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Il Pd cosentino (ancora) prigioniero delle correnti, rischia di trascinare nel caos tutto il centrosinistra

Area Urbana

Il Pd cosentino (ancora) prigioniero delle correnti, rischia di trascinare nel caos tutto il centrosinistra

Nel Pd cosentino Taruffi tenta la mediazione, ma il rischio di un nuovo commissariamento resta concreto. Sullo sfondo le elezioni comunali di Cosenza

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Il Pd cosentino (ancora) prigioniero delle correnti, rischia di trascinare nel caos tutto il centrosinistra

COSENZA – Il Pd cosentino, potrebbe essere paragonabile alla politica britannica: negli ultimi anni segretari e commissari provinciali si alternano a un ritmo tale da far apparire l’eccezione come la normalità, sintomo di una conflittualità cronica, con una progressiva ed evidente erosione di quel patrimonio di consenso che, fino a pochi anni fa, aveva fatto della provincia di Cosenza una delle principali roccaforti del PD in Calabria.

I risultati delle ultime regionali ne rappresentano la fotografia più eloquente. Il Partito Democratico è riuscito a eleggere a fatica un solo consigliere regionale, mentre nella seconda lista della coalizione, DP, i due candidati più votati, uno dei quali è stato eletto, non erano nemmeno iscritti al PD. Un dato che sintetizza meglio di qualsiasi analisi la crisi di rappresentanza e di credibilità che il PD cosentino sta attraversando. Lunedì prossimo si svolgerà l’ennesima assemblea provinciale per eleggere il nuovo segretario o nominare un commissario.

Il Pd cosentino (ancora) prigioniero delle correnti, rischia di trascinare nel caos tutto il centrosinistra

Pd Cosenza. Igor Taruffi in città per sbloccare la crisi del partito

A presiedere l’assemblea, che anche in questo caso si preannuncia incandescente per quelle frizioni mai sopite tra le due fazioni, insieme al segretario regionale Nicola Irto, niente popò di meno che Igor Taruffi, responsabile nazionale dell’organizzazione del Partito Democratico. Una presenza, ovviamente quella di Taruffi, che testimonia quanto la situazione sia ormai difficile da governare anche per i vertici regionali. E del resto, anche in questo caso l’assemblea, si preannuncia tutt’altro che serena, con le tensioni mai sopite tra le due fazioni interne pronte a riemergere.

Il Pd cosentino (ancora) prigioniero delle correnti, rischia di trascinare nel caos tutto il centrosinistra

Il nome del successore che circola (l’unico) al posto del dimissionario Lettieri è quello del giovane Francesco De Luca. La sua elezione, tuttavia, è tutt’altro che scontata e potrebbe non arrivare nel corso della stessa assemblea. Allo stesso modo, non è affatto certa la nomina di un commissario. Molto dipenderà dagli equilibri che emergeranno dal confronto interno. Se dall’assemblea non dovesse delinearsi una maggioranza solida a sostegno di un candidato, Igor Taruffi potrebbe decidere di rinviare ogni decisione, in modo da lavorare per raggiungere le condizioni per una convergenza politica quanto meno su una maggioranza non risicata.

In caso contrario, il Partito Democratico nazionale difficilmente potrà evitare un nuovo commissariamento, confermando di fatto l’incapacità del gruppo dirigente locale nel trovare una sintesi politica. Tutto questo, naturalmente, significherebbe, lasciare nello stallo non solo il Pd ma anche il centrosinistra nella città dei Bruzi, visto e considerato che, entro maggio del prossimo anno, ci saranno le elezioni comunali e già adesso a Palazzo dei Bruzi, almeno per quanto riguarda il centrosinistra appunto, sono già cominciate le grandi manovre.

Per il sindaco uscente, Franz Caruso la ricandidatura non si preannuncia semplice, considerato che attualmente nel centrosinistra manca l’unità anche sul “minimo sindacale”, figuriamo su programmi e nomi condivisi, e il PD è la prima forza politica della coalizione a Palazzo dei Bruzi. Se questa fase di incertezza dovesse protrarsi ancora, il rischio è che la coalizione di centrosinistra potrebbe definitivamente implodere e presentarsi con più candidati a sindaco nella stessa area ma in lotta fra di loro più che contro Il centrodestra. Un lusso che il “cartello” che oggi sostiene Franz Caruso non può permettersi.

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