Università
Perché l’opinione pubblica non fa più rumore? Ezio Mauro ne parla all’Unical
Ezio Mauro presenta all’Unical il suo nuovo libro scritto insieme al sociologo Zygmunt Bauman, “Il silenzio dell’opinione pubblica”, una riflessione sul ruolo dei cittadini e della democrazia nell’era dell’informazione frammentata

RENDE – Ezio Mauro arriva all’Unical. Prosegue in ateneo il ciclo di appuntamenti di Consonanze – Dialoghi d’Autore, la rassegna nata dalla collaborazione tra Entopan e Feltrinelli che porta nel Campus alcune tra le voci più autorevoli del dibattito culturale contemporaneo.
Ezio Mauro all’Unical
Il prossimo incontro è in programma giovedì 19 febbraio, alle ore 10:30, presso la sala University Club dell’Università della Calabria, e vedrà protagonista Ezio Mauro, che presenterà il volume Il silenzio dell’opinione pubblica (Feltrinelli, 2025), scritto insieme a Zygmunt Bauman.
L’iniziativa si inserisce nel percorso con cui l’Ateneo promuove occasioni di confronto sui temi centrali della contemporaneità, valorizzando il dialogo tra saperi e il ruolo pubblico dell’università. In questa prospettiva, l’incontro è costruito come un momento di riflessione condivisa che coinvolge direttamente le strutture accademiche dell’area socio-umanistica.
Dopo i saluti introduttivi del Rettore dell’Università della Calabria, Gianluigi Greco, dialogheranno con l’autore i direttori dei dipartimenti dell’area socio-umanistica dell’Ateneo: Maria Mirabelli, direttrice del Dipartimento di Culture, Educazione e Società, Ercole Giap Parini, direttore del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, e Raffaele Perrelli, direttore del Dipartimento di Studi Umanistici. Modererà l’incontro Margherita Ganeri, presidente della Biblioteca di Area Umanistica (BAU).

Giornalista e scrittore, Ezio Mauro è stato direttore de La Stampa e successivamente di la Repubblica, guidando due tra i principali quotidiani italiani in fasi cruciali della vita politica e sociale del Paese. Nei suoi libri e nei suoi interventi pubblici ha indagato con continuità i rapporti tra informazione, potere e democrazia, offrendo strumenti critici per interpretare i mutamenti della società contemporanea.
Scritto insieme al sociologo Zygmunt Bauman, Il silenzio dell’opinione pubblica affronta il tema dell’indebolimento dello spazio pubblico e della progressiva rarefazione del dibattito collettivo.
Attraverso una riflessione lucida sulle trasformazioni della comunicazione e della partecipazione, il volume interroga il ruolo dei cittadini e delle istituzioni democratiche nell’epoca dell’informazione continua e frammentata. La partecipazione all’incontro è gratuita e aperta a tutti. Per esigenze organizzative, è necessario registrarsi cliccando qui.
Ezio Mauro
Ezio Mauro è una delle figure più autorevoli del giornalismo italiano contemporaneo, protagonista per oltre quarant’anni della vita editoriale e culturale del Paese. Entra nel mondo della carta stampata nel 1972, avviando la sua carriera alla Gazzetta del Popolo di Torino, dove si occupa in particolare del terrorismo nero durante gli anni di piombo. Proprio le sue inchieste su quel periodo segnato dalla violenza politica lo espongono a gravi rischi personali.
Nel 1981 approda a La Stampa, quotidiano per il quale ricopre gli incarichi di inviato speciale e responsabile della politica interna. La sua esperienza professionale si arricchisce ulteriormente nel 1988, quando inizia a collaborare con la Repubblica come corrispondente da Mosca. Per tre anni racconta da vicino la grande trasformazione dell’Unione Sovietica, seguendo la stagione della perestrojka e viaggiando nelle diverse Repubbliche sovietiche, offrendo ai lettori italiani un’analisi diretta e approfondita di un passaggio storico cruciale.
Il 26 giugno 1990 rientra a La Stampa come condirettore, per poi assumerne la direzione il 5 settembre 1992, ruolo che mantiene fino al 1996. Il 6 maggio di quell’anno viene chiamato a guidare la Repubblica, succedendo al fondatore Eugenio Scalfari. Sotto la sua direzione, durata fino al 2016, il quotidiano consolida il proprio ruolo centrale nel dibattito pubblico nazionale, adottando una linea editoriale fortemente critica nei confronti delle politiche dei governi Berlusconi. Emblematico, in questo senso, il ciclo delle “dieci domande” pubblicate quotidianamente tra il 14 maggio e il 6 novembre 2009, rivolte al Presidente del Consiglio da Giuseppe D’Avanzo.
Il 15 gennaio 2016, in occasione dei quarant’anni del giornale, lascia la direzione di la Repubblica, passando il testimone a Mario Calabresi e diventando editorialista dello stesso quotidiano. Nel 2018, a riconoscimento del suo contributo al giornalismo europeo, riceve a Palazzo Farnese l’onorificenza di cavaliere della Legion d’onore francese.



















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