Calabria
Le misure
Focolaio di Xylella in Calabria: piano d’intervento immediato. Estirpazione di piante infette, monitoraggio e sorveglianza
Eradicazione totale nel raggio di 80 metri, bruciatura delle piante infette e istituzione immediata dell’Unità di Crisi: l’Assessorato all’Agricoltura traccia la linea per isolare il Focolaio di Xylella e tutelare l’intera filiera olivicola calabrese. Gallo «È fondamentale individuare tempestivamente eventuali altri focolai sul territorio per impedire ulteriori diffusioni»

CATANZARO – L’allerta per la salute dell’agricoltura e del patrimonio olivicolo calabrese è massima. Il contrasto al batterio della Xylella fastidiosa è stato l’unico punto all’ordine del giorno della Sesta Commissione Consiglio Regionale (Agricoltura e foreste, attività produttive, consorzi di bonifica, risorse naturali, aree interne), convocata d’urgenza a seguito dell’individuazione di un focolaio nel territorio di Taurianova. Di fronte alla minaccia di una pandemia vegetale che potrebbe devastare la produzione dell’olio locale, le istituzioni regionali, i sindacati di categoria e il mondo scientifico chiedono un’azione sinergica e tempestiva.
Focolaio di Xylella: le misure d’emergenza
Durante l’audizione, l’Assessore all’Agricoltura Gianluca Gallo ha illustrato i dettagli del piano d’intervento immediato e uno stanziamento di 300mila euro cui ne seguiranno altri per le attività di monitoraggio, prevenzione e attività fitosanitaria. Il primo settembre è stato emanato il decreto ufficiale che accerta la presenza del focolaio dopo l’esito dei prelievi di laboratorio.
Tra i principali provvedimenti adottati figurano l’Istituzione di un’unità di crisi dedicata al monitoraggio e al coordinamento delle operazioni, eradicazione totale di tutte le piante nel raggio di 80 metri dall’infezione con abbattimento e bruciatura dei vegetali colpiti in luoghi preposti per evitare l’ulteriore diffusione del vettore. Controlli stringenti sul vivaismo: obbligo di bollino blu o verde per chi effettuerà nuovi impianti nel settore olivicolo.
Gallo “linea di intervento ferma e rigorosa”
«A seguito dei rilievi effettuati e della conferma della presenza del batterio, abbiamo immediatamente avviato, in perfetto coordinamento con tutti i soggetti interessati, le procedure previste dalla normativa e dai decreti ministeriali. Le misure adottate mirano a prevenirne la propagazione, anche alla luce di quanto già avvenuto in Puglia. Ci tengo tuttavia a precisare che il territorio calabrese presenta caratteristiche profondamente diverse da quello pugliese. D’intesa con il presidente Roberto Occhiuto, abbiamo assunto una linea di intervento ferma e rigorosa: i proprietari dei terreni interessati saranno tempestivamente informati e si procederà all’estirpazione delle piante risultate infette, nel pieno rispetto delle procedure previste dalla normativa vigente».

Interventi concordati con il ministero: ristori per le piante estirpate
«Ogni singola fase dell’intervento è stata concordata con il Ministero competente. – ha spiegato Gallo. Le operazioni comprendono anche la distruzione del legname e del fogliame per evitare la permanenza di eventuali tracce del batterio. Nell’area individuata abbiamo censito circa 210 alberi, mentre nelle zone circostanti è stato attivato un monitoraggio costante all’interno dell’area cuscinetto La velocità degli interventi è dirimente per affrontare l’epidemia e non ripetere gli errori del passato».
«I protocolli fitosanitari impongono interventi rigorosi, inclusi i tagli e le eradicazioni necessarie, al fine di scongiurare il rischio di un’epidemia su vasta scala. Parallelamente, come Regione abbiamo già predisposto strumenti di pianificazione e approvato specifici bandi finalizzati al rilancio dell’agricoltura e della filiera olivicola in vista della nuova stagione agricola». Gallo ha inoltre rassicurato gli agricoltori sul fronte dei ristori economicamente previsti e sui fondi destinati alle future ripiantumazioni, precisando che le risorse impiegate saranno ingenti.

Nessun rischio per i consumatori: l’appello di Confagricoltura Calabria
Nel corso della seduta è intervenuto anche il presidente di Confagricoltura Calabria, Alberto Statti, che ha ribadito la centralità della sorveglianza e di una comunicazione chiara verso l’opinione pubblica. “I consumatori possono stare tranquilli” ha precisato Statti. “Gli effetti della Xylella riguardano la salute delle piante, non la qualità dei prodotti: non c’è alcun rischio di infezione attraverso il consumo di olio o olive“.
Confagricoltura ha proposto, tra le misure da adottare: una deroga temporanea sull’ecosistema di inerbimento per le aree interessate e potenzialmente per l’intero territorio regionale, un protocollo d’intesa permanente tra agricoltori, scienziati e istituzioni per seguire linee guida d’intervento standardizzate e rigorose. All’incontro hanno preso parte anche la Direttrice dell’ARSAC Fulvia Caligiuri, Alessandro Guagliardi, Presidente della Federazione regionale degli Ordini dei dottori agronomi e dei dottori forestali della Calabria, Marco Poiana, direttore del Dipartimento di agraria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, i sindaci dei Comuni di Taurianova, Cittanova e Terranova Sappo Minulio, unitamente ai rappresentanti dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, del CREA, dell’ISPRA e della Cia.

Formazione e tecnologia: “Agricoltori e vivaisti devono essere sentinelle”
Sul tema della prevenzione e dell’innovazione è intervenuta la consigliera Rosellina Madeo, focalizzandosi sull’importanza strategica della formazione: “Bisogna investire nell’istruzione tecnica di agricoltori e vivaisti affinché diventino essi stessi custodi attivi del territorio. Saper distinguere tempestivamente se una pianta sta seccando per stress idrico o per l’attacco della Xylella consente di isolare subito l’infezione e sanificare l’area”.
La consigliera ha evidenziato come, dal 2013 ad oggi, la ricerca scientifica abbia fatto enormi progressi. Diventa quindi fondamentale realizzare un vero e proprio trasferimento tecnologico dal laboratorio ai campi, creando canali diretti di comunicazione e finanziamento tra centri di ricerca e aziende agricole locali per salvaguardare l’ “oro giallo” calabrese.


















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