Calabria
Escalation criminale alle aziende, la solidarietà scende in piazza: oltre 1500 persone presenti alla fiaccolata
Il corteo guidato dal vescovo, monsignor Attilio Nostro, ha visto la partecipazione di sindaci con la fascia tricolore, esponenti politici, sindacati, associazioni e centinaia di cittadini: “la comunità non ha paura e non lascia soli i suoi imprenditori”

VIBO VALENTIA – In migliaia, ieri sera, le persone che hanno scelto di scendere in piazza e partecipare alla fiaccolata di solidarietà e protesta contro la violenta escalation criminale che sta colpendo le aziende del Vibonese. Oltre 1500 le persone che si sono riunite nell’area industriale tra Vibo Valentia e Vena di Jonadi per la manifestazione organizzata dalla Diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea e dalla Parrocchia Gesù Salvatore di Jonadi.
Compatta la partecipazione dei sindaci del territorio con la fascia tricolore, esponenti politici, sindacati, associazioni e centinaia di semplici cittadini. Il corteo, guidato dal vescovo, monsignor Attilio Nostro, ha attraversato i viali del distretto produttivo, cuore economico della provincia recentemente teatro di raid armati. Davanti ai cancelli delle aziende colpite il vescovo ha consegnato mazzi di fiori ai titolari delle attività finite nel mirino, trasformando la preghiera in un atto di resistenza civile.

Il messaggio della fiaccolata: “La comunità non ha paura, vicino agli imprenditori”
“Siamo qui per testimoniare che la comunità non ha paura e non lascia soli i suoi imprenditori”, è il messaggio lanciato durante il percorso, scandito dalla presenza della statua della Madonna portata a spalla.”L’obiettivo della mobilitazione – hanno spiegato gli organizzatori – è trasformare il dolore e l’indignazione in una testimonianza collettiva di partecipazione comunitaria, riaffermando la presenza dello Stato e della Chiesa a difesa del tessuto produttivo e della legalità”
Escalation criminale nel Vibonese, una lunga scia di sangue e fuoco
La fiaccolata è stata la risposta ad una serie di atti intimidatori che si sono verificati negli ultimi mesi nel Vibonese e che negli ultimi giorni si sono accentuati facendo registrare una lunga scia di sangue e fuoco: dagli spari contro l’abitazione del presidente del Consiglio comunale Antonio Iannello agli incendi dolosi contro i cantieri della scuola Buccarelli e le auto di professionisti a Vena di Ionadi.
La tensione è salita ai livelli di guardia dopo il raid armato della notte del 4 maggio, quando colpi di fucile sono stati esplosi contro cinque diverse aziende a cui sono seguite anche minacce di morte recapitate all’assessore comunale Marco Talarico. L’ultimo episodio, in ordine di tempo, ha riguardato il danneggiamento a colpi di pistola dell’auto di un parrucchiere, che ha causato danni anche ad alcune abitazioni vicine.



















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