Tirreno
nuova misura
Nuovi guai per Giuseppe Scornaienchi: fu lui a sparare contro la discoteca “Il Castello”
L’uomo è ritenuto il presunto responsabile delle intimidazioni avvenute nel corso dell’estate presso la discoteca “Il Castello” di Sangineto nel Cosentino dove furono esplosi colpi di pistola e lasciata una lettera minatoria

COSENZA – Era ritenuto gravemente indiziato di associazione per delinquere finalizzata a estorsioni tentate, furti aggravati, detenzione e porto di materiale esplosivo e armi da fuoco, ricettazione, riciclaggio e lesioni personali, con alcuni reati aggravati dal metodo mafioso, il latitante Giuseppe Scornaienchi individuato e arrestato nelle scorse settimane mentre si nascondeva a Cetraro.
Ora nei confronti di Giuseppe Scornaienchi arrivano nuove disposizioni e nuovi guai. L’uomo, infatti, è ritenuto il presunto responsabile delle intimidazioni avvenute nel corso dell’estate presso la discoteca “Il Castello” di Sangineto nel Cosentino. Per questi motivi, infatti, il GIP presso il Tribunale di Catanzaro ha disposta una nuova un’ordinanza cautelare sta stabilisce la custodia in carcere per il reato di porto illegale di arma comune da sparo e degli arresti domiciliari per il reato di tentata violenza privata.

Giuseppe Scornaienchi e le intimidazioni a “Il Castello”: le indagini
Il provvedimento, emesso su richiesta della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, scaturisce dalle indagini avviate in prima battuta dai Carabinieri della Compagnia di Scalea, proseguite poi dai militari del Nucleo Investigativo di Cosenza, in merito all’esplosione di colpi d’arma da fuoco e al posizionamento di una lettera minatoria all’ingresso della discoteca “Il Castello” di a Sangineto, nel Cosentino avennuti alla vigili di Ferragosto del 2025.
Le attività, che avevano già consentito di ascrivere, sul piano della gravità indiziaria, la corresponsabilità nel fatto criminoso in capo ad altro sodale dello Scornaienchi, destinatario di misura custodiale nell’ambito dell’operazione “Thyrrenum”, hanno consentito, sempre sul piano della gravità indiziaria, di individuare Scornaienchi quale presunto autore dell’azione di sparo.

Le presunte responsabilità di Giuseppe Scornaienchi sono state riscontrate mediante una meticolosa analisi dei filmati dei sistemi di videosorveglianza acquisiti lungo tutta l’area ove gli eventi criminosi furono perpetrati, avallate dalle evidenze scientifiche certificate dai Carabinieri del Ris di Messina all’esito delle analisi fatte su uno scaldacollo sequestrato dagli operanti nei pressi dell’autovettura utilizzata dagli indagati per la commissione del reato e che gli stessi avevano abbandonato nei giorni successivi.


















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