Italia
IL DECALOGO
Come difendersi dal grande caldo: la guida degli esperti per proteggere anziani, neonati, bambini e malati cronici
Dal decalogo del Bambino Gesù per i più piccoli ai consigli degli esperti per anziani e diabetici: come evitare la disidratazione, gestire l’aria condizionata e proteggere i farmaci dal grande caldo

COSENZA – L’ondata di grande caldo che sta investendo il Paese richiede la massima attenzione, in particolare verso le fasce di popolazione più fragili e verso chi vive in solitudine. Gli esperti della sanità tracciano una mappa dei rischi e offrono consigli pratici per affrontare le alte temperature in sicurezza, ricordando che la prima e più importante regola è la prevenzione.

L’idratazione: l’alleato numero uno contro il grande caldo
Il pilastro fondamentale per combattere il caldo è l’idratazione: è essenziale bere acqua con regolarità durante tutto l’arco della giornata, senza aspettare lo stimolo della sete. Questo vale soprattutto per gli anziani, sui quali serve un’attenzione in più. Come spiega Giuseppe Quintavalle, presidente della Federazione delle aziende sanitarie e ospedaliere, gli anziani spesso percepiscono meno il calore e il bisogno di bere, motivo per cui vanno costantemente stimolati e aiutati a idratarsi.
Aria condizionata e sbalzi termici: i rischi in auto e a casa
Un altro fronte delicato è la gestione della climatizzazione. Quintavalle invita alla prudenza sugli sbalzi termici causati da un’aria condizionata troppo fredda, uno scenario frequente in auto o quando si entra in un ambiente refrigerato mentre si è sudati. Il rischio è di andare incontro a dolorose contratture muscolari o a congestioni.
La regola d’oro per il climatizzatore: gli ambienti dovrebbero essere freschi ma non freddi. La raccomandazione è di mantenere una differenza massima di 5 gradi rispetto alla temperatura esterna, privilegiando, quando possibile, la funzione di deumidificazione.

Neonati e bambini: il decalogo del Bambino Gesù e i segnali di allarme
Un occhio di riguardo va ai più piccoli, che non sempre riescono a esprimere il disagio per il caldo o lo stimolo della sete. Nei neonati, l’allattamento (materno o artificiale) soddisfa normalmente i bisogni calorici e idrici. Tuttavia, se l’alimentazione non è regolare, Massimo Agosti, presidente della Società di Neonatologia, invita a monitorare la diuresi: controllare che il pannolino venga bagnato regolarmente è fondamentale, poiché una sua riduzione è il primo segnale di disidratazione, insieme a secchezza delle mucose e fontanella infossata.

Per ridurre il rischio di colpi di calore e disidratazione nei bambini, specialmente quando si trascorrono molte ore in città, gli specialisti dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù raccomandano dieci semplici regole.
- Regola 1: offrire spesso acqua ai bambini, anche se non manifestano sete, aumentando l’apporto di liquidi nelle giornate più calde.
- Regola 2: evitare l’esposizione al sole e l’attività fisica nelle ore più calde, indicativamente tra le 11 e le 17, preferendo luoghi ombreggiati e ben ventilati.
- Regola 3: vestirli con abiti leggeri, chiari e traspiranti, preferibilmente in cotone o lino.
- Regola 4: mantenere gli ambienti freschi e ben ventilati, usando ventilatori o condizionatori ed evitando bruschi sbalzi di temperatura.
- Regola 5: preferire pasti leggeri e un’alimentazione ricca di frutta e verdura, utili per reintegrare liquidi e sali minerali.
- Regola 6: proteggere capo e pelle con un cappellino, zone d’ombra e creme solari ad alta protezione.
- Regola 7: prestare particolare attenzione ai lattanti e ai bambini con malattie croniche, che risentono maggiormente degli effetti del caldo.
- Regola 8: imparare a riconoscere precocemente i sintomi della disidratazione: bocca asciutta, urine scarse e concentrate, irritabilità, sonnolenza, nausea, mal di testa, crampi o svenimenti.
- Regola 9: in caso di colpo di calore, portare subito il bambino in un luogo fresco, rinfrescarlo e fargli bere piccoli sorsi d’acqua.
- Regola 10: rivolgersi tempestivamente al pediatra o, nei casi più gravi, al Pronto Soccorso in base alla gravità dei sintomi.
Quando contattare il pediatra o andare al Pronto Soccorso?
Chiamare il pediatra se: il bambino presenta febbre persistente, vomito ripetuto, rifiuta di bere, manifesta chiari segni di disidratazione o mostra un peggioramento di una patologia cronica preesistente. Andare subito al Pronto Soccorso se: si presentano alterazione dello stato di coscienza, grave difficoltà respiratoria, perdita di conoscenza, convulsioni, totale incapacità di bere o febbre molto elevata dopo una prolungata esposizione al caldo.
Malati cronici, diabete e il “caso Zverev” con i sensori in tilt
Il grande caldo mette a dura prova anche i malati cronici. In particolare, le alte temperature rendono più complessa la gestione del diabete, aumentando il rischio di oscillazioni della glicemia. A spiegarlo è Raffaella Buzzetti, presidente della Società di Diabetologia, che lancia un monito anche sull’affidabilità della tecnologia medica quando il termometro sale troppo.
Il calore eccessivo può infatti alterare la lettura dei sensori indossabili per il monitoraggio continuo del glucosio. È quanto accaduto al tennista Alexander Zverev durante la semifinale del torneo di Halle: il campione ha dovuto richiedere un timeout medico proprio perché il suo dispositivo, andato in tilt a causa del caldo, lo aveva indotto a iniettarsi una dose di insulina superiore al dovuto.
Infine, un ultimo accorgimento riguarda le terapie quotidiane: il calore eccessivo può ridurre l’efficacia dei medicinali. Per questa ragione, gli esperti consigliano di conservare i farmaci al fresco o di utilizzare borse termiche quando ci si sposta.



















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