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Cresce il numero di giovani armati, sempre più minori accusati di associazione mafiosa

Italia

“Dis(armati)"

Cresce il numero di giovani armati, sempre più minori accusati di associazione mafiosa

Il report di Save the Children: aumentano rapine e lesioni tra i minori, mentre si diffonde l’uso di coltelli e armi improprie: “la risposta non può essere solo punitiva”

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ROMA – Se da un lato sono diminuiti negli ultimi vent’anni i minori segnalati all’autorità giudiziaria, dall’altro sono aumentati alcuni reati violenti e la diffusione delle armi tra gli adolescenti. Un quadro complesso, fatto di segnali contrastanti, emerge dal nuovo rapporto di Save the Children sulla violenza giovanile in Italia.

Minori: i dati dell’indagine “Dis(armati)”

Un’indagine sulla diffusione della violenza giovanile, tra percezione e realtà, che fotografa le trasformazioni della criminalità minorile e le fragilità delle nuove generazioni. Secondo i dati analizzati dall’organizzazione, il numero di minori e giovani adulti segnalati agli Uffici di Servizio Sociale per i Minorenni (Ussm) è diminuito negli ultimi vent’anni: si è passati dai 23.000 del 2004 ai 14.220 del 2024. Al contrario, il numero di ragazzi presi in carico dagli Ussm è salito a 23.862, in aumento rispetto agli anni precedenti.

Questo fenomeno, spiega Save the Children, è dovuto anche alla permanenza più lunga dei giovani nel sistema penale minorile. In particolare, l’organizzazione sottolinea che ciò avviene “soprattutto a causa della permanenza prolungata nel sistema penale di giustizia minorile, anche in seguito all’attuazione del Decreto Caivano che ha ampliato i casi di custodia cautelare per i minorenni e ristretto l’accesso alle alternative al carcere”.

Il 73% dei ragazzi coinvolti ha tra i 14 e i 17 anni, mentre l’1% ha meno di 14 anni e il 26% è composto da giovani adulti.

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Crescono rapine, risse e lesioni personali

I dati del Servizio Analisi Criminale del Ministero dell’Interno mostrano un aumento significativo dei reati violenti tra gli adolescenti. Nel 2024 i 14-17enni denunciati o arrestati per rapina sono stati 3.968, più del doppio rispetto ai 1.921 del 2014. In forte crescita anche i casi di lesioni personali, passati da 1.921 nel 2014 a 4.653 nel 2024. Aumentano inoltre le risse (1.021 nel 2024 contro 433 nel 2014) e le minacce (1.880 nel 2024 rispetto alle 1.217 del 2014). Diminuiscono invece i minorenni segnalati per associazione per delinquere, scesi da 406 nel 2014 a 109 nel 2024.

Associazione mafiosa: possibile aumento nel 2025

Per quanto riguarda il reato di associazione mafiosa, il dato del 2024 conferma il trend degli ultimi dieci anni con 49 minori denunciati o arrestati. Tuttavia il primo semestre del 2025, con 46 casi, potrebbe indicare un possibile aumento nell’arco dell’anno. Quasi la metà dei casi registrati nei primi sei mesi del 2025 si concentra tra Catania (15) e Napoli (6).

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Sempre più armi tra i minorenni

Uno degli elementi più preoccupanti riguarda la diffusione delle armi tra i giovanissimi. Dal 2019 al 2024 i minori segnalati per porto abusivo di armi o oggetti atti ad offendere sono passati da 778 a 1.946. Nel primo semestre del 2025 è stato registrato un ulteriore picco con 1.096 casi. I giovani intervistati per la ricerca raccontano che girare armati fa sentire “più sicuri”, ma a volte anche “più nervosi”. In altri casi il possesso di armi viene percepito come simbolo di potere o di status.

Tra le città metropolitane l’aumento più evidente riguarda Napoli (da 59 casi nel 2019 a 152 nel 2024), Milano (da 43 a 150), Roma (da 32 a 96), Bologna (da 21 a 88) e Torino (da 31 a 82).

Giovani più armati ma anche più fragili

Nonostante questi dati, Save the Children ricorda che l’Italia resta tra i Paesi europei con il più basso tasso di criminalità minorile. Il report evidenzia però nuove fragilità tra gli adolescenti. “Sebbene la violenza oggi appaia sempre più armata – puntualizza Save the Children – con l’uso di pistole, coltelli e armi improprie, gli adolescenti sono sempre più ‘disarmati’ di fronte a nuove fragilità psicologiche e relazionali, spaventati da un mondo esterno che considerano pericoloso, imprevedibile, segnato da conflitti e violenze all’interno delle famiglie e nella società, con casi di autolesionismo e tentati suicidi e, in alcuni casi, uso di sostanze e dipendenze”. Save the Children sottolinea infatti che “la risposta non può essere solo punitiva”, ma è necessario “potenziare i percorsi educativi” e soprattutto “rafforzare i presidi di ascolto e l’educazione alla non-violenza” per sostenere i ragazzi e prevenire il rischio di devianza.

In Calabria

Tra il 2014 e il 2024, è aumentata l’incidenza di minori segnalati per il reato di lesioni personali (+0,84 ogni mille abitanti tra i 14 e i 17 anni) mentre è diminuita per il reato di associazione per delinquere (-0,3 ogni mille abitanti tra i 14 e i 17 anni) ed estorsione (-0,13 ogni mille abitanti tra i 14 e i 17 anni). Nella regione l’incidenza di 14-17enni denunciati o arrestati per omicidio è dello 0,04 ogni mille abitanti tra i 14 e i 17 anni e per associazione mafiosa dello 0,07 per mille abitanti 14-17enni, tra i più alti in Italia.

A Reggio aumentano i minori segnalati per lesioni personali (25 nel 2024, 10 nel primo semestre 2025, erano 8 nel 2014) e rapine (16 nel 2024, 11 nel primo semestre 2025, erano 8 nel 2014) mentre calano i reati di minaccia (11 nel 2024, erano 19 nel 2014) e associazione per delinquere (6 nel 2024, 1 nel primo semestre 2025, erano 10 nel 2014), invariato il porto d’armi (7 nel 2024, come nel 2014, 2 nel primo semestre 2025).

“L’Italia – evidenzia il rapporto – è uno dei Paesi con il tasso di criminalità minorile tra i più bassi in Europa, ma aumentano i minori denunciati o arrestati per reati violenti, come rapina, lesioni personali e rissa e, in alcuni territori, associazione mafiosa”. La violenza giovanile, “tra fragilità e vuoti relazionali ed educativi – sottolinea Save the children – interroga con urgenza il mondo adulto. La risposta non può essere solo punitiva: occorre potenziare i percorsi educativi e di responsabilizzazione, di recupero e per benessere psicofisico dei minori, e rafforzare i presidi di ascolto e l’educazione alla nonviolenza”.

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