Calabria
Estate rovente
Ferragosto bollente: Calabria nella morsa del caldo africano per altri 7 giorni. Fine dell’incubo? Solo dopo il 18 agosto
Continuano i giorni di caldo africano e afa sulla Calabria e sarà un Ferragosto rovente. Bisognerà soffrire ancora una settimana prima dell’arrivo delle correnti atlantiche che dal 18 agosto faranno finalmente scendere le temperature

COSENZA – Da oltre due settimane ci troviamo nella morsa opprimente del caldo Africano. Giornate dominate dalla grande calura e dall’afa che continuano a non dare tregua. E la situazione in Calabria non è destinata a cambiare a breve con giornate ancora bollenti e umide anche nel week-end di Ferragosto. Le temperature si manterranno diffusamente sopra i 37 gradi, con picchi di 39 nelle zone interne: si tratta di almeno 7-8 gradi sopra la media di metà agosto. Per i prossimi sette giorni non ci saranno novità sostanziali con caldo intenso nelle ore diurne e la possibilità di isolati temporali di calore e rovesci sui rilievi.

Tuttavia, i modelli meteorologici iniziano a intravedere la fine di questo “incubo climatico”: una decisa svolta meteo è attesa subito dopo la metà del mese, con l’arrivo delle tanto attese correnti atlantiche che imprimeranno un cambiamento deciso che si concretizzerà prima al nord intorno al 16 di agosto, poi verso il 19 anche al Sud e sulla Calabria.
Quando finisce il caldo africano? La svolta in Calabria solo dal 18 agosto
Il primo segnale di cedimento dell’anticiclone sub-tropicale, che da oltre due settimane domina la scena meteorologica italiana, dovrebbe arrivare per Ferragosto. Un vasto sistema di bassa pressione centrato sul Nord Europa potrebbe far scendere aria più fresca e instabile di origine atlantica verso le nostre latitudini, aprendo la strada a un primo, deciso cambiamento di stagione. Il cambio di circolazione si farebbe sentire prima al Nord Italia, indicativamente attorno a Ferragosto agosto, per poi estendersi anche al Sud e alla Calabria dopo la metà della prossima settimana successiva.
Resta però un’incognita legata alla traiettoria della saccatura in arrivo: se dovesse spostarsi maggiormente verso la Penisola Iberica, l’effetto rinfrescante sull’Italia risulterebbe più limitato. Nello scenario più probabile, invece, le temperature potrebbero calare in modo netto, tornando su valori più in linea con la stagione, ma il contrasto tra masse d’aria calda e fredda potrebbe scatenare temporali più intensi e diffusi rispetto ai fenomeni di calore osservati finora.

Le temperature sull’Italia nel fine settimana di Ferragosto e la “rinfrescata” dal 18 in poi
Estate 2026: record con 20 giorni consecutivi di afa
Quella attualmente in corso è la quarta ondata di calore dell’estate 2026, ed è già diventata la più lunga e intensa della stagione. Iniziata tra il 29 e il 30 luglio, è destinata a protrarsi almeno fino al 17 agosto, raggiungendo la quota record di 20 giorni consecutivi di temperature ben al di sopra delle medie della norma. I dati del Bollettino del Ministero della Salute confermano la gravità della situazione: si contano ancora 19 città con il bollino rosso sulle 27 monitorate (dopo il picco del 4 agosto quando tutte e 27 le città erano a rischio massimo).
Un’escalation di caldo estremo che ha visto intervalli di tregua sempre più brevi nel corso della stagione con la prima ondata durata 8-9 giorni a fine maggio, seconda ondata con 12-13 giorni a fine giugno, la terza ondata (la più rovente) durata 13-14 giorni a metà luglio e la quarta ondata. La più lunga in corso dal 29 luglio, con stime di durata fino al 17-18 agosto
Anticiclone africano: un cambiamento strutturale, non un’anomalia isolata
Secondo Lorenzo Giovannini, fisico dell’atmosfera dell’Università di Trento, è il segnale di un cambiamento strutturale, con l’anticiclone africano che negli ultimi anni si è spostato più a Nord rispetto al passato. In passato le ondate di calore erano legate a incursioni temporanee dell’anticiclone africano, che lasciavano poi spazio al ritorno dell’anticiclone delle Azzorre e a condizioni più miti.
Oggi, spiega l’esperto, questo meccanismo si è alterato: la struttura che convoglia aria calda dal Nord Africa tende a stazionare più a lungo sopra l’Italia, rendendo le fasi di caldo intenso più frequenti e persistenti. Una dinamica ancora oggetto di studio, ma verosimilmente collegata allo spostamento verso Nord delle fasce climatiche nel contesto del riscaldamento globale, insieme a fattori di scala continentale come la discesa di aria fresca a Sud e la risalita di aria calda a Est.

Gli effetti del caldo prolungato su ambiente e agricoltura
Gli impatti di questo caldo prolungato si fanno sentire in modo drammatico sull’ambiente e sull’agricoltura con fiumi ma secco, laghi al minimo – Montagne e ghiacciai: Lo zero termico è salito fino a quota 4.300 metri sul Monte Bianco (appena 500 metri sotto la vetta), portando alla chiusura cautelare dei storici rifugi francesi Tête Rousse e Goûter. Come spiegato dal fisico dell’atmosfera Lorenzo Giovannini (Università di Trento), ci troviamo di fronte a un vero e proprio “cambiamento strutturale”: l’anticiclone africano si è stabilmente posizionato più a Nord rispetto al passato, sostituendosi al mitizzante anticiclone delle Azzorre e inglobando con facilità la Penisola italiana per periodi prolungati.
“Gli episodi estremi sono diventati più frequenti e severi e ci impongono di adeguare le nostre politiche alla nuova realtà climatica“ – ha dichiarato il Ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin sottolineando che il quadro climatico in atto richiede un rafforzamento delle politiche di prevenzione e adattamento, evidenziando come gli eventi estremi siano ormai più frequenti e severi.


















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