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Frigoriferi hackerati: alterate le temperature da remoto. Corti «software obsoleti e sistemi vulnerabili»

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L'INTERVISTA

Frigoriferi hackerati: alterate le temperature da remoto. Corti «software obsoleti e sistemi vulnerabili»

A fare chiarezza sui rischi degli attacchi informatici agli impianti di refrigerazione è Mariaconsilia Corti, ingegnere informatico e consulente per una multinazionale italiana, ospite della trasmissione “Fatti Vivi” su RLB. Dalle vulnerabilità dei sistemi di controllo alle misure di prevenzione: ecco perché anche un frigorifero industriale può diventare un bersaglio

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RENDE – Non soltanto computer, smartphone e reti aziendali: anche i frigoriferi, o meglio i sistemi di refrigerazione dei supermercati, possono finire nel mirino degli hacker. Una minaccia che ha riguardato da vicino anche il territorio calabrese e cosentino. A spiegare come un attacco possa concretizzarsi attraverso l’accesso non autorizzato ai sistemi elettronici che gestiscono gli impianti è Mariaconsilia Corti, ingegnere informatico e consulente informatico per una nota multinazionale italiana, ospite di RLB nella trasmissione Fatti Vivi.

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«Qualcuno riesce ad accedere senza autorizzazione al sistema elettronico che controlla gli impianti e ne modifica le impostazioni», ha chiarito, precisando che un malintenzionato può intervenire sui comandi anche senza trovarsi fisicamente all’interno del supermercato. Questi impianti, infatti, sono gestiti da piccoli computer che regolano temperature, funzionamento e sistemi di allarme.

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Una volta ottenuto il controllo, un soggetto non autorizzato può modificare i parametri e compromettere la corretta conservazione degli alimenti. «La macchina può anche continuare a funzionare ma seguendo istruzioni sbagliate», ha sottolineato l’ingegnere informatico. In tal caso le conseguenze possono essere tutt’altro che “virtuali”: prodotti deteriorati, sprechi alimentari e danni economici per le attività commerciali.

Perché i frigoriferi possono diventare vulnerabili

Ma come è possibile che un impianto industriale di refrigerazione diventi un obiettivo informatico? La risposta risiede soprattutto nella connessione a Internet, introdotta per consentire ai tecnici di monitorare e gestire gli impianti a distanza, senza dover raggiungere ogni volta il luogo in cui sono installati. Una comodità che, se non adeguatamente protetta, può trasformarsi in una porta d’accesso per gli intrusi.

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Tra i principali fattori di rischio individuati da Corti ci sono i software non aggiornati, le credenziali poco sicure e i pannelli di gestione direttamente esposti sulla rete. A rendere il problema ancora più complesso è la lunga vita degli impianti industriali: la componente meccanica può continuare a funzionare per molti anni, mentre il software che la gestisce rischia di diventare obsoleto e di non ricevere più aggiornamenti di sicurezza: «il motore è ancora in ottima forma, ma la parte informatica ha bisogno del suo tagliando», ha spiegato efficacemente l’ingegnere Corti, utilizzando un paragone per rendere comprensibile un problema tecnico.

Reti separate, VPN e autenticazione: come difendersi

Nel corso dell’intervista si è parlato anche delle indicazioni dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale, che ha invitato le aziende a verificare l’esposizione su Internet dei sistemi di controllo e teleassistenza, adottando adeguate misure di protezione.

Tra queste figurano la separazione delle reti, l’utilizzo di VPN e l’autenticazione a più fattori. Soluzioni che rispondono a esigenze concrete: «impedire che un eventuale problema informatico possa propagarsi liberamente tra i diversi sistemi aziendali, proteggere gli accessi da remoto e aggiungere ulteriori livelli di verifica oltre alla semplice password».

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Accanto agli strumenti tecnologici, però, è fondamentale anche l’organizzazione interna: «Il manutentore conosce l’impianto, l’informatico conosce la rete, il gestore deve rendere servizio», ha osservato Corti evidenziando quanto sia importante che tutte le figure coinvolte collaborino e abbiano responsabilità ben definite.

La sicurezza informatica, dunque, non riguarda soltanto i dispositivi digitali che utilizziamo quotidianamente, ma anche infrastrutture apparentemente lontane dal mondo tecnologico. E gli episodi che hanno interessato il settore della refrigerazione dimostrano come un attacco informatico possa avere conseguenze dirette sulla vita quotidiana, sulla sicurezza dei prodotti e sull’economia delle imprese.

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