Area Urbana
“Il potere rivela le persone”. Parla Francesco Alimena “Mi hanno tolto le deleghe ma non Cosenza Vecchia”
Il consigliere comunale Francesco Alimena rompe il silenzio dopo il rimpasto di giunta voluto dal sindaco Caruso che ha revocato le deleghe al CIS e al centro storico “c’è chi ha lavorato e sobillato affinché si arrivasse a questo risultato”

COSENZA – Un discorso dal forte impatto emotivo quello pronunciato dal consigliere comunale del Pd Francesco Alimena all’indomani del rimpasto di giunta deciso dal sindaco Franz Caruso, che gli ha sottratto le deleghe strategiche al Contratto Istituzionale di Sviluppo (CIS) e al centro storico di Cosenza. L’occasione è stata la riunione del direttivo di circolo Pd “Marica Zuccarelli” dove è stato analizzato quanto accaduto a Palazzo dei Bruzi ed è stato lanciato il Forum Cosenza 2050. Un incontro partecipato al quale erano presenti anche Enza Bruno Bossio, Nicola Adamo, Carlo Guccione, il presidente del circolo Gabriele Petrone, la segretaria del PD di Cosenza Rosi Caligiuri, l’ex assessore Pina Incarnato e appunto Francesco Alimena.

Francesco Alimena: “cuore spezzato ma testa alta”
«Oggi ho fatto il discorso che mai avrei pensato di dover fare. Ho il cuore a pezzi, perché sono Francesco Alimena e sono carne e sangue di Cosenza Vecchia», ha esordito il consigliere comunale. Parole cariche di passione e amarezza quelle dell’ex delegato, che non ha risparmiato accuse velate: «c’è chi non vuole bene al centro storico e ha lavorato e sobillato affinché si arrivasse a questo risultato“, ha dichiarato Alimena, facendo riferimento a dinamiche interne alla maggioranza che avrebbero portato alla sua esclusione.
Il sindaco Franz Caruso ha deciso di ridisegnare la giunta comunale, togliendo ad Alimena due deleghe considerate cruciali per il rilancio della città: il CIS, strumento fondamentale per gli investimenti infrastrutturali, e il centro storico, cuore pulsante dell’identità cosentina. Una mossa politica che ha colto di sorpresa molti osservatori, considerando l’impegno profuso da Alimena negli ultimi quattro anni per la riqualificazione di Cosenza Vecchia.
“Il potere rivela le persone per quello che sono”
Nel suo intervento, Alimena ha rivendicato il lavoro svolto: «Il mondo non lo cambiano i comunicati stampa ma il lavoro sul campo negli anni. Non solo di questi ultimi quattro anni ma tutti quelli prima», ha sottolineato il consigliere, che fa politica dall’età di 16 anni. Una riflessione amara sul potere ha caratterizzato il suo discorso: «ho imparato che il potere non cambia le persone: le rivela per quelle che sono davvero. Nel bene o nel male».

Il sostegno di Cosenza vecchia: Rione Santa Lucia in prima fila
Momento di grande commozione per Alimena è stato il sostegno ricevuto dalla sua comunità: «Stasera mi ha commosso vedere il Rione Santa Lucia in prima fila per me. Piazza Piccola le sue storie, u Chianariaddru e tutte le nostre storie che raccontano il grande arazzo della nostra vita lì. Vi ringrazio, perché oggi mi avete dimostrato che alle spalle ho Cosenza Vecchia», ha aggiunto, ribadendo il legame profondo con il quartiere che lo ha visto crescere e per il quale si è battuto.
Nonostante la delusione, Alimena ha voluto ringraziare chi ha creduto nel suo progetto e chiedere scusa: «Voglio ringraziare tutte e tutti che hanno creduto in un sogno e lo hanno costruito con fatica. E chiedere scusa ai cittadini che ho potuto deludere in questi anni, alla squadra che avevamo creato e che non posso più guidare». Parole di scusa anche per la famiglia e gli amici, cui ha sottratto tempo e affetto per dedicarsi alla politica e al rilancio del centro storico.
Il futuro? “Non è la fine, è solo un destino diverso”
Guardando avanti, Alimena ha concluso con un messaggio di speranza: «vi prometto che andrà tutto bene alla fine. E se non andrà bene, vuol dire che non è la fine. Forse, alcune strade portano più a un destino che a una destinazione». Un arrivederci, non un addio alla sua a Cosenza Vecchia, con la promessa implicita che la battaglia per il centro storico continuerà, anche senza deleghe ufficiali.




















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