ai casi di epatite A registrati negli ultimi giorni all’ospedale Cotugno di Napoli, “al fine di garantire una corretta informazione”, la direzione dell’Azienda Ospedaliera dei Colli comunica “che non sussiste alcuna emergenza”.
“La situazione – si comunica – al pronto soccorso si mantiene infatti complessivamente stabile. Nel corso della giornata si sono registrati circa 14 nuovi casi. Di questi, nel pomeriggio è previsto il ricovero in degenza di circa 9 pazienti, con conseguente alleggerimento dell’area di emergenza. Sono inoltre in fase di trasferimento due ulteriori casi dal presidio Cto, attualmente in attesa di ricovero. Il flusso di nuovi accessi si mantiene al momento moderato, senza evidenze di criticità nella gestione clinica e organizzativa”.
Nord della Calabria: ci sarebbero alcuni ricoverati
Il coinvolgimento del nord della Calabria accende i riflettori sulla prevenzione che diventa fondamentale. Gli esperti raccomandano di evitare il consumo di frutti di mare crudi, cuocere adeguatamente pesce e molluschi e lavare con attenzione frutta e verdura. Centrale anche il rispetto dell’igiene delle mani. Gli specialisti sottolineano inoltre che l’acqua potabile in Italia è sicura grazie ai sistemi di controllo, escludendola tra i principali fattori di rischio.

Come si trasmette l’epatite A e Sintomi da non sottovalutare
L’epatite A si trasmette per via oro-fecale, cioè attraverso l’ingestione di acqua o alimenti contaminati, contatto diretto con persone infette. Il virus può essere trasmesso anche prima della comparsa dei sintomi, con un’incubazione che varia generalmente tra 15 e 50 giorni. Tra gli alimenti più a rischio ci sono: molluschi bivalvi (cozze, vongole, ostriche), frutta e verdura non lavata correttamente, acqua contaminata e frutti di bosco consumati crudi. I sintomi più comuni includono: febbre, nausea e malessere generale, dolori addominali, urine scure, ittero. Nei bambini, tuttavia, l’infezione può manifestarsi anche in forma asintomatica.
Prevenzione: dalle buone pratiche alla vaccinazione
Per ridurre il rischio di contagio, gli esperti indicano alcune regole fondamentali: evitare il consumo di molluschi crudi o poco cotti, cuocere accuratamente gli alimenti, soprattutto i frutti di mare, acquistare prodotti solo da rivenditori autorizzati, lavare con cura frutta e verdura, bollire i frutti di bosco surgelati prima del consumo. Un ruolo chiave è svolto anche dal vaccino. Come sottolineano gli infettivologi dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, la vaccinazione rappresenta uno strumento sicuro ed efficace per prevenire l’infezione, limitare la diffusione dei focolai e proteggere le persone più vulnerabili.



















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