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Favori, “soffiate” e droga nel carcere di Cosenza: chiuse le indagini su presunti illeciti per 36 persone

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Favori, “soffiate” e droga nel carcere di Cosenza: chiuse le indagini su presunti illeciti per 36 persone

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carcere di Cosenza - corea sappe

COSENZA – Sull’inchiesta con presunti illeciti nel carcere di Cosenza, la Procura della Repubblica ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di 36 persone. Al centro dell’inchiesta, coordinata dal Pubblico Ministero Nicoletta Fruncillo, un presunto ed articolato sistema illecito radicato all’interno della Casa Circondariale “Sergio Cosmai”. Le accuse mosse dagli inquirenti sono pesanti e delineate in ben 52 capi d’imputazione: variano dagli atti contrari ai doveri d’ufficio alla cessione di sostanze stupefacenti, fino alla rivelazione di segreti d’ufficio e all’introduzione e utilizzo non autorizzato di smartphone e SIM card tra i detenuti.

Favori e droga in cambio di complicità

L’inchiesta si è concentrata su quanto avveniva all’interno della Casa Circondariale di Cosenza, dove gli investigatori hanno cercato di ricostruire una presunta rete di rapporti illeciti tra un agente della Polizia Penitenziaria, alcuni detenuti e i loro familiari. Il fulcro dell’attività investigativa riguarda un assistente capo coordinatore della Polizia Penitenziaria gravemente indiziato di corruzione e rivelazione di segreto d’ufficio. Secondo quanto ricostruito dalla Procura l’agente avrebbe rivelato a un detenuto la presenza di ambientali in corso all’interno dell’istituto.

Inoltre, in cambio della promessa di dosi di sostanze stupefacenti, avrebbe omesso di registrare alcune videochiamate, prenotato colloqui non dovuti, fatto da tramite tra reclusi e familiari e chiuso gli occhi di fronte al possesso di quattro SIM, uno smartphone e droga all’interno delle celle. C’è poi l’omessa denuncia: non avrebbe segnalato la presenza di materiale illegale all’interno delle celle.

Carcere Cosenza Sergio Cosmai 7

Le indagini del Nucleo Investigativo e i sequestri nel carcere di Cosenza

L’operazione è il frutto di una complessa attività d’intelligence e di riscontro sul campo condotta dal Nucleo Investigativo della Polizia Penitenziaria della Calabria (NIR). Nel corso dei capillari controlli svolti all’interno delle sezioni detentive, le forze dell’ordine hanno rinvenuto e posto sotto sequestro diversi quantitativi di droga, oltre a vari telefoni cellulari e SIM card per garantire ai reclusi canali di comunicazione riservati e con l’esterno. Con la notifica dell’avviso di chiusura delle indagini preliminari, per i 36 indagati e per i rispettivi collegi difensivi si apre ora una finestra di 20 giorni per presentare memorie difensive e depositare tutta la documentazione

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