Calabria
maltempo
Frane e fango bloccano le Statali 18 “Tirrena inferiore”, 531 “di Cropalati” e 184 “Gambarie”. Anas al lavoro
Frane e fango, con la caduta massi stanno provocando diversi disagi alla viabilità con alcune statali interrotte. Squadre Anas al lavoro per riaprire le strade in sicurezza

COSENZA – Dalle prime ore di oggi frane e fango stanno causando gravi disagi alla circolazione stradale. Le squadre Anas sono attualmente impegnate senza sosta per garantire la sicurezza e ripristinare la viabilità lungo le principali arterie colpite, soprattutto nelle province di Reggio Calabria e Cosenza.
Strade chiuse e criticità: le statali coinvolte
Le condizioni meteo avverse hanno provocato frane e caduta massi su diverse strade statali calabresi. Tra le situazioni più critiche si segnala la SS 18 “Tirrena Inferiore”, dove nel tratto compreso tra Bagnara e Scilla si sono verificati smottamenti con detriti sulla carreggiata. Attualmente, il tratto tra il km 500,100 e il km 500,200 risulta chiuso al traffico per motivi di sicurezza.
Disagi, provocato dal maltempo degli ultimi giorni, anche nell’entroterra reggino: la SS 184 “Delle Gambarie”, nel territorio di Sant’Alessio in Aspromonte, è temporaneamente interdetta alla circolazione a causa di frane e accumuli di fango. Situazione analoga in provincia di Cosenza, dove la SS 531 “Di Cropalati” (arteria viaria che collega i comuni di Mirto-Crosia e Cropalati) al km XV +200, la strada è stata chiusa per la presenza di colate di fango e rami che hanno invaso la sede stradale. Il Comune invita tutti alla massima prudenza

Frane e fango: interventi in corso per il ripristino della circolazione
I tecnici e gli operatori Anas, insieme alle ditte specializzate, sono al lavoro per rimuovere il materiale franoso e mettere in sicurezza i tratti interessati. L’obiettivo è riaprire le strade nel più breve tempo possibile e ridurre al minimo i disagi per automobilisti e residenti. Le operazioni comprendono la pulizia della carreggiata, la verifica della stabilità dei versanti e il monitoraggio continuo delle aree a rischio.



















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