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Porti e criminalità, Gioia Tauro capitale dei traffici: 54 tonnellate di cocaina in dieci anni

Calabria

RAPPORTO DI "LIBERA"

Porti e criminalità, Gioia Tauro capitale dei traffici: 54 tonnellate di cocaina in dieci anni

Il nuovo rapporto di Libera fotografa uno scenario allarmante: la Calabria è seconda in Italia per criminalità portuale e lo scalo di Gioia Tauro si conferma snodo chiave per i traffici internazionali e le infiltrazioni mafiose

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porto gioia tauro

GIOIA TAURO (RC) – I porti italiani si confermano hub centrali per i traffici criminali e lo scalo di Gioia Tauro si conferma uno degli snodi più esposti d’Italia. È quanto emerge dal rapporto “Diario di Bordo” presentato da Libera, che analizza dati e dinamiche delle attività illecite negli scali marittimi. Nel 2025 sono stati registrati 131 casi di criminalità nei porti italiani, con un aumento del 14% rispetto all’anno precedente. Nel quadriennio 2022-2025 gli eventi complessivi sono stati 496, uno ogni tre giorni.

Gioia Tauro epicentro del sistema

Il porto di Gioia Tauro si conferma uno degli snodi più esposti d’Italia e nel solo 2025 sono stati registrati 13 eventi criminali, con un incremento del 62,5% rispetto al 2024. A livello regionale, la Calabria conta 15 casi ed è seconda in Italia dopo le Marche. Nel periodo 2022-2025 i casi sono stati 34, di cui ben 27 concentrati proprio a Gioia Tauro.

container

Primato nel narcotraffico: oltre 54 tonnellate sequestrate

Lo scalo calabrese è anche uno dei principali hub europei per il traffico internazionale di droga. Negli ultimi dieci anni sono state sequestrate oltre 54 tonnellate di cocaina. Le tecniche di occultamento utilizzate dalle organizzazioni criminali sono sempre più sofisticate: dalla droga nascosta in banane e bobine di carta fino a container refrigerati con prodotti ittici o sacchi di pellet.

Secondo il rapporto, tra il 1994 e il 2024 sono 56 i clan attivi in Calabria con interessi nei porti, non solo regionali ma anche in scali come Napoli, Genova e Livorno. Le infiltrazioni riguardano sia attività illegali sia settori dell’economia legale, confermando la capacità delle organizzazioni di adattarsi e penetrare nei circuiti economici.

“Dentro questi numeri c’è una realtà precisa: i porti – spiega Francesca Rispoli, copresidente nazionale di Libera – sono oggi uno dei principali punti di accesso dei traffici illeciti, a partire dal narcotraffico, ma anche della contraffazione, del contrabbando, del riciclaggio. Non solo. Sono luoghi in cui si manifestano forme di corruzione, dove si giocano partite economiche e politiche rilevanti. Questo lavoro non vuole criminalizzare, ma illuminare. Non vuole alimentare paure, ma costruire consapevolezza”.

Crescita economica e ombre criminali

Il 2025 è stato anche un anno record per il porto di Gioia Tauro sul piano commerciale, con 4,5 milioni di container movimentati e una crescita del 14%. Ma, come evidenzia Giuseppe Borrello, referente regionale di Libera “se il 2025 è stato l’anno dei record per il porto di Gioia Tauro è stato anche quello dove viene registrato un importante aumento dei casi di criminalità, confermandosi crocevia di opportunità e di contraddizioni, di ricchezza possibile e di infiltrazioni criminali”.

Libera Diario di bordo_2026 gioia tauro

Collegamenti internazionali: dal Brasile alla Calabria

Il report guarda anche oltre i confini nazionali, con un focus sul porto di Santos in Brasile, uno dei principali punti di partenza della cocaina diretta in Europa. Secondo le indagini, diverse spedizioni erano destinate proprio a Gioia Tauro. Le attività coinvolgerebbero anche organizzazioni come il Primeiro Comando da Capital, una delle più potenti realtà criminali sudamericane. Il quadro delineato da Libera evidenzia la necessità di strategie più ampie: maggiore trasparenza, prevenzione della corruzione e cooperazione internazionale.

 

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