Provincia
SANITA'
Fistole artero-venose: nel centro ASP a Castrovillari un nuovo percorso per pazienti nefropatici
Avviata la presa in carico integrata per l’allestimento delle FAV nello Spoke di Castrovillari: riduzione della mobilità sanitaria e rafforzamento della rete specialistica territoriale

CASTROVILLARI (CS) – Allo Spoke di Castrovillari è stato avviato il percorso dedicato all’allestimento delle fistole artero-venose (FAV) per i pazienti affetti da insufficienza renale cronica candidati a trattamento emodialitico. Un risultato che punta a rafforzare l’offerta assistenziale specialistica e a rendere più efficace la presa in carico dei pazienti nefropatici.
A Castrovillari un percorso integrato per la cura dell’insufficienza renale cronica
L’iniziativa nasce nell’ambito di un protocollo di intesa multidisciplinare tra la UOC di Chirurgia Generale e la rete nefrologico-dialitica territoriale dell’ASP di Cosenza. L’obiettivo è strutturare un percorso assistenziale integrato, capace di garantire una gestione più tempestiva, appropriata e prossima al territorio dei pazienti. Un modello organizzativo che punta a superare la frammentazione delle cure, rafforzando la collaborazione tra specialisti e migliorando la continuità assistenziale.
La collaborazione tra specialisti
Determinante per l’avvio del percorso è stata la sinergia tra il Dott. C. Talarico, Direttore della UOC di Chirurgia Generale, e il Dott. A. Nicoletti, Coordinatore della Rete Emodialitica Territoriale dell’ASP di Cosenza, promotore del progetto di integrazione clinico-organizzativa. Un lavoro di squadra che ha coinvolto anche il Dott. Lo Gozzo e il Dott. Fabiano, contribuendo alla concreta attivazione del servizio e al rafforzamento della rete assistenziale dedicata ai pazienti con insufficienza renale cronica.
Il dott. Nicoletti: “ridotta la mobilità sanitaria”
“L’attivazione di questo servizio – ha detto il Dr Nicoletti ringraziando il Dr Talarico, il Dr Lo Gozzo e il Dr Fabiano che hanno fatto sì che si concretizzasse tale percorso – rappresenta un passaggio di particolare rilievo per la sanità aziendale, in quanto consente di programmare in maniera appropriata la preparazione all’accesso vascolare definitivo per i pazienti candidati alla terapia sostitutiva renale, riducendo il ricorso a procedure in urgenza mediante catetere venoso centrale”.

“Questo nuovo percorso consentirà anche di ridurre significativamente la mobilità sanitaria passiva in un ambito altamente specialistico che, fino a oggi, ha costretto numerosi pazienti a rivolgersi a strutture extraprovinciali o extraregionali per accedere a tale prestazione. L’integrazione tra competenze chirurgiche e nefrologiche consente così di costruire una rete multidisciplinare specialistica territoriale, orientata al miglioramento dell’assistenza, alla continuità delle cure, all’appropriatezza clinica e all’ottimizzazione delle risorse aziendali”.


















Social