Provincia
ORGOGLIO CALABRESE
Filiera Madeo, il sapore autentico di una Calabria che guarda al futuro: “Rinnoviamo la tradizione”
La Filiera ha sede a San Demetrio Corone e punta a grandi traguardi: dalla produzione di qualità ai riconoscimenti importanti. La storia passa anche da qui: l’intervista ad Anna Madeo

SAN DEMETRIO CORONE (CS) – La Filiera Madeo è una realtà che esalta l’eccellenza dei sapori, mettendo sulla stessa lunghezza d’onda tradizioni e passione per il territorio. Dalla storia della famiglia di San Demetrio Corone alla grande novità del Consorzio di Tutela Salumi di Calabria DOP.
Tutto parte dalle antiche ricette di famiglia, piccoli segreti custoditi gelosamente e tramandati di generazione in generazione. Non si tratta di una produzione industriale su larga scala, ma di un’arte che utilizza gli ingredienti più semplici e preziosi del nostro territorio: il finocchietto selvatico, l’olio extravergine di oliva e quella crema fresca di peperoncino che è la firma piccante e vivace del territorio calabrese. Ogni ingrediente nasce all’interno della filiera, garantendo una tracciabilità totale che dal campo arriva direttamente alla tavola.
Ed è proprio da questo che la produzione della Filiera ha puntato sul suino nero, razza autoctona allevata all’aperto. La Filiera Agrolimentare Madeo ha il suo quartier generale a San Demetrio Corone. Essa nasce dall’intuizione dell’imprenditore Ernesto Madeo che creò nel 1984 il primo allevamento di suini.
Dalle colline presilane la Filiera si è innovata e rinnovata, creando un ecosistema che mette al centro di tutto la natura e la persona. Proprio per questo, infatti, i prodotti sono il frutto di un sistema che ha come comune denominatore la Calabria. Materie prime d’eccellenza, sapori intensi e lavorazioni tradizionali.
Filiera Madeo, l’importanza del nuovo Consorzio di Tutela Salumi di Calabria DOP
Una ripartenza tanto attesa e sperata – in grado di segnare il ritorno alla piena operatività di uno dei comparti più prestigiosi dell’agroalimentare del Sud Italia – è sicuramente la costituzione del Consorzio di Tutela Salumi di Calabria DOP. Il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF) ha ufficialmente riconosciuto il Consorzio, affidandogli l’incarico esclusivo di promozione, valorizzazione e vigilanza per quattro eccellenze del territorio. Si tratta nello specifico di: salsiccia, soppressata, capocollo e pancetta.

Nei fatti, si parla di un rigoroso iter tecnico che ha confermato la rappresentatività dell’organismo (oltre i due terzi della produzione controllata). Superate le precedenti criticità amministrative – che avevano portato alla revoca del precedente organismo – la Calabria ritrova oggi un presidio fondamentale per la difesa del “Made in Calabria“.
L’intervista ad Anna Madeo
Anna Madeo è la figlia di Ernesto, il fondatore della Filiera che ha sede a San Demetrio Corone. La visione dell’imprenditrice punta al futuro, volgendo sempre lo sguardo verso un passato da tenere ben presente. Ai microfoni di QuiCosenza.it ha spiegato ciò che si fa ogni giorno in azienda, senza dimenticare il prestigioso riconoscimento ottenuto con il Consorzio.
Come avviene la trasformazione di un’azienda a conduzione familiare nel passaggio da una piccola ad una grande realtà del panorama calabrese (e non solo)?
«L’azienda si sta evolvendo nel passaggio alla nuova generazione. Abbiamo studiato e ampliato le nostre conoscenze, basti pensare che negli ultimi 5 anni manteniamo un trend di crescita del 10% all’anno. Ci siamo lanciati in nuovi mercati, uno degli ultimi è quello degli Stati Uniti. Come azienda vogliamo innovare la tradizione, questo è il nostro vero obiettivo. La strategia vincente è sicuramente quella della filiera, non siamo e non ci definiamo un salumificio. Saremo la prima realtà ad utilizzare anche il peperoncino IGP di Calabria prodotto dagli agricoltori di San Marco Argentano».

La Filiera Madeo sta attraversando un trasferimento ad un’altra generazione con un obiettivo ben preciso: mantenere fede allo stile dell’impresa. Il cambio è quindi sinonimo di conservazione, continuità e tradizione. Ci sarà qualche cambio di passo rispetto al passato o si manterrà fede alla storia?
«Miglioramento vuol dire avere anche maggiori competenze, questo è un trasferimento da una generazione ad un’altra. Avviene in ogni caso un po’ ovunque, tutto questo è in atto in diverse aree aziendali, dalla produzione al management. La media dei nostri collaboratori è al di sotto dei 40 anni, e il 75% è composto da donne».
Il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (Masaf) ha riconosciuto in via ufficiale il Consorzio di Tutela dei Salumi di Calabria DOP. Cosa cambierà da ora in poi e cosa vorreste realizzare nel prossimo mandato che durerà tre anni?
«Abbiamo fatto tutti insieme un lavoro di squadra. Si parte dall’allevatore per arrivare al trasformatore. Abbiamo ricostruito l’Ente che avevamo perso. Non aveva le quote di rappresentatività produttiva, abbiamo lavorato per ricostruire così i numeri e il mercato. La nostra filiera ha sempre creduto nel valore delle DOP, l’unica denominazione che tutela l’intera filiera suinicola regionale. Il secondo passo sarà adesso quello di far aderire le altre aziende».
«Vogliamo valorizzare il nostro territorio puntando sia sulla promozione B2B – rivolta al canale Horeca e alla grande distribuzione – sia su quella B2C, dedicata al consumatore finale, affinché cresca sempre più la consapevolezza di ciò che acquista e del valore intrinseco che ogni prodotto racchiude».



















Social