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Immacolata a Cosenza: cuddruriaddri e vecchiareddre per la tradizione. Soffici con la ricetta della nonna

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Tradizione cosentina

Immacolata a Cosenza: cuddruriaddri e vecchiareddre per la tradizione. Soffici con la ricetta della nonna

La vigilia dell’Immacolata a Cosenza non sarebbe la stessa senza il profumo inconfondibile di queste delizie fritte, che anno dopo anno rinnovano il legame tra passato e presente, tra tradizione familiare e identità

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Cuddruriaddri Vigilia Immacolata

COSENZA – Il 7 dicembre, Vigilia dell’Immacolata, segna l’inizio delle festività natalizie a Cosenza con un rito  irrinunciabile: la preparazione dei cuddruriaddri e delle vecchiareddre.  Accompagnati da un’immancabile bicchiere di vino rosso con salumi e formaggi per i più grandi, ricoperti di zucchero per la gioia dei più piccoli, emergono come un tesoro gastronomico tanto semplice quanto unico e delizioso, che fa parte della tradizione culinaria cosentina.

Immacolata a Cosenza e la tradizione

Il 7 dicembre Cosenza si trasforma in un “enorme calderone di olio bollente“. Le note aromatiche della frittura invadono vie e case, creando quello che i cosentini considerano il “vero profumo” del Natale. La tradizione vuole che insieme vengano preparati e consumati sia a pranzo che a cena, condividendo questo momento conviviale con familiari e amici, inaugurando così il periodo delle festività natalizie.

Cuddruriaddri frittura

I cuddruriaddri: il tesoro della cucina cosentina

Impossibili da pronunciare per chi non è cosentino, sono ciambelle di pasta lievitata preparate con ingredienti semplici: acqua, farina e patate, che conferiscono una sofficità unica e inconfondibile. La caratteristica che li rende speciali è proprio l‘aggiunta delle patate silane, un ingrediente che affonda le radici nell’economia contadina calabrese. Il nome deriva dal greco antico κολλύρα (kollura), che significa “corona”, un riferimento regale perfettamente appropriato per questo protagonista delle tavole festive. La pronuncia tipicamente cosentina, con quel caratteristico “ddru” con doppia d, è praticamente impossibile da replicare per chi non è del posto.

Ogni famiglia cosentina custodisce la propria ricetta, con proporzioni che variano da casa a casa. Che li chiamiate alla cosentina oppure culluriallu, crustulu o grispeddra, questi “anelli dorati” rimangono un patrimonio gastronomico unico, espressione autentica della cultura e delle tradizioni calabresi.

cuddruriaddri Cosenza

La ricetta della nonna per cuddruriaddri morbidissimi

L’impasto base richiede: farina, acqua, patate lesse schiacciate e Lievito. Il segreto della sofficità sta proprio nelle patate, che rendono le ciambelle morbide e golose. Dopo la lievitazione, l’impasto viene fritto in abbondante olio bollente e girato rigorosamente con il manico del mestolo, seguendo la tradizione tramandata di generazione in generazione.

– 1 kg di farina
– ½ kg di patate lesse (silane ovviamente)
– 250ml di acqua
– 1 cubetto di lievito fresco
–  15 gr di sale
– Olio si semi

Lessare le patate in abbondante acqua e nel frattempo preparare e lavorare l’impasto con farina acqua, lievito e sale. Aggiungere poi le patate che avrete schiacciato con l’apposito schiaccia patate e continuare a impastare energicamente sulla spianatoia: l’impasto deve risultare liscio e elastico. Suddividere l’impasto in panetti e lascia lievitare in luogo tiepido.

Quando l’impasto sarà ben gonfio, si scalda abbondante olio per frittura in una padella dai bordi alti, ci si ungono le mani con olio d’oliva e si preleva un pezzo di impasto, allargandolo con le mani a dargli la forma di ciambella. Infine giù nell’olio e iniziare a girare fin quando saranno ben dorati da un lato ed ultimando quindi la cottura dall’altra parte.

Si scolano quindi su carta da cucina e via ai festeggiamenti. Le nostre nonne usavano far roteare una bacchetta di legno d’ulivo al centro delle ciambelle per riuscirle tutte con il buco, mentre magari urlavano terrorizzate a che i più piccoli non si avvicinassero al pericoloso liquido bollente. Tradizionalmente si dovrebbe usare olio extravergine d’oliva ma ormai un po’ tutti utilizziamo olio di semi dall’impatto aromatico meno invadente ma anche dal prezzo proponibile, viste le quotazioni raggiunge dall’oro verde.

vecchiareddre con vino

Vecchiareddre: la variante con l’acciuga

Accanto ai cuddruriaddri classici, le vecchiareddre rappresentano la versione salata più amata. Si tratta di ciambelle allungate ripiene di acciuga sott’olio, perfette da accompagnare con un bicchiere di vino rosso, salumi e formaggi locali. Esistono numerose varianti creative: Ripiene di baccalà, con pomodoro e caciocavallo. Ma c’è anche la versione dolce ricoperti di zucchero, che rappresentano la gioia dei più piccoli.

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