Area Urbana
“Tutto ciò fa male”: a Cosenza l’ex Circoscrizione di Via Popilia chiude, Cipparrone chiede di riaprirla
Per decenni ha ospitato anagrafe, uffici tecnici, Polizia municipale, ludoteca e servizi per i residenti. Oggi la storica struttura di Via Popilia è chiusa: l’ex presidente della II Circoscrizione Giovanni Cipparrone lancia l’allarme

COSENZA – Un tempo era un punto di riferimento per i residenti di Via Popilia e non solo. Oggi, invece, la struttura che per decenni ha ospitato la sede dell’ex Circoscrizione a Cosenza risulta chiusa e priva di quei servizi pubblici che, nel corso degli anni, avevano rappresentato un importante presidio per il quartiere. A riportare l’attenzione sulla vicenda è Giovanni Cipparrone, già presidente della II Circoscrizione di Cosenza, che attraverso un post sui social ripercorre la storia della struttura e ne denuncia l’attuale situazione.
Cipparrone ricorda in particolare la stagione della trasformazione urbanistica di Via Popilia legata all’amministrazione di Giacomo Mancini. Secondo la ricostruzione dell’ex presidente, nell’ambito degli interventi realizzati insieme all’ATERP, vennero realizzate nuove piazze, strade e la struttura destinata successivamente a ospitare diversi servizi decentrati.
«Per decenni è stata un punto di eccellenza per tutti i cittadini», sottolinea Cipparrone, ricordando come l’edificio fosse stato destinato alle attività della Circoscrizione e all’erogazione di servizi direttamente sul territorio. All’interno della struttura trovarono spazio, negli anni, uffici anagrafici, servizi tecnici e un distaccamento della Polizia municipale, consentendo ai residenti di accedere a diversi servizi senza doversi necessariamente spostare verso il centro della città.
Tra le attività ricordate da Cipparrone c’è anche la ludoteca, frequentata da numerosi bambini e gestita, secondo quanto riferito dall’ex presidente, da personale preparato. La struttura ospitò inoltre il cosiddetto «piccolo Municipio» della Circoscrizione, con una sala consiliare, gli uffici del presidente e dei gruppi consiliari, oltre a un ambulatorio a disposizione dei cittadini. Un patrimonio di servizi che, secondo Cipparrone, sarebbe progressivamente venuto meno.
La situazione attuale è al centro delle sue preoccupazioni. L’ex presidente riferisce infatti di aver appreso che la struttura sarebbe chiusa anche a causa di mancati pagamenti dei canoni di locazione nei confronti della proprietà ATERP. Una circostanza che, a suo giudizio, avrebbe contribuito alla scomparsa di un importante punto di riferimento per il quartiere.
«Tutto ciò fa male», scrive Cipparrone, evidenziando come oggi non esista più quel punto decentrato di servizi e di aggregazione che, a suo avviso, aveva caratterizzato per anni la vita del quartiere. Da qui l’auspicio che la struttura possa essere restituita alla comunità e nuovamente destinata a servizi pubblici a favore dei cittadini.
La vicenda riporta così al centro del dibattito il tema dei servizi decentrati e della presenza delle istituzioni nei quartieri popolari della città, oltre alla necessità di valorizzare strutture che in passato hanno rappresentato importanti presidi amministrativi e sociali.


















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