Area Urbana
Ex LSU-LPU, a Rende l’assemblea regionale dell’UGL: «Battaglia da riprendere»
Costituito un Dipartimento Nazionale Lavoro dedicato esclusivamente alla storica vertenza, guidato da Gianvincenzo Benito Petrassi. La richiesta: “garantire pieni e dignitosi riconoscimenti professionali ed economici ai lavoratori”

RENDE – La battaglia degli ex LSU-LPU viene presa in carico dall’UGL che riconoscendone l’assoluta priorità ha costituito un Dipartimento Nazionale Lavoro nell’ambito di UGL Autonomie dedicato esclusivamente alla storica vertenza di questi lavoratori calabresi. La guida del dipartimento è stata affidata al calabrese Gianvincenzo Benito Petrassi, componente della Segreteria Nazionale, che ha già avviato le prime interlocuzioni a livello ministeriale e regionale.
Per ridefinire il percorso che dovrà portare all’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica le condizioni di questi lavoratori è stata indetta un’assemblea regionale che si terrà a Rende venerdì 24 aprile presso l’Hotel President alle ore 16.45.
Ex LSU-LPU, UGL in campo per non lasciare soli i lavoratori
«Siamo convinti – precisa il segretario nazionale Petrassi, insieme coi dirigenti Romolo Cozza, Giovanni Conforti, Oreste Valente, Giulio Pignataro e Gino Pettinato – che la battaglia degli ex LSU-LPU calabresi deve essere ripresa da dove si è interrotta, per garantire pieni e dignitosi riconoscimenti professionali ed economici»
Le rivendicazioni si concentrano su 3 pilastri fondamentali: aumento delle ore di lavoro in quanro molti lavoratori operano ancora con contratti part-time, spesso ben al di sotto delle 36 ore settimanali che garantirebbero uno stipendio dignitoso. UGL Autonomie chiede, inoltre, il ripristino e corretto utilizzo del Fondo già destinato all’aumento delle ore affinché le economie derivanti da cessazioni o pensionamenti possano essere redistribuite per incrementare le ore dei lavoratori rimasti in servizio. “Sarà necessario che anche gli Enti utilizzatori integrino ulteriori risorse, dando priorità a ad un personale che tanto contribuisce alle loro comunità” aggiunge il sindacato.
Le altre richieste da mettere in campo
Tra le richieste il riconoscimento dei contributi previdenziali: “per oltre un decennio, questi lavoratori hanno prestato servizio senza copertura previdenziale effettiva; – aggiuinge UGL – situazione che non solo ha costituito un “vero e proprio lavoro nero, legalizzato dallo Stato” ma condannerà ad avere una pensione al di sotto della soglia di povertà”.
Infine la mobilità tra Enti: “anche qui l’attuale sistema discrimina gli ex LSU-LPU. Infatti, i vincoli del contributo nazionale collegato all’ente, finiscono per limitare il diritto alla mobilità tra Enti per come è nel diritto di tutti gli altri dipendenti”.


















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