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Fuga dal Sud, la Calabria continua a perdere abitanti: bussola puntata verso il Settentrione
Di anno in anno la situazione non fa che peggiorare, anche nel 2025 la Calabria perde giovani che si trasferiscono al Nord

ROMA – I nuovi dati sulla mobilità interna descrivono un Paese sempre più dinamico, ma anche più diviso. Intanto i trasferimenti crescono del 5,1%, trainati dai cittadini stranieri, mentre il Mezzogiorno continua a perdere abitanti a favore della “locomotiva” settentrionale. Il 2025 conferma una tendenza che non è solo statistica, ma profondamente sociale: l’Italia è un Paese in movimento.
Secondo gli ultimi dati sui trasferimenti di residenza, pubblicati da una ricerca ISTAT, ben 1 milione e 455mila persone hanno cambiato Comune in Italia nell’ultimo anno, segnando un incremento del 5,1% rispetto al 2024. E la Calabria, nel frattempo, continua a “perdere pezzi”.
Tanti giovani dicono addio alla Calabria, cosa dicono i dati ISTAT del 2025
Se il desiderio di cambiare vita o lavoro coinvolge tutti, a correre di più sono i cittadini stranieri residenti in Italia. I loro trasferimenti sono balzati a 284mila, con una crescita a doppia cifra (+14,8%). Più contenuto, ma comunque significativo, il movimento degli italiani: 1 milione e 171mila spostamenti, pari a un +3%. Questi numeri suggeriscono che la popolazione straniera sia più flessibile e pronta a spostarsi laddove il mercato del lavoro offre maggiori opportunità. Essi fungono da vero e proprio ammortizzatore di dinamismo per l’intera nazione.

Ma come stanno le cose invece per i trasferimenti? Ebbene, la bussola punta al Settentrione. La geografia del movimento non cambia direzione, principalmente verso il Centro-Nord. Questa zona chiude il 2025 con un saldo migratorio di 45mila unità in più.
Nord-Ovest e Nord-Est: Si confermano le aree più attrattive, con un incremento combinato di quasi 40mila nuovi residenti. La domanda sorge spontanea: quali sono le “Regioni d’oro”. Lombardia ed Emilia-Romagna dominano la classifica assoluta (+10mila ciascuna), ma sorprende la Valle d’Aosta che conquista il primato per attrattività relativa con un tasso del +2,4 per mille.
Il Mezzogiorno tra fughe e resistenze
La Campania è la regione che perde più abitanti in termini assoluti (-17mila), ma il dato più allarmante arriva dalla Basilicata. Un tasso negativo del -5,5 per mille vede svuotarsi i propri territori a una velocità doppia rispetto alla media nazionale. Non vanno meglio le cose anche in Sicilia (-11mila), Calabria e Puglia (entrambe -7mila). In termini relativi, infatti, i tassi migratori più negativi si osservano in:
- Basilicata (-5,5 per mille);
- Calabria (-3,8 per mille);
- Molise (-3,3 per mille)
- Campania (-3,0 per mille);
- Sicilia (-2,4 per mille);
- Puglia (-1,7 per mille).
Un’Italia a due velocità
La mobilità interna non è solo un fenomeno demografico, ma il riflesso di un divario economico che non accenna a chiudersi. Se da un lato il Nord assorbe nuove energie (spesso straniere), dall’altro il Sud continua a finanziare la crescita settentrionale cedendo il suo capitale umano più prezioso.
In questo scenario, la sfida per il prossimo anno sarà capire se questa rinnovata vivacità potrà diventare volano di crescita per tutto il territorio o se servirà solo ad aumentare le distanze tra le diverse regioni del Paese.



















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