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Giornata nazionale contro la violenza sugli operatori sanitari, UGL «aumentare la sicurezza»

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Giornata nazionale contro la violenza sugli operatori sanitari, UGL «aumentare la sicurezza»

Nella Giornata nazionale del 12 marzo contro la violenza sugli operatori sanitari, la Federazione UGL Salute e la Confederazione provinciale di Cosenza denunciano quasi 18mila aggressioni nel 2025 e chiedono misure urgenti

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COSENZA – In occasione della Giornata Nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e sociosanitari, la Federazione nazionale UGL Salute e la Confederazione provinciale di Cosenza accendono i riflettori su quella che definiscono una vera emergenza nazionale. Il 12 marzo diventa così un momento di riflessione ma anche di denuncia pubblica su un fenomeno che continua a colpire medici, infermieri e personale sanitario impegnato quotidianamente nella cura dei cittadini.

Giornata nazionale contro la violenza sugli operatori sanitari: emergenza nazionale

Proprio per questa ricorrenza il sindacato ha scelto uno slogan emblematico: “Mani che salvano vite, non bersagli di violenze”, un messaggio che sottolinea il valore del lavoro degli operatori e la necessità di proteggerli. Secondo i dati diffusi dal sindacato, nel 2025 sono state segnalate quasi 18mila aggressioni, che hanno coinvolto oltre 23mila operatori sanitari. Un dato sostanzialmente in linea con quello del 2024 e che, proprio per questo, non può essere considerato rassicurante.

«Nel 2025 segnalate quasi 18mila aggressioni, che hanno coinvolto oltre 23mila operatori: numeri in linea con il 2024, dato tutt’altro che rassicurante perché dimostra che, nonostante l’inasprimento delle pene, la violenza non accenna a diminuire (mentre in Calabria le denunce risultano poche rispetto ad altre regioni) . Il fenomeno si concentra soprattutto in ambito ospedaliero, con Pronto Soccorso, SPDC e Aree di Degenza che si confermano i luoghi più critici. La violenza contro gli operatori sanitari è divenuta un’emergenza nazionale e non possiamo più limitarci a commentare l’ennesimo episodio dopo che si è verificato – dichiarano Gianluca Giuliano, segretario nazionale UGL Salute ed il consigliere nazionale Guglielmo Nucci – Chi lavora negli ospedali, nei pronto soccorso, nelle strutture territoriali e sui mezzi di emergenza non può continuare a svolgere il proprio servizio con la paura di essere aggredito».

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Le proposte del sindacato per aumentare la sicurezza

L’UGL ribadisce la necessità di un cambio di passo immediato e rilancia una serie di proposte che il sindacato porta avanti da anni per rafforzare la sicurezza nelle strutture sanitarie. «Ribadiamo la necessità di un cambio di passo immediato, rilanciando proposte che l’ UGL porta avanti da anni: presidi fissi di vigilanza nelle strutture più esposte, sistemi di controllo e monitoraggio più efficaci, protocolli operativi chiari e uniformi, strumenti tecnologici di allarme, come i braccialetti antiaggressione, e dispositivi di segnalazione rapida, campagne di sensibilizzazione pubbliche e nelle scuole, per promuovere rispetto ed educazione civica, tutela legale garantita dalle aziende per tutti gli operatori aggrediti, un adeguato supporto psicologico per chi subisce episodi traumatici».

“La sicurezza non è negoziabile”

Per i rappresentanti dell’UGL, le misure normative adottate negli ultimi anni rappresentano un primo passo ma non sono sufficienti senza un rafforzamento concreto dei sistemi di sicurezza nelle strutture sanitarie. «Le norme più severe rappresentano un segnale importante, ma non bastano senza un rafforzamento concreto della sicurezza nelle strutture sanitarie – concludono Giuliano e Nucci – È inaccettabile che chi si dedica alla cura delle persone diventi il bersaglio di frustrazione, rabbia o inciviltà di pochi. Aggredire un operatore sanitario significa colpire l’intero sistema e minare il diritto alla salute di tutti. Il 12 marzo deve essere non solo un momento di riflessione ma soprattutto occasione per affermare un principio semplice e imprescindibile: chi cura deve essere tutelato. Servono rispetto, educazione civica e tolleranza zero verso ogni forma di violenza la sicurezza degli operatori sanitari non è negoziabile e deve diventare una priorità assoluta e non più rinviabile».

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