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Cosenza, parcheggi a Saba per 25 anni, aumenti spropositati e al Comune briciole. “Operazione dissennata”

Area Urbana

No in consiglio

Cosenza, parcheggi a Saba per 25 anni, aumenti spropositati e al Comune briciole. “Operazione dissennata”

I consiglieri di opposizione annunciano il voto contrario in Consiglio Comunale sull’operazione di project financing per i parcheggi di Cosenza: «dannosa per i cittadini senza trasparenza e nessun beneficio reale per le casse pubbliche»

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Parcheggi coperti e strisce blu Cosenza

COSENZA – Oggi il Consiglio Comunale di Cosenza è chiamato a votare uno dei provvedimenti che agita anche la maggioranza: la gestione dei parcheggi cittadini con il project financing, che l’amministrazione guidata dal sindaco Franz Caruso vorrebbe affidare alla società Saba per i prossimi 25 anni. Un’operazione che i consiglieri comunali di opposizione definiscono senza mezzi termini «folle e dannosa», annunciando apertamente il loro voto contrario. Oggi in Consiglio Comunale diremo no a questa operazione dissennata. Aumenti insostenibili per i cittadini, gestione ceduta per un quarto di secolo a un privato, il Comune incasserà solo le briciole. Un project financing che non dà nulla di utile alla città”

Parcheggi: aumenti delle tariffe e al Comune briciole

Il nodo più critico, secondo la minoranza, riguarda le tariffe. Gli aumenti previsti dal progetto sarebbero «devastanti»: il costo dei parcheggi potrebbe raddoppiare o addirittura quadruplicare, in un momento in cui i cosentini fanno già i conti con il caro vita. E a fronte di questi rincari, non sarebbe previsto alcun miglioramento tangibile dei servizi. Sul fronte economico, la minoranza smonta l’operazione pezzo per pezzo. L’ente pubblico riceverebbe soltanto una percentuale «irrisoria» sugli incassi dei parcometri, destinata peraltro a calare nel tempo.

Dai parcheggi coperti, secondo i consiglieri, il Comune non vedrebbe nemmeno un centesimo. Un paradosso che i rappresentanti dell’opposizione sintetizzano così: «Stiamo per regalare un settore potenzialmente redditizio a un operatore privato, costringendo i cittadini a pagare due volte — con le tasse per mantenere strade e infrastrutture, e con tariffe gonfiate per usarle». L’affidamento coprirebbe un arco temporale che arriva fino al 2051, superando persino il “Cosenza 2050” sbandierato come orizzonte programmatico dall’attuale amministrazione. Per un quarto di secolo, secondo la minoranza, il Comune perderebbe ogni capacità decisionale su un servizio essenziale.

Mancano piano economico, della mobilità criteri chiari

Le critiche investono anche il metodo. La documentazione disponibile, sostengono i consiglieri, non chiarisce come saranno determinate le tariffe negli anni futuri, chi beneficerà degli eventuali introiti superiori alle previsioni, né quali tutele concrete siano previste per i residenti e i lavoratori. Mancano un piano economico-finanziario leggibile e criteri trasparenti sulle agevolazioni. Sul piano procedurale, la minoranza solleva un ulteriore rilievo: la valutazione dell’interesse pubblico – che per legge e giurisprudenza amministrativa consolidata spetta alla Giunta – sarebbe stata invece demandata al Consiglio Comunale, riducendo le garanzie di controllo democratico.

Traffico Cosenza via Roma e centro città2

Viene anche evidenziato che, a tre anni dalla presentazione della proposta, l’amministrazione avrebbe potuto aprire la procedura ad altri proponenti, favorendo la concorrenza e individuando l’offerta più vantaggiosa per la città. Per l’opposizione, il progetto soffre anche di un vizio di fondo: viene portato in aula in totale assenza di un piano generale della mobilità urbana. Intervenire su un singolo tassello — i parcheggi — senza una strategia organica che tenga conto di traffico, trasporto pubblico, accessibilità e sostenibilità ambientale, significa condannare la città a decisioni estemporanee, prese senza una visione di lungo periodo.

La richiesta: rinviare il voto

Come chiesto anche dal consigliere Alimena del PD I nove consiglieri firmatari del comunicato — Francesco Caruso, Francesco Cito, Giuseppe d’Ippolito, Alfredo Dodaro, Francesco Luberto, Ivana Lucanto, Francesco Spadafora, Michelangelo Spataro e Antonio Ruffolo — chiedono il rinvio della discussione. Prima di procedere, sostengono, è indispensabile verificare i costi di una gestione diretta del servizio, costruire un vero piano della mobilità, garantire tutele concrete per cittadini e lavoratori e assicurare la massima trasparenza su tutti gli aspetti dell’operazione.

 

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