Segnala una notizia

Hai assistito a un fatto rilevante?
Inviaci il tuo contributo.

Richiedi info
Contattaci

Dalla bottega al Consorzio: la famiglia Garritano e l’atto d’amore per il Fico di Cosenza DOP, il più buono al mondo

Area Urbana

Dalla bottega al Consorzio: la famiglia Garritano e l’atto d’amore per il Fico di Cosenza DOP, il più buono al mondo

Il racconto di un’impresa storica nata a Cosenza e arrivata alla quinta generazione. Anna Garofalo, presidente del Consorzio di tutela dei fichi di Cosenza DOP, ripercorre la storia della sua famiglia, il legame con il nonno e con la mamma e la scelta di restare in Calabria: «non ho mai pensato di andare via dalla mia terra»

Giada Carino

Pubblicato

il

Garritano Fichi di Cosenza Dop

MONTALTO UFFUGO (CS) – C’è una macchina, nell’azienda Garritano 1908 a Montalto Uffugo, che non è mai andata in pensione. È la “temperatrice” del nonno, uno strumento di lavoro diventato custode di memoria familiare. Anna Garofalo, alla guida dell’azienda e presidente del Consorzio di tutela dei fichi di Cosenza DOP, ne ha parlato a Giadissima, il programma di RLB dedicato alle persone e alle imprese che valorizzano il territorio. Il suo racconto parte dalla famiglia e arriva a una questione che riguarda l’intera regione: che cosa significa fare impresa in Calabria e scegliere di restare.

Una storia ultracentenaria iniziata con Pasquale Garritano

Le radici di Garritano affondano nell’esperienza di Pasquale e nella lavorazione dei fichi, una delle produzioni più rappresentative della tradizione gastronomica cosentina. Da lui l’attività è passata di generazione in generazione fino ad Anna. «È nata da Pasquale Garritano ed è arrivata a me, alla quinta generazione», è il senso delle sue parole. Cinque generazioni significano conoscenze tramandate, capacità di adattarsi ai cambiamenti e una responsabilità che riguarda anche il territorio in cui l’azienda è nata. La lavorazione dei fichi, infatti, è un sapere che passa attraverso le mani, l’esperienza e l’osservazione.

Garritano_01

La temperatrice del nonno e il carattere della mamma Carmelina

Anna ricorda gli anni in laboratorio, quando lavorava i fichi prima accanto al nonno e poi con la mamma Carmelina. È lì che ha imparato il valore dei gesti, della pazienza e delle competenze costruite sul campo. Alla madre deve il carattere combattivo e la determinazione ad affrontare le difficoltà senza arrendersi. Al nonno è legata la temperatrice, ancora oggi conservata in azienda. Insieme, macchina e ricordo raccontano le due facce della stessa eredità: la memoria di chi ha costruito le fondamenta e la forza di chi ha trasmesso il coraggio di continuare.

Garritano 1908 fico di Cosenza Dop

Il 2011: dal centro storico di Cosenza a Montalto Uffugo

Il 2011 segna la svolta. In quell’anno Anna prende in mano direttamente la gestione dell’azienda, in un passaggio accompagnato dal trasferimento dal centro storico di Cosenza, dove l’attività era nata, alla sede di Montalto Uffugo. Cambiare sede, ha spiegato, significa lasciare spazi carichi di ricordi. Ma il legame con Cosenza non si è spezzato: resta una parte fondamentale dell’identità di Garritano 1908 e della storia del fico che l’azienda contribuisce a promuovere.

«Spostarsi è facile, ma restare…»

Il passaggio più forte dell’intervista riguarda la scelta di non lasciare la propria terra. «Spostarsi è facile, ma restare… Io sono rimasta e non ho mai pensato di andare via dalla mia terra», ha detto Anna.  Parole che parlano ai tanti giovani e professionisti calabresi che valutano di trasferirsi altrove per cercare opportunità. Per Anna, fare impresa in Calabria richiede un forte legame con le radici, che dà la forza di affrontare le difficoltà senza ignorarle.

Il fico di Cosenza DOP: «Il più buono al mondo»

Tra tutti i prodotti, Anna si sente più vicina al fico. «Il fico racconta le nostre tradizioni», ha spiegato, indicando in questo frutto un legame profondo con la storia e l’identità calabrese. Quanto alle caratteristiche, la presidente del Consorzio non ha dubbi: «È un fico molto dolce, ha molta polpa e i semini sono quasi impercettibili al palato». Una qualità che, a suo dire, non nasce da un’autocelebrazione ma dagli studi, frutto anche dell’attività di ricerca portata avanti con il Consorzio. Da qui la rivendicazione: «Il nostro fico è il più buono al mondo».

Il fico diventa così il simbolo di un’identità che non vuole essere dimenticata, ma che può trovare nuove opportunità di crescita attraverso la qualità, la ricerca e una maggiore promozione delle produzioni locali e il lavoro del Consorzio punta a far conoscere sempre di più il fico di Cosenza DOP, a sostenerne la reputazione e a trasmettere alle nuove generazioni un patrimonio che merita di essere conosciuto ben oltre i confini regionali.

Nel corso della conversazione Anna ha toccato anche il tema dell’innovazione. «Per un’azienda con oltre un secolo di storia, innovare significa trovare nuovi modi di raccontarsi e di raggiungere le nuove generazioni. I consumatori sono sempre più attenti alla qualità, alla provenienza degli ingredienti e alla storia dei prodotti, e per le imprese artigianali questa è un’occasione. Social network e vendita online possono ampliare il pubblico, ma il valore di un prodotto continua a dipendere dalla qualità delle materie prime, dalla cura della lavorazione e dall’autenticità della storia che racconta».

 

Garritano 03

L’appello: «Imprese come la nostra si sentono abbandonate»

L’intervista non ha taciuto le difficoltà. Anna Garofalo ha sottolineato come, troppo spesso, le imprese come la sua si sentano lasciate sole: «Molto spesso imprese come la nostra si sentono abbandonate». Il messaggio va oltre la singola azienda. Le realtà storiche custodiscono competenze, occupazione e tradizioni, e rischiano di indebolirsi quando mancano le condizioni per investire e programmare il futuro. Servono occasioni di promozione, reti di collaborazione e una maggiore capacità di mettere in relazione istituzioni, associazioni, consorzi e aziende. La qualità dei prodotti calabresi, da sola, non sempre basta: servono anche visibilità, investimenti e condizioni favorevoli allo sviluppo.

La storia di Garritano 1908 si intreccia con quella di una città ricca di cultura, dal centro storico al Castello Svevo, dal Duomo al Museo all’aperto Bilotti. A queste attrattive possono affiancarsi botteghe artigianali, esperienze gastronomiche e aziende che custodiscono le tradizioni locali. Il turismo enogastronomico può diventare un’opportunità per mettere in rete cultura, ristorazione, artigianato e produzione, offrendo ai visitatori non solo luoghi da vedere ma anche sapori da scoprire e storie da ascoltare.

Dal laboratorio con il nonno e la mamma alla responsabilità assunta nel 2011, la storia di Anna Garofalo è quella di un’eredità raccolta e trasformata in una nuova fase. La temperatrice, gli insegnamenti di Carmelina e il fico che racconta le tradizioni sono tre immagini della stessa vicenda: una famiglia che ha scelto di restare fedele alle proprie origini e di continuare a investire in Calabria.

 

 

Pubblicità
Pubblicità .

Categorie

Social