Tirreno
Il ricordo di Lucio Ferrami, nel 42° anniversario dell’omicidio dell’imprenditore

COSENZA – In occasione del 42° anniversario dell’omicidio dell’imprenditore vittima della ‘ndrangheta Lucio Ferrami, venerdì 27 ottobre alle ore 10.30 i familiari, le autorità, la cittadinanza e i soci dell’associazione antiracket che porta il suo nome si ritroveranno ad Acquappesa (Cs), in contrada Zaccani – bivio per S. Iorio, per onorarne la memoria con la deposizione di una corona di fiori nel luogo dove avvenne l’agguato criminale.
Un appuntamento voluto e organizzato dall’associazione antiracket di Cosenza Mani Libere che si propone, ricordando il suo esempio, di diffondere un messaggio di partecipazione attiva alla cittadinanza e alle nuove generazioni.
Lucio Ferrami
E’ stato un commerciante che si ribellò alla ‘ndrangheta perché non voleva pagare il pizzo. Aveva circa 21 anni quando arrivò in Calabria, a Guardia Piementose, dove conobbe Maria Avolio, sua futura moglie. Dopo essersi sposato, Lucio con l’aiuto della famiglia decise di mettersi in proprio: avviò la Ferrami ceramiche per la vendita al dettaglio di materiali da costruzione che da subito diede grandi soddisfazioni al giovane imprenditore.
Dopo qualche tempo, però, la Ferrami ceramiche ricevette la prima richiesta di estorsione da parte delle ‘ndrine locali della costa tirrenica ma alla richiesta del pizzo l’imprenditore cremonese decise di non cedere e denunciò i suoi estorsori alla giustizia facendo mettere per iscritto nomi e cognomi dei criminali. Un anno dopo il 27 ottobre 1981, Lucio Ferrami rimase vittima di un agguato.


















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