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Esondazione Crati, 4 i crolli dell’argine nella Sibaritide. Stasi: «Provando a fermare l’acqua, falla di 50 metri»

Ionio

TERZA FALLA DA BLOCCARE

Esondazione Crati, 4 i crolli dell’argine nella Sibaritide. Stasi: «Provando a fermare l’acqua, falla di 50 metri»

Stasi al lavoro, senza sosta, per coordinare le operazioni legate all’emergenza maltepo: “Stiamo lavorando per bloccare anche la terza falla prima che faccia buio”

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Crati Stasi
CORIGLIANO ROSSANO (CS) – Anche il sindaco Flavio Stasi, come Iacobini, sta lavorando senza sosta da ieri per cercare di coordinre le operazioni legate all’emergenza maltempo nel territorio comunale a seguito dell’esondazione del fiume Crati.
Almeno quattro i crolli dell’argine del Crati che sta invadendo Foggia fino allo Scavolino. Due le falle già chiuse, secondo il resoconto fatto dal primo cittadino in un video sui social, quella sotto la SS106 e quella su Thurio. Al lavoro da stanotte anche imprese private che hanno cercato di limitare i danni “già enormi”.
Crati Stasi

Esondazione Crati, al lavoro per bloccare la terza falla

Al momento, spiga il sindaco si sta lavorando per “bloccare anche la terza falla prima che faccia buio” precisa il primo cittadino visibilmente preoccupato in quanto l’acqua sta invadendo strutture ricettive, campi, aziende agricole. “Stiamo provando a mitigare i disagi ma si tratta di un crollo di oltre 50 metri”.
Ci sarà tempo, dice Stasi, per chiedersi cosa è davvero successo nella giornata di ieri, “perchè la diga è stata prima chiusa e poi aperta e se l’ondata di piena doveva essere così devastante”.
“Continuiamo a lavorare per fermare i danni già enormi di questo evento – dice – perché il Comune può intervenire solo in queste fasi, ma servono risposte su cosa è accaduto e soprattutto sul perché, da 8 anni, ci sono 8 milioni di euro fermi”. Torna a chiedere, dopo quanto già detto stamattina, il motivo per il quale i soldi stanziati non siano stati messi a disposizione.
Servono soprattutto ristori – spiega – perché l’acqua ha invaso case, imprese agricole, zootecniche, ricettive, balneari che rischiano non domani, ma oggi, di fallire”.
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