Area Urbana
Il canto di Blessing e la “famiglia d’amore” di Chiara Ingrao, l’autrice a Cosenza
Presentato il libro ”La vita è un profumo. Canto a due voci”, una storia di riscatto, poesia e legami oltre i confini biologici

COSENZA – di Gianfranco Forlino – Nella cornice della libreria Mondadori di Cosenza, sempre porosa di storie, persone ed emozioni, si è tenuto ieri un incontro intenso e commovente per la presentazione de “La vita è un profumo. Canto a due voci (Baldini + Castoldi, 2025)”, fatica letteraria di Chiara Ingrao.
Un libro nato dall’intreccio prezioso della memoria di Blessing Calciati e della testimonianza intensa di Giovanna Calciati, capace di dare voce a sentimenti profondi, dolore, forza e speranza. L’evento, introdotto da Antonietta Cozza e animato dal dialogo tra l’autrice e Assunta Morrone, con le letture di Veronica Longo Ferriolo, ha offerto uno spaccato profondo su una storia che intreccia dolore, poesia e un’idea progressista di maternità.
Il libro di Chiara Ingrao
Al centro del libro e dell’intensa presentazione c’è il legame profondo e autentico tra Giovanna, ex assessora di Piacenza, e Blessing, giovane ragazza nigeriana arrivata in Italia all’età di dieci anni e accolta in affido diciassettenne. Un incontro che, pagina dopo pagina, si trasforma in una straordinaria storia d’amore familiare, capace di abbattere ogni confine di sangue, cultura e provenienza.
Chiara Ingrao racconta questa storia come un intenso canto a due voci, intrecciando il racconto di Giovanna con una preziosa selezione delle poesie più belle scritte da Blessing durante i dodici anni trascorsi insieme. Ne nasce una narrazione profonda e delicata, capace di restituire emozioni autentiche, fragilità e legami che il tempo ha reso indissolubili.

Con grande sensibilità, l’autrice mostra come questa vicenda sia la prova più vera che essere madre o padre non dipende “dal sangue”, ma dalla capacità di donarsi ogni giorno attraverso l’amore, la cura, l’ascolto e la presenza; nella “famiglia d’amore” descritta da Chiara Ingrao, il rapporto tra madre e figlia nasce e cresce nella semplicità della vita condivisa, nei piccoli scontri per conquistare l’indipendenza, nelle giornate di shopping insieme, negli abiti scambiati con complicità, nei sorrisi e nelle fragilità vissute fianco a fianco. È proprio lì, nella quotidianità più vera, che prende forma il significato più profondo dell’essere famiglia.
Una vita tra ferite e tanta dignità
Blessing non era solo una ragazza immigrata, era una “donna afroeuropea, niger-italiana, più precisamente benin piacentina”. Questa definizione, che unisce le sue radici vicino Benin City con la sua città d’adozione, rivendica la mescolanza come ricchezza e non come mancanza.
Blessing scriveva “La vita è strana. La vita è un profumo che devi saper mettere tutti i giorni”; come osserva Chiara Ingrao, questa frase suona come un monito profondo sulla natura della vita, intesa come qualcosa che richiede un impegno quotidiano, consapevole e delicato per essere davvero vissuta. Dietro questa intensità espressiva si nascondeva però una storia segnata da ferite profonde, Blessing portava sul corpo e nell’anima i segni di una violenza familiare precoce e della pratica dell’infibulazione, subita da neonata in Nigeria.
Con immenso coraggio, la ragazza scelse di condividere questo trauma già durante le scuole superiori, diventando una testimone contro le mutilazioni genitali femminili e decidendo, anni dopo, di sottoporsi a un doloroso intervento di de-infibulazione, uno dei primi in Italia, per riappropriarsi del proprio corpo.

L’amore a volte può non farcela, ma vale sempre la pena di essere vissuto e donato
Nonostante l’amore immenso di Giovanna e del compagno (nel libro chiamato affettuosamente Gandalf, un vero padre non biologico a cui Blessing ha dedicato lettere piene d’amore), Blessing ha lottato a lungo con una fragilità psichica devastante, segnata da ricoveri e TSO; la sua scelta finale di “non mettere più il profumo della vita” nella notte tra il 24 e il 25 maggio 2022 ha lasciato un vuoto che Giovanna ha scelto di colmare non con l’accettazione, ma con il rispetto.
Come ha spiegato Chiara Ingrao, il messaggio più potente che emerge è che l’amore non è onnipotente e a volte può non farcela, ma vale sempre la pena di essere vissuto e donato. Oggi, quella generosità continua attraverso il progetto “Dai sogni di Blessing al tuo“, a cui sono devoluti i proventi del libro, per aiutare altre giovani donne tra i 17 e i 28 anni a realizzare i propri desideri; tra le prime iniziative finanziate, alcuni corsi di canto, quel canto tanto amato da Blessing che la portò a frequentare l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini di Riccardo Muti.
Blessing resta presente attraverso le sue “impronte”, i suoi quadri, le sue oltre mille poesie (ritrovate in 37 quaderni dopo la sua scomparsa) e la sua capacità di costruire ponti tra culture diverse. Per chi volesse ripercorre le impronte di Blessing l’invito, oltre a comprare questo raro e prezioso libro, è a visitare il sito https://www.improntediblessing.it/.



















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