Tirreno
L'INTERVISTA
Francesco La Gatta tedoforo di Milano-Cortina 2026: «Un sogno che si avvera, spero ci sia Brunori»
Francesco La Gatta, sportivo di Praia a Mare, il prossimo sabato 20 dicembre sarà tedoforo per Milano-Cortina 2026: porterà la fiamma olimpica in Calabria. Ai nostri microfoni ha raccontato le sue emozioni e come è arrivato a questo traguardo

PRAIA A MARE (CS) – È uno sportivo vero, uno che ama il mare e la montagna in egual modo, godendosi a pieno l’ebrezza e le grandi emozioni che regalano le immersioni e le scalate, in ogni parte del mondo. Parliamo di Francesco La Gatta, il calabrese che il prossimo sabato 20 dicembre ricoprirà il ruolo di tedoforo. Spetterà a lui portare la fiamma olimpica nel percorso che in tre giorni toccherà il territorio regionale.
44 anni, originario di Praia a Mare e papà di quattro figli, Francesco si appresta a vivere un’esperienza unica nel suo genere che ricorderà per tutta la vita. Un sogno che per lui si realizza: portare tra le sue mani, nella sua regione, la torcia olimpica, il simbolo per eccellenza dell’amicizia, della solidarietà, dell’armonia e della purezza nel segno delle diversità dei popoli e della loro pacifica convivenza.

Francesco La Gatta tedofoto di Milano-Cortina 2026
Come si sente e come si sta preparando? Francesco La Gatta lo ha raccontato ai nostri microfoni svelandoci che per lui è stata una “notizia del tutto inaspettata”. La prima convocazione per lo sportivo è arrivata circa un mese fa. “In un primo momento pensavo che fosse una della tante e-mail pubblicitarie e non l’ho aperta subito – ci ha rivelato – fortunatamente però non l’ho nemmeno cestinata. Quando l’ho aperta l’emozione più grande: mi comunicavano di essere stato selezionato con tedoforo per le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026. In verità un po’ ci speravo”.
Nella prima comunicazione arrivata a La Gatta veniva spiegato che entro 20 giorni i tedofori selezionati avrebbero ricevuto un’ulteriore comunicazione di conferma e così è stato. Solo poche ore fa è stato comunicato anche l’orario di convocazione ed il tragitto. Il tedoforo di Praia a Mare porterà la torcia olimpica lungo la tratta tra Reggio Calabria e Catanzaro il prossimo 20 dicembre quando la fiaccola dei Ghiochi più antichi al mondo percorrerà tutta la Calabria. “Così il mio sogno è diventato realtà” ha aggiunto.

Come si diventa tedoforo: dal sogno alle realtà
Proprio a lui abbiamo chiesto come si diventa tedoforo e qual è l’iter per candidarsi. “A luglio scorso ero in Azerbaigian, ai confini con la Russia per una scalata insieme al mio amico che mi ha detto: fai tutto, nella vita ti mancano solo le Olimpiadi. Un sogno ad occhi aperti anche se per l’alpinismo e le immersioni, non ci sono discipline ammesse. Ecco allora che il mio amico mi ha proposto: perchè non ti candidi come tedoforo? Così ho accettato la sfida, ho detto proviamoci ed è partita la candidatura inviando sulla pagina dedicata il mio curriculum e spiegando cosa facevo nella vita e perchè mi candidavo.
La Gatta ha spiegato che per lui portare tra le mani quel segno di pace, di regalità, soprattutto nella sua Calabria, sarebbe stato un sogno e oggi quel sogno è diventato realtà. Francesco ci ha confidato di essere “orgoglioso, contento, felicissimo di poter vivere questa esperienza e di rappresentare il Paese, la regione, la mia città e tutti i miei compaesani, perché comunque la torcia olimpica è un simbolo incredibile”.
Emozioni e grandi nomi al fianco di Francesco
Al fianco di Francesco nel percorso della fiamma olimpica ci saranno anche gli atleti Simone Alessio, super campione olimpico calabrese di Taekwondo e Massimo Palanca, icona del Catanzaro. Molti altri nomi saranno svelati nel corso dei prossimi giorni. Per lo sportivo di Praia a Mare però c’è un grande sogno: “Spero ci sia anche Brunori, perché ormai è il simbolo della Calabria e di Cosenza non solo in Italia ma nel mondo”.
Come La Gatta sta vivendo questi giorni che lo separano al grande giorno? Con un po’ di tensione emotiva: “Sono ansioso e mi emoziono facilmente, quindi sto più che altro facendo i conti con la mia ansia e le mie emozioni, perché per molti questa avventura può essere vissuta come una cosa normale, ma per me, invece, è un sogno”.


















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