Italia
CAOS E DISAGI
Hacker e falsi allarmi bomba, Europa nel caos: almeno 18 voli coinvolti, 6 in Italia «oggi il vostro cielo sarà rosso»
Dagli aeroporti ai supermercati, cresce l’ondata di minacce informatiche e falsi allarmi che sta mettendo sotto pressione il settore dei servizi. Nel mirino anche le infrastrutture strategiche

ROMA – I “falsi allarmi bomba” un tempo venivano lanciati telefonando: tribunali, scuole, aeroporti. E anche i sabotaggi erano ‘fisici’: dai tralicci dell’alta tensione alle reti ferroviarie e autostradali. Oggi il fine resta uguale ma cambia il canale: Telegram e WhatsApp, intrusioni informatiche e reti aziendali poco protette. L’obiettivo è quello di “creare disturbo“, sintetizzano gli analisti, “generare insicurezza e panico. Portare il caos“.
Questa raffica di offensive sta mettendo a dura prova il settore dei servizi in Italia e in Europa. L’impatto di allarmi a catena e minacce cibernetiche sempre più articolate, avverte il direttore dell’Agenzia nazionale per la cybersicurezza Andrea Quacivi, “può produrre effetti sull’affidabilità dei servizi, sulla fiducia dei cittadini e, più in generale, sulla stabilità del sistema paese”.
Sabotaggi e falsi allarmi bomba: a chi giova il caos
Le indagini sulle possibili azioni coordinate proseguono, ma gli apparati di sicurezza puntano il dito contro campagne informatiche promosse da hacker in cerca di riscatto, hacktivisti o “attori statuali” legati a Paesi come Russia, Cina, Corea del Nord e Iran, interessati a far apparire l’Occidente fragile e indifeso.

Nella maggior parte dei casi non si tratta di intrusioni sofisticate, bensì dello sfruttamento di negligenze nei sistemi di difesa per ottenere visibilità con il minimo sforzo. Un’ondata che ha già colpito la catena del freddo della grande distribuzione (in Francia persino le celle frigorifere con le sacche di sangue) e gli scali aerei.
Ma il pericolo riguarda domani ospedali, acquedotti e reti energetiche: basti pensare che nei primi 9 mesi del 2026 l’Acn ha individuato quasi 45mila asset e servizi a rischio con oltre 3.200 asset potenzialmente compromessi, spingendo l’Agenzia a richiedere un aggiornamento urgente di tutte le infrastrutture tecnologiche e di monitoraggio.
Voli bloccati e mail minatorie: la morsa dell’allarme bomba
L’emergenza si è palesata con forza nei cieli europei: sono stati almeno 18 i voli interessati oggi da allarmi bomba, ben sei dei quali legati a tratte da o per l’Italia (tra cui i collegamenti Milano Malpensa-Varsavia e Helsinki-Roma Fiumicino), dopo i 10 casi registrati martedì.

Rivendicazione “Combattenti dello Stato maschile”
Ad alimentare il clima di terrore sono arrivate anche mail inviate agli scali italiani, chiuse da un messaggio agghiacciante: “L’esplosione avverrà tra 60 minuti. Oggi il vostro cielo sarà rosso”. La rivendicazione rimanda ai ‘Combattenti dello Stato maschile‘, gruppo ultranazionalista e misogino russo ‘Muzhskoye Gosudarstvo‘ già noto alle autorità internazionali, fondato da Vladislav Pozdnyakov e bandito in Russia. “Noi combattenti dello stato maschile – si legge nella mail – con le nostre azioni di oggi lasceremo un segno nella storia. Il vostro regime femminista se ne ricorderà per sempre”.
Sul fronte della grande distribuzione, mentre il settore corre ai ripari, arrivano rassicurazioni dal territorio: “Abbiamo saputo di questi hackeraggi ma siamo protetti e al momento non abbiamo avuto nessun problema tecnico”, ha dichiarato Desiderio Noto, amministratore delegato della società AZ (marchio Coop in Calabria). Noto ha sottolineato come l’adozione di tecnologie all’avanguardia stia proteggendo la rete di vendita da anomalie sulle temperature: “Per ora è tutto nella norma e speriamo che rimanga tale”.
Scramble, così intervengono i caccia italiani in caso di allarme
I caccia dell’Aeronautica militare possono decollare in meno di dieci minuti per fronteggiare situazioni di emergenza, dall’intercettazione di velivoli non identificati alla scorta di aerei civili interessati da segnalazioni di pericolo. È quanto accaduto anche con il volo Finnair proveniente da Helsinki e diretto a Roma: due Eurofighter del Quarto Stormo sono decollati dalla base di Grosseto per accompagnare il velivolo. Si tratta di una procedura denominata scramble, ovvero il decollo su allarme, che non scatta automaticamente a ogni segnalazione, ma viene disposto dal Combined Air Operations Centre di Torrejón, in Spagna, responsabile del coordinamento della difesa dello spazio aereo Nato in collaborazione con le autorità italiane. Sono cinque le basi nazionali predisposte per questo tipo di intervento: Grosseto, Istrana (Treviso), Gioia del Colle (Bari), Trapani e Amendola (Foggia), dove i piloti sono costantemente disponibili per eventuali emergenze.

Una volta ricevuta la segnalazione, si attiva una procedura coordinata tra le autorità aeronautiche e di sicurezza. L’Enav mantiene i collegamenti con gli enti dei Paesi confinanti, mentre i radar militari monitorano in tempo reale il traffico aereo. Il comandante dell’aereo civile viene informato della situazione e decide autonomamente se proseguire verso la destinazione prevista oppure dirigersi verso un altro aeroporto. Dopo il decollo, i piloti militari restano in contatto con le torri di controllo e possono stabilire anche un contatto visivo con l’equipaggio del velivolo, utilizzando, se necessario, segnali gestuali per comunicare le indicazioni.
La scorta prosegue fino all’atterraggio, che avviene in un’area appositamente individuata e isolata dalle altre piste operative. Qui vengono attivate le procedure di sicurezza, con eventuale evacuazione dei passeggeri e ispezione dell’aeromobile da parte degli organi competenti, sotto il coordinamento dell’Enac. Anche il gestore aeroportuale mette in atto specifici protocolli, senza che questo comporti necessariamente il blocco di tutti gli altri voli in partenza. Ogni fase dell’intervento, dal decollo d’emergenza alle operazioni a terra, segue procedure standardizzate a livello internazionale.





















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