Calabria
Prognosi riservata
“Ogni sforzo per salvarla”: la corsa contro il tempo al Gaslini per la piccola sopravvissuta Maria Luce
La bambina di 6 anni è ricoverata in terapia intensiva al Gaslini di Genova dopo il trasferimento d’urgenza: condizioni critiche ma stabili, i medici lavorano per il recupero neurologico

CATANZARO – Resta riservata la prognosi della bimba di sei anni unica sopravvissuta alla tragedia di Catanzaro. Trasferita nella serata di ieri, con un volo militare, all’istituto pediatrico Gaslini di Genova è ricoverata nel reparto di terapia intensiva, dove è sottoposta a sofisticati monitoraggi. La bambina ha subìto lesioni agli organi interni a causa della caduta dal terzo piano della sua abitazione. Prima del trasferimento è stata sottoposta a un delicato intervento chirurgico all’Azienda ospedaliera universitaria Dulbecco di Catanzaro, venendo stabilizzata.
“Ogni sforzo per salvarla”: Maria Luce lotta per la vita al Gaslini
Il padre ha seguito la figlia imbarcandosi sul volo militare organizzato dalla Prefettura di Catanzaro e partito da Lamezia Terme alla volta di Genova. “Stiamo dando a questa bambina le massime potenzialità di recupero soprattutto dal punto di vista neurologico”, ha detto il direttore del dipartimento emergenza e terapia intensiva del Gaslini, Andrea Moscatelli, precisando che ogni previsione sarebbe prematura. Al momento, ha sottolineato, ogni sforzo è teso a “mantenere condizioni di stabilità ottimali perché possa recuperare. Un obiettivo che adesso stiamo raggiungendo”.
Le condizioni di salute della bambina sono oggetto di costante attenzione anche da parte del presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha spiegato l’assessore alla sanità della Regione Liguria, Massimo Nicolò. “La Regione Calabria ha subito instaurato un rapporto diretto col Gaslini e noi ci siamo messi a disposizione. Dieci minuti fa ho aggiornato il presidente Occhiuto”, ha detto in mattinata Nicolò, evidenziando l’ottimo lavoro svolto dai medici di Catanzaro.
Don Vincenzo Zoccoli: “Anna aveva questa depressione angosciante”
Nel pomeriggio si sono svolte le autopsie sui corpi della madre e dei due bambini deceduti. L’esame, disposto dalla Procura di Catanzaro, è stato eseguito dalla medicina legale dell’azienda ospedaliera universitaria del capoluogo nell’ambito dell’indagine, al momento, senza indagati. Gli inquirenti considerano il caso come un omicidio-suicidio legandolo alle fragili condizioni psichiche della donna.
Condizioni delle quali la 46enne aveva parlato al parroco della chiesa Santissimo Salvatore di Catanzaro, don Vincenzo Zoccoli: “Aveva questa stanchezza, questa depressione angosciante – ha raccontato il sacerdote -, mi diceva che era insicura quando portava i bambini all’asilo ma anche quando li portava altrove perché aveva paura che qualcuno facesse loro del male”. “Dopo il battesimo dell’ultimo figlio, il 19 marzo, era sempre più stanca. Io le ho detto di farsi aiutare, che non poteva continuare così”, ha riferito il parroco.



















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