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Emergenza erosione Tirreno Cosentino: 10 Comuni firmano un patto unitario storico per salvare la costa

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Emergenza erosione Tirreno Cosentino: 10 Comuni firmano un patto unitario storico per salvare la costa

“Basta interventi tampone”. Da Paola a Belvedere, da Fuscaldo a Sangineto i sindaci si uniscono in un fronte comune: chiesto alla Regione e allo Stato un “Progetto unitario di difesa costiera” e l’attivazione del “Contratto di Costa”

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FUSCALDO (CS) – La difesa del litorale tirrenico non può più essere una battaglia solitaria combattuta comune per comune. È questo il messaggio potente che emerge dal documento unitario firmato oggi a Fuscaldo dai primi cittadini di dieci comuni della costa cosentina. In un incontro operativo presso la delegazione municipale di Fuscaldo Marina, i rappresentanti istituzionali di Acquappesa, Belvedere Marittimo, Bonifati, Cetraro, Guardia Piemontese, Fuscaldo, Longobardi, Paola, Sangineto e San Lucido hanno sancito la nascita di un tavolo tecnico permanente. L’obiettivo? Affrontare l’emergenza maltempo e il drammatico fenomeno dell’erosione costiera con una strategia finalmente strutturale e non più emergenziale.

Erosione Tirreno Cosentino: stop agli “interventi tampone”

Negli ultimi anni, la costa tirrenica è stata aggredita da mareggiate sempre più violente che hanno messo a nudo la fragilità del territorio. Fino ad oggi, la risposta è stata spesso caratterizzata da interventi frammentati e disomogenei. “La dinamica costiera non conosce confini amministrativi”, si legge nel documento. “Gli interventi episodici hanno spesso creato squilibri, spostando il problema da un comune all’altro senza mai risolverlo“. I Sindaci chiedono un cambio di paradigma: superare la logica del “mettere una pezza” per inaugurare una stagione di mitigazione del rischio basata su basi scientifiche e pianificazione urbanistica sostenibile.

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Le 5 richieste dei Sindaci alle Istituzioni per salvare la costa

Il documento unitario non è solo una denuncia, ma una piattaforma programmatica precisa rivolta alla Regione Calabria e al Governo: un “Progetto unitario di difesa costiera” con un piano organico che superi la frammentazione degli appalti locali. Un “Contratto di Costa”: uno strumento di programmazione strategica per la tutela del patrimonio culturale e ambientale. A questi si devono affiancare una “pianificazione tecnico-scientifica” con studi approfonditi sulle correnti e i sedimenti per progettare opere coerenti, “risorse economiche certe” con stanziamenti pluriennali per uscire dalla logica dell’urgenza e un “tavolo permanente di coordinamento  con uno spazio di confronto costante tra tutti i comuni costieri.

Il “Contratto di Costa” come motore di sviluppo

Il cuore della proposta è il Contratto di Costa del Sistema Territoriale del Tirreno Cosentino. Non si tratta solo di costruire barriere o ripascimenti, ma di un processo partecipato che mira alla riqualificazione del territorio e alla valorizzazione delle risorse idriche. L’obiettivo è proteggere il “mosaico paesaggistico” calabrese, garantendo sicurezza per le infrastrutture pubbliche, per le abitazioni private e per il fondamentale tessuto economico legato al turismo balneare.

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Un fronte compatto per il futuro

L’unione dei dieci comuni rappresenta un evento senza precedenti per l’area. I sindaci chiedono anche una deroga alle lungaggini burocratiche per permettere interventi rapidi ma coordinati. “La costa è un sistema unico. La sua difesa deve essere altrettanto unica”, conclude il documento. La palla passa ora agli enti superiori, chiamati a rispondere a un territorio che, per la prima volta, parla con una sola voce per difendere il proprio futuro e la propria identità.

 

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