COSENZA – Il trasporto pubblico locale nella città di Cosenza continuerà a essere garantito grazie al Consorzio CO.ME.TRA., che subentra ad Amaco dopo il fallimento dell’azienda. A questa soluzione, dopo il fallimento di Amaco, si è giunti grazie ad una azione messa in campo dalla Regione Calabria e CO.ME.TRA.
In questa fase, però, come ha spiegato il presidente del Consorzio, Aristide Vercillo Martino, nel corso della conferenza stampa, dove hanno partecipato l’assessore regionale con delega ai Trasporti, Gianluca Gallo, il sindaco di Cosenza, Franz Caruso e i consiglieri regionali Angelo Brutto e Pierluigi Caputo, sono state definite anche le nuove strategie, prima di entrare definitivamente a regime sarà necessario completare alcuni adempimenti e risolvere alcune questioni di carattere amministrativo. Il servizio, intanto, è già garantito in tutte le zone della città.

CO.ME.TRA. prende il posto di Amaco
Tra gli obiettivi del Consorzio c’è anche quello di implementare il parco autobus, con l’introduzione di nuovi mezzi elettrici, nell’ottica di un trasporto più moderno e sostenibile. Ma l’aspetto forse più importante riguarda la salvaguardia dei posti di lavoro. Il passaggio da Amaco al nuovo gestore dovrà infatti garantire continuità occupazionale ai lavoratori, assicurando così non solo la prosecuzione del servizio, ma anche la tutela delle professionalità che da anni operano nel trasporto pubblico cosentino.
Vercillo (CO.ME.TRA:): “più controlli sui biglietti”
“Un capitolo particolarmente importante – ha aggiunto il presidente del Consorzio Aristide Vercillo Martino -riguarda i ricavi da tariffazione, sul quale è necessario un intervento deciso. In questa fase possiamo utilizzare personale che risulta in esubero rispetto all’attuale parco autobus, ma quando la flotta sarà completata dovremo necessariamente individuare soluzioni diverse”.
L’obiettivo del presidente Vercillo, è quello di introdurre sistemi già utilizzati dalle aziende di trasporto per automatizzare una serie di controlli e contrastare l’evasione tariffaria.

“Serve, però, anche un’assunzione di responsabilità da parte del personale,- evidenzia sempre Vercillo – che deve contribuire a fare in modo che chi utilizza il servizio paghi regolarmente il biglietto. Ci sono, infatti, abitudini consolidate, soprattutto nell’ambito urbano, con persone che utilizzano l’autobus anche solo per una fermata senza corrispondere il relativo titolo di viaggio.
Dobbiamo quindi dare un segnale preciso. Io, in qualità di presidente del Consiglio di amministrazione, devo rendere conto ai soci consorziati dell’andamento della gestione, sulla base di una previsione che abbiamo già definito”.
Il primo obiettivo è fissato a dicembre 2026 e prevede necessariamente un aumento dei ricavi da tariffazione. Oggi, infatti, il numero degli utenti che salgono sui mezzi non corrisponde agli incassi registrati. “Per questo – ha concluso Vercillo – ci sarà una stretta sull’evasione tariffaria. Chiediamo ai cittadini un senso di responsabilità e un maggiore rispetto delle regole, ma anche la collaborazione del personale, affinché si possa ridurre un fenomeno che oggi presenta livelli molto elevati”.
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