Calabria
Report Istat-ACI
Il 43% degli incidenti stradali? Guida distratta, mancate precedenze e velocità. Nel 2025 vittime in calo in Calabria (-18,8%)
Report Istat-ACI sugli incidenti stradali 2025: in Calabria le vittime scendono a 78 (-18,8%) mentre l’Italia torna sotto i 3mila morti, ma salgono feriti e sinistri. Ed è impennata di decessi per ciclisti e micro-veicoli

COSENZA – Un piccolo segnale incoraggiante sul fronte della sicurezza e degli incidenti stradali arriva dagli ultimi dati ufficiali diffusi da Istat e ACI pubblicati nel report annuale sull’incidentalità sulle strade in Italia. Nel corso del 2025, la Calabria ha registrato una netta contrazione del numero di decessi causati da sinistri sul proprio territorio: le vittime sono scese a 78, con una flessione del -18,8% rispetto alle 96 registrate nel 2024. Il calo della mortalità in regione risulta ancora più marcato se paragonato al 2019 (anno di riferimento per gli obiettivi europei di sicurezza stradale), rispetto al quale la Calabria segna un -25,0% di vite perse sulla strada (passando da 104 a 78 decessi).
Grazie a questa contrazione, il tasso di mortalità stradale della Calabria si attesta a 4,3 morti ogni 100.000 abitanti, posizionandosi significativamente al di sotto della media nazionale italiana, pari a 4,9 decessi per 100mila residenti.
Sebbene il calo a 78 vittime nel 2025 collochi la Calabria tra le regioni con i progressi più evidenti nell’ultimo anno, la guardia rimane alta. Gli investimenti sulla rete infrastrutturale regionale — a partire dall’ammodernamento delle grandi arterie come la Statale 106 Jonica e e alcuni tratti della A2 Autostrada del Mediterraneo (come quello tra Cosenza e Altilia) – uniti al potenziamento dei controlli e alla promozione della cultura della sicurezza stradale, rimangono tasselli decisivi per traguardare gli obiettivi del Piano Nazionale della Sicurezza Stradale 2030, che punta al dimezzamento dei morti e dei feriti gravi entro la fine del decennio.

Incidenti stradali: Italia sotto quota 3.000 morti, ma aumentano sinistri e feriti
A livello complessivo, il 2025 si chiude in Italia con una dinamica a due facce: per la prima volta dal 2020 il numero complessivo delle vittime scende sotto la soglia psicologica delle tremila unità, ma contestualmente cresce il numero di incidenti e di persone rimaste ferite.
Incidenti stradali con lesioni: 177.207 (+2,2% rispetto al 2024)
Vittime decedute (entro 30 giorni): 2.868 (-5,3% rispetto al 2024 e -9,6% sul 2019)
Persone ferite: 237.822 (+1,7% rispetto al 2024)
Tasso di mortalità nazionale: 48,7 morti per milione di abitanti (4,9 per 100mila)
Nonostante la flessione dei decessi sul territorio nazionale, l’Italia scende al 20° posto nella graduatoria dell’Unione Europea (UE27) per tasso di mortalità stradale, con una media italiana (48,7 per milione) superiore a quella comunitaria (43,4 morti per milione di abitanti). Il costo sociale complessivo in Italia ha raggiunto nel 2025 la cifra stimata di 22,6 miliardi di euro (pari a circa l’1% del PIL nazionale per i soli danni alle persone, a cui si aggiungono 4,4 miliardi per danni alle cose).
Confronto Dati: Calabria vs Italia (Anni 2019 – 2024 – 2025)
| Indicatore / Ambito | Calabria 2019 | Calabria 2024 | Calabria 2025 | Var. % 25/24 (Calabria) | Italia 2025 | Var. % 25/24 (Italia) |
| Vittime decedute | 104 | 96 | 78 | -18,8% | 2.868 | -5,3% |
| Tasso mortalità (per 100k ab.) | 5,5 | 5,2 | 4,3 | -0,9 pt | 4,9 | -0,2 pt |
| Variazione vs 2019 | — | — | -25,0% | — | -9,6% | — |
Le cause principali degli incidenti: guida distratta e alta velocità
Secondo le rilevazioni di Polizia Stradale, Carabinieri e Polizie Locali, i comportamenti errati alla guida continuano a rappresentare la causa primaria del 43,1% dei sinistri stradali. Le quattro infrazioni più frequenti si confermano distrazione alla guida (spesso legata all’uso dello smartphone), mancato rispetto della precedenza, velocità troppo elevata e manovre irregolari o contromano. Sul fronte delle sanzioni, l’eccesso di velocità rappresenta il 37% delle multe totali erogate in Italia. Sono inoltre aumentate le contravvenzioni per il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza e dei seggiolini per bambini, così come quelle per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. 
Aumento di vittime tra ciclisti e monopattini
Il report Istat-ACI mette in evidenza una netta polarizzazione della gravità dei sinistri a seconda della tipologia di veicolo. Se da un lato diminuiscono i decessi tra gli occupanti di autovetture (1.125 morti; -10,1%), motociclisti (802; -3,4%) e pedoni (419; -10,9%), dall’altro si registra un preoccupante aumento delle vittime nella mobilità attiva e leggera (+21,6% complessivo):
Ciclisti tradizionali: 198 vittime (+20,0%).
Biciclette elettriche (e-bike): 30 vittime (+50,0%).
Monopattini elettrici: 25 vittime (+8,7%).
Occupanti di autocarri/veicoli commerciali: 166 vittime (+13,7%).
Gli utenti vulnerabili (pedoni, due ruote e micromobilità) rappresentano ormai il 53,3% del totale dei morti sulle strade italiane.
Analisi per tipologia di strada e fascia oraria
La maggior parte dei sinistri (72,9%) si verifica nei centri urbani, ma è sulle strade extraurbane e statali che si concentra la quota più alta di mortalità (48,8% dei decessi, con un indice di 3,6 morti ogni 100 incidenti). Sulle autostrade si registra il 9,0% delle vittime totali. Per quanto riguarda i tempi della mobilità nei giorni feriali i picchi di sinistri coincidono con il pendolarismo lavorativo, in particolare tra le 17:00 e le 19:00 (con il vertice alle ore 18:00) e nella fascia mattutina 8:00-9:00.
Ci sono poi le ore notturne dove l’indice di mortalità risulta significativamente più alto nelle ore comprese tra il tramonto e l’alba rispetto al resto della giornata, evidenziando i pericoli legati alla scarsa visibilità e alla stanchezza.

















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