Area Urbana
Dalla cultura Hip Hop alla Street Art, Amaele Serino «l’arte cambia i muri, ma soprattutto le persone»
Dalla cultura Hip Hop cosentina ai laboratori di inclusione sociale, passando per il progetto “Focus on Your Goal” della cooperativa Il Delfino: il percorso dell’artista Serino racconta il valore della creatività come strumento di crescita, riscatto e condivisione.

RENDE – Dalla cultura Hip Hop alla Street Art come linguaggio universale, raccontata dall’artista Amaele Serino ospite di Rlb nella trasmissione Giadissima. L’arte capace di superare le barriere e dare voce a chi spesso non viene ascoltato e trasformare la creatività in un’opportunità di crescita. Serino ha ripercorso il suo legame con la cultura Hip Hop, una passione nata nei primi anni Novanta e diventata, nel tempo, una parte fondamentale della sua identità artistica e personale. Un cammino che si intreccia con l’evoluzione della scena urbana cosentina e con la volontà di utilizzare l’arte non soltanto come forma di espressione, ma anche come occasione di incontro e partecipazione.
Amaele Serino: la Street Art come strumento di inclusione
Dalla passione personale all’impegno educativo e sociale, il percorso di Amaele Serino si è progressivamente arricchito di esperienze. Attraverso la Street Art School Cosenza, l’artista ha trasformato il proprio sapere in un progetto capace di avvicinare i giovani al mondo dell’arte, offrendo loro uno spazio in cui sperimentare, esprimersi e scoprire le proprie capacità.
Il suo lavoro si estende anche alle scuole, ai centri di accoglienza e agli istituti penitenziari, contesti nei quali la creatività può diventare uno strumento per costruire relazioni, rafforzare l’autostima e favorire l’inclusione. In questi percorsi, il risultato artistico non è l’unico obiettivo. A contare è soprattutto ciò che accade durante il processo creativo: la possibilità di collaborare, confrontarsi, superare le proprie insicurezze e sentirsi parte di un progetto comune.

“Focus on Your Goal”: crescere attraverso l’arte e la relazione
Tra i temi affrontati durante l’intervista, particolare attenzione è stata dedicata a “Focus on Your Goal”, progetto della cooperativa sociale Il Delfino, realtà con cui Amaele Serino collabora nel suo ruolo di maestro d’arte. L’esperienza rappresenta un’importante occasione per riflettere sul valore dei percorsi educativi e sociali che mettono al centro i ragazzi, le loro potenzialità e la possibilità di costruire nuove prospettive attraverso attività condivise.
Nel raccontare il proprio lavoro su Rlb, Amaele ha sottolineato quanto l’incontro con i ragazzi abbia rappresentato e continui a rappresentare una fonte di arricchimento personale. Un rapporto che non si esaurisce nell’insegnamento di una tecnica artistica, ma si sviluppa attraverso l’ascolto, la fiducia e la condivisione di esperienze. Sono proprio i ragazzi ad avergli dato e a continuare a restituirgli tanto. Una riflessione che mette in luce la dimensione più autentica del suo impegno: educare non significa soltanto trasmettere competenze, ma anche lasciarsi coinvolgere, imparare dagli altri e riconoscere il valore di ogni incontro.
Il rapporto tra artista ed educatore e i ragazzi diventa così uno scambio reciproco, nel quale ciascuno può offrire qualcosa e, allo stesso tempo, ricevere nuove prospettive. È in questa relazione che l’arte acquista un significato ancora più profondo, trasformandosi in un’esperienza di crescita condivisa.

L’arte per contrastare l’emarginazione
Il valore sociale della creatività è emerso anche nel riferimento alle attività e alle collaborazioni con realtà come UNICEF e Save the Children, nell’ambito di iniziative rivolte a contrastare fenomeni come il bullismo, la dispersione scolastica e l’emarginazione. Per i ragazzi che faticano a trovare il proprio posto nella società, l’arte può rappresentare un canale alternativo per esprimere emozioni, raccontare la propria storia e riscoprire le proprie risorse. Il linguaggio visivo, proprio perché non richiede necessariamente l’uso delle parole, può facilitare il dialogo e favorire la partecipazione anche di chi incontra difficoltà nel comunicare il proprio vissuto.
In questa prospettiva, il laboratorio artistico non è soltanto uno spazio in cui imparare a dipingere, ma un ambiente nel quale sperimentare il rispetto reciproco, la collaborazione e il senso di appartenenza.
Street Art: oltre il pregiudizio
Durante l’intervista, spazio anche al rapporto tra Street Art e spazio pubblico. Una forma espressiva che ancora oggi viene talvolta confusa con il vandalismo, ma che, quando nasce da un progetto consapevole e condiviso, può diventare uno strumento di valorizzazione dei luoghi e di rigenerazione urbana. La differenza sta nel rispetto degli spazi, nella progettualità e nel dialogo con il contesto in cui si interviene. Un muro può trasformarsi in una superficie narrativa, capace di raccontare l’identità di una comunità e di restituire valore a luoghi spesso trascurati.
Il ruolo della Calabria e il futuro dei giovani artisti
L’intervista ha offerto anche l’occasione per riflettere sulle opportunità culturali in Calabria e sulla necessità di sostenere maggiormente le iniziative artistiche, soprattutto quelle rivolte alle nuove generazioni. Investire nella creatività significa offrire ai giovani occasioni concrete per sviluppare i propri talenti, partecipare alla vita culturale e immaginare nuove possibilità per il futuro. In questo percorso, associazioni, cooperative, scuole e istituzioni possono svolgere un ruolo fondamentale, favorendo la nascita di progetti capaci di coniugare arte, educazione e inclusione.
Un messaggio che va oltre i colori
L’incontro con Amaele Serino a Giadissima ha consentito di raccontare un modo di intendere l’arte che mette al centro le persone, prima ancora delle opere. Un percorso nel quale la cultura urbana diventa un ponte tra esperienze differenti e uno strumento per costruire relazioni, riconoscere potenzialità e aprire nuove strade. Dalla scena Hip Hop cosentina ai laboratori sociali, fino all’esperienza di “Focus on Your Goal”, emerge il valore di un impegno che si alimenta anche grazie a ciò che gli altri restituiscono. Perché il cambiamento non è mai a senso unico: chi accompagna un percorso di crescita può lasciare un segno nella vita degli altri, ma può anche scoprire di essere profondamente arricchito dalle persone che incontra. L’arte può trasformare i muri in occasioni di espressione, ma la sua forza più grande è la capacità di mettere le persone in relazione e farle crescere insieme.


















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