Calabria
Esemplare di sparviere ferito da una fucilata, allarme bracconaggio «controlli venatori inadeguati»
Una femmina di rapace protetto è stata colpita a un’ala sulle alture di Pellaro e ora è in cura a Villa San Giovanni. L’associazione “Liberi di volare” e il Gruppo Adorno denunciano una situazione preoccupante nella provincia di Reggio Calabria: «Scarsi e inadeguati i controlli venatori»

PELLARO (RC) – Un esemplare femmina di sparviere (Accipiter nisus), piccolo rapace particolarmente protetto, è stato ferito da un colpo di fucile sulle alture di Pellaro, nel Reggino. A ritrovarlo è stato un cittadino che, dopo essersi consultato con la locale Stazione dei Carabinieri, ha affidato l’animale all’associazione “Liberi di volare ODV Calabria” di Villa San Giovanni, impegnata nel recupero dell’avifauna selvatica.
Le radiografie effettuate dal veterinario Antonino Marcianò hanno evidenziato una frattura dell’ulna dell’ala sinistra, provocata da un pallino da caccia. Il rapace ha ricevuto le prime cure e ora si spera che il percorso di recupero possa consentirgli di tornare a volare.

Sparviere ferito, una scia di episodi sulle alture di Pellaro
Il caso riporta l’attenzione su altri episodi che hanno coinvolto la fauna selvatica nella stessa area. Lo scorso anno, sempre nel territorio di Pellaro, era stata uccisa una poiana, mentre nel 2024 era rimasto ferito un esemplare di nibbio reale, reintrodotto dal Parco Nazionale dell’Aspromonte nell’ambito di un progetto finalizzato a rafforzare la presenza di una specie ormai rara. Una successione di casi che alimenta la preoccupazione delle associazioni ambientaliste per la tutela dei rapaci e, più in generale, della fauna protetta.

L’allarme delle associazioni: «Controlli inefficaci»
L’associazione “Liberi di volare” e il Gruppo Adorno tornano a denunciare quella che definiscono una grave situazione di illegalità nella provincia di Reggio Calabria, puntando il dito contro la carenza di verifiche sull’attività venatoria. Secondo le due realtà, continuerebbero a verificarsi uccisioni di specie protette, mentre anche alcune specie cacciabili, come quaglie, tordi e allodole, verrebbero abbattute con modalità vietate. Tra queste, l’impiego di richiami elettroacustici, proibiti dalla normativa. Le associazioni chiedono quindi maggiore attenzione e controlli più efficaci per contrastare il bracconaggio e proteggere il patrimonio faunistico del territorio.



















Social