Calabria
Al termine di una furiosa lite minaccia i familiari con un coltello da 30 cm “datemi i soldi”, arrestato
Da tempo i familiari erano vittime di condotte vessatorie e minacciose, vivendo in uno stato di soggezione e pericolo costante

ARDORE (RC) – I carabinieri intervengono durante una furiosa lite familiare e disarmano un uomo che puntava un coltello da cucina contro i congiunti. Poteva trasformarsi in tragedia l’ennesimo episodio di violenza domestica consumatosi nel cuore della Locride. Ad Ardore, i Carabinieri hanno tratto in arresto un uomo del posto, accusato di minaccia aggravata, estorsione e porto di oggetti atti ad offendere. L’uomo, al culmine di una lite furiosa, avrebbe tentato di ottenere denaro dai propri familiari utilizzando la forza e il terrore.
La dinamica: la furiosa lite e la minaccia con un coltelloa
Secondo la ricostruzione effettuata dai militari dell’Arma, la tensione è esplosa tra le mura domestiche a causa di continue e pressanti richieste di denaro. Di fronte al rifiuto dei congiunti, l’aggressore avrebbe impugnato un coltello da cucina lungo circa 30 centimetri, puntandolo contro i familiari e minacciandoli di morte per costringerli a consegnare i contanti. La situazione, già drammatica, è apparsa subito fuori controllo, spingendo le vittime a richiedere l’intervento urgente delle forze dell’ordine.
L’intervento lampo dei Carabinieri
La risposta è stata immediata. Sul posto sono confluite le pattuglie delle Stazioni di Ardore e Bovalino, supportate dagli uomini della Compagnia di Intervento Operativo (CIO) del 14° Battaglione Carabinieri “Calabria”. Al loro arrivo, i militari si sono trovati di fronte a una scena estremamente delicata: l’uomo, ancora armato e in stato di forte agitazione, continuava a proferire minacce contro i parenti. Grazie alla professionalità e alla prontezza operativa degli operatori, l’individuo è stato rapidamente disarmato e immobilizzato prima che potesse sferrare colpi o ferire qualcuno.
Dopo essere stato bloccato, l’uomo è stato dichiarato in stato di arresto. Al termine delle formalità di rito presso la caserma, è stato tradotto nella Casa Circondariale di Locri, dove resta a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Dalle indagini è emerso un quadro ancora più preoccupante: pare che i familiari fossero da tempo vittime di condotte vessatorie e minacciose, vivendo in uno stato di soggezione e pericolo costante. L’intervento di oggi ha quindi posto fine a una spirale di violenza che rischiava un epilogo fatale.


















Social