Calabria
13 prosciolti
Inchiesta Aterp e mercimonio delle case popolari: 4 persone a giudizio, vigili urbani e funzionari
Prima svolta giudiziaria dopo l’inchiesta Aterp di Catanzaro sul presunto mercimonio delle case popolari. Processo al via il 14 aprile prossimo

CATANZARO – Quattro a giudizio e 13 prosciolti dopo l’inchiesta sul presunto mercimonio delle case popolari che coinvolge funzionari dell’Aterp Calabria, pubblici ufficiali e politici. Il gup di Catanzaro, Gilda Danila Romano, ha disposto il rinvio a giudizio per quattro delle 17 persone indagate, prosciogliendo le restanti 13.
Inchiesta Aterp e case popolari: le accuse ai due vigili urbani
A dover affrontare il dibattimento saranno Ivan L’Arocca e Giuseppe Grande, entrambi vigili urbani, chiamati a rispondere dell’accusa di falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale. Secondo l’ipotesi accusatoria, il 3 agosto 2022 avrebbero attestato di aver effettuato un controllo che, in realtà, non sarebbe mai stato eseguito.
I funzionari rinviati a giudizio
Rinviato a giudizio anche Vincenzo Celi, funzionario dell’Aterp Calabria in servizio presso l’ufficio affari generali del distretto di Catanzaro. A suo carico viene contestato il reato di falso, per aver attestato la sussistenza del requisito di “sottoaffollamento” di un immobile, indicando un nucleo familiare di tre persone anziché cinque. Allo stesso Celi vengono contestate inoltre due ipotesi di rifiuto di atti d’ufficio: secondo l’accusa, pur essendo a conoscenza di occupazioni abusive, avrebbe omesso di avviare le procedure per il rilascio degli alloggi o la risoluzione dei contratti.
A processo anche Concetta Raffa, dipendente dell’Aterp Calabria assegnata all’ufficio personale, accusata di tre episodi di rifiuto di atti d’ufficio per non aver attivato le procedure di rilascio degli immobili nonostante fosse a conoscenza di occupazioni ritenute illegittime.

Il gup ha invece disposto il proscioglimento di 13 persone, tra cui Gianluca e Silvana Bevilacqua, Rodolfo Chillà, Andrea e Cesare Curcio, Rita De Fazio, Raffaele Fera, Alberto e Pantaleone Froio, Domenico Pio e Gerardo Masciari, Vittorio Pace e Franca Passalacqua.
Nel corso dell’udienza è inoltre venuta meno l’accusa di associazione per delinquere, che in origine vedeva Vincenzo Celi indicato come uno dei presunti promotori. Parallelamente, il 16 febbraio prenderà il via il rito abbreviato per altri imputati coinvolti nel procedimento: il dirigente dell’ufficio Patrimonio e Inquilinato Domenico Albino, il consigliere comunale Sergio Costanzo e due inquilini.



















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