Area Urbana
L'APPELLO
Il Regionale 5496 da Cosenza a Reggio C. fino a Lamezia, pendolari cosentini costretti ai bus “è una tragedia”
Lavori tra Vibo e Mileto e tempi dilatati per 6 mesi: il treno regionale 5496 da Cosenza per Reggio Calabria si fermerà a metà strada, costringendo i viaggiatori a proseguire in bus «al lavoro con un’ora di ritardo, si intervenga»

COSENZA – Ogni giorno, centinaia di pendolari calabresi salgono su un treno per raggiungere il posto di lavoro: giovani, padri e madri di famiglia che affidano la propria quotidianità al servizio pubblico ferroviario. C’è chi usa il treno per raggiungere Cosenza e l’area urbana (arrivando dal Tirreno Cosentino o dallo Jonio) e viceversa. Tra loro, infatti, sono in molti che fanno il percorso inverso: partono da Cosenza per andare a lavorare nelle altre province. È il caso di alcuni lavoratori che alle prime luci dell’alba prendono il treno che da Vaglio Lise e Castiglione Cosentino li porta nell’area industriale di Gioia Tauro e al porto ma anche a Reggio Calabria e nelle zone limitrofe. Lo hanno sempre fatto utilizzando il treno regionale “5496”, in partenza da Cosenza alle 6:20 e diretto a Reggio Calabria, con arrivo alla stazione di Rosarno alle 8:05. Da anni rappresenta una linea strategica, non un semplice convoglio, ma un vero e proprio collegamento vitale in una fascia oraria pensata proprio per i pendolari.
Da Cosenza a Reggio Calabria: il regionale 5496 “monco”
Ma a seguito di alcuni lavori sulla tratta, il servizio, a partire da sabato 25 ottobre, sarà recentemente rimodulato: la nuova partenza da Cosenza è prevista sempre alle 6:25, ma con arrivo a Lamezia Terme Centrale alle 7:30. Da lì, il viaggio prosegue su un autobus sostitutivo fino a Rosarno, che giungerebbe alle 9:00, un’ora dopo l’orario attuale.
Questo perchè RFI ha previsto dei lavori che riguardano il ripristino di 2 binari in una galleria tra le stazioni di Vibo/Pizzo e Mileto e che dureranno circa 6 mesi (dal 25 ottobre a maggio 2026). Questi lavori impattano sulla programmazione dei treni regionali sia in termini di numero di convogli viaggianti (alcuni treni saranno cancellati) che di orario di partenza e arrivo. Significa che chi si reca a lavorare nell’area industriale di Gioia Tauro o nei paesi limitrofi della città metropolitana, non potrà arrivare sul posto di lavoro prima delle 9:30, mentre gli orari di inizio turno per molti sono fissati alle 8:30.
Si penalizza un treno essenziale, in una fascia oraria protetta
In pratica, per tutta la durata dei lavori, i numerosi pendolari saranno costretti ad arrivare con almeno un’ora di ritardo. «È un disastro. Siamo disperati. Questo non è un treno qualsiasi – spiegano i pendolari – ma un servizio essenziale, in una fascia oraria protetta, utilizzato da centinaia di persone ogni santo giorno per gli spostamenti casa-lavoro. Si parla tanto di mobilità sostenibile e di welfare, ma le decisioni prese vanno in direzione opposta. Per noi pendolari, sembra proprio che Cristo si sia fermato a Lamezia”.
I viaggiatori, uniti in questa battaglia, avrebbero anche una proposta alternativa per conciliare la realizzazione dei lavori alla linea ferroviaria con le esigenze degli utenti, pronti a presentarla alle istituzioni competenti e chiedono anche un intervento immediato, direttamente al presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto: “mantenere invariato l’orario del treno regionale 5496, senza sostituzioni che penalizzino i lavoratori e le lavoratrici che già faticano giornalmente per spostarsi così lontano“.



















Social