Calabria
Indagini complesse
Furti di farmaci oncologici: esclusa complicità interna, procuratore Borrelli «vicenda molto grave»
Quattro arresti dopo il colpo da 1,2 milioni all’ospedale di Melito. Indagini coordinate tra Reggio Calabria, Napoli e Benevento. Un colpo milionario ai danni della sanità pubblica

REGGIO CALABRIA – Una rete criminale con base logistica a Napoli, dietro ai furti di farmaci oncologici e salvavita ad altissimo costo, è stata smantellata grazie a un’indagine coordinata dalla Procura di Reggio Calabria e condotta dai carabinieri della Compagnia di Melito Porto Salvo. Quattro persone, originarie di Napoli e provincia, sono state arrestate. Gli indagati sono ritenuti responsabili di diversi colpi messi a segno nel 2024 e di tre furti dalla farmacia dell’ospedale “Tiberio Evoli” di Melito Porto Salvo, per un valore complessivo stimato in circa 1,2 milioni di euro.
Furti di farmaci oncologico, procuratore Borrelli: “Una vicenda molto grave”
In conferenza stampa, il procuratore della Repubblica di Reggio Calabria Giuseppe Borrelli ha sottolineato la gravità dei fatti e la complessità delle indagini. “Una vicenda molto grave, oltre che particolarmente onerosa per le casse pubbliche, che ha visto anche una sinergia tra più procure. Le attività investigative sono state poi condivise con le procure di Napoli e di Benevento, che hanno proceduto in questi giorni, pressoché simultaneamente, all’esecuzione di una serie di provvedimenti restrittivi, con riferimento ai reati di loro competenza, perché il gruppo di presunti responsabili di questi reati poi operava nella provincia di Napoli”.

Secondo quanto emerso, sull’esistenza di una possibile rete di distribuzione dei farmaci di provenienza illecita sta indagando la Procura di Napoli, dove l’organizzazione criminale risultava radicata.
I furti tra aprile e giugno 2024
“I furti, sono stati commessi tra aprile e giugno 2024, e non sempre – ha detto Borrelli – dalle stesse persone”. Il procuratore ha inoltre escluso qualsiasi forma di collaborazione interna alla struttura sanitaria: non sarebbero emerse, infatti, complicità con personale dell’ospedale o con eventuali basisti sul territorio. Alla conferenza stampa hanno partecipato anche la pm Chiara Greco, il tenente Alessio Santagata, comandante del Nucleo operativo radiomobile dei carabinieri di Melito Porto Salvo, il capitano Daniele Barbero e il comandante provinciale dei carabinieri di Reggio Calabria, generale Cesario Totaro.
La pm Greco ha evidenziato alcune criticità legate alla sicurezza della struttura sanitaria al momento dei fatti: “all’epoca dei fatti le misure di sicurezza poste a presidio dei farmaci non erano particolarmente all’avanguardia”, ha detto, escludendo comunque responsabilità interne all’ospedale.

Indagini complesse tra dati e intercettazioni
Le indagini, sviluppate tra aprile 2024 e febbraio 2025 dalla Sezione operativa dei carabinieri di Melito Porto Salvo, sono partite dopo una serie di furti avvenuti nella farmacia ospedaliera nei mesi di aprile, maggio e luglio 2024. Gli investigatori sono riusciti a individuare i presunti responsabili attraverso l’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nei pressi dell’ospedale, integrate da intercettazioni telefoniche e dall’esame di una grande quantità di dati di traffico telefonico.
“Sono state – ha detto Barbero – indagini particolari con analisi massive di dati. Non solo, mancando sistemi di videosorveglianza, siamo riusciti a risalire alle auto e confrontato i dati di celle e telefoni che erano comunque intestati a soggetti stranieri e che non risultavano neanche mai essere stati censiti sul territorio nazionale”.
Il modus operandi della banda
Secondo gli investigatori, il gruppo agiva seguendo uno schema ben preciso: selezione preventiva delle strutture sanitarie da colpire, sopralluoghi per studiare accessi e sistemi di sicurezza, utilizzo di veicoli a noleggio e impiego di utenze telefoniche dedicate. Le schede telefoniche, spesso intestate fittiziamente a cittadini extracomunitari, servivano proprio a rendere più difficile l’identificazione dei responsabili.
L’inchiesta avviata dalla Procura di Reggio Calabria ha inoltre aperto la strada ad altre indagini coordinate con le procure di Napoli e Benevento, che nei giorni scorsi hanno portato all’emissione di ulteriori provvedimenti restrittivi nei confronti di persone ritenute coinvolte in furti analoghi ai danni di farmacie ospedaliere in diverse parti d’Italia.
La banda aveva già colpito in Calabria: colpo da 700mila euro nel Crotonese
Nell’estate scorsa due persone erano state arrestate con l’accusa di furto aggravato e continuato in concorso, riciclaggio e ricettazione per due furti di farmaci oncologici messi a segno nel poliambulatorio di Cirò Marina. In quell’occasione i malviventi erano riusciti a sottrarre medicinali per un valore complessivo di circa 700mila euro, con un danno ingente sia per i malati sia per il Servizio sanitario nazionale.
Le indagini erano scattate subito dopo il primo furto, avvenuto tra il 4 e il 5 giugno, e si erano intensificate quando il colpo era stato replicato venti giorni dopo con le stesse modalità operative. Secondo la ricostruzione di Procura e Carabinieri, i ladri si sarebbero introdotti nei locali al pianterreno forzando una porta laterale in vetro e successivamente una porta tagliafuoco. Dal laboratorio analisi sarebbero poi riusciti a entrare nel deposito dei medicinali, dove avevano svuotato armadietti e frigoriferi in cui erano custoditi i farmaci oncologici.


















Social