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Da infermiera a paziente, la cosentina Anna racconta il suo viaggio nella sanità calabrese: «Grazie a chi ha scelto di restare»

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Da infermiera a paziente, la cosentina Anna racconta il suo viaggio nella sanità calabrese: «Grazie a chi ha scelto di restare»

Colpita da due gravi patologie autoimmuni, l’infermiera cosentina Anna Veltri racconta il suo lungo percorso di cura tra ospedali e reparti calabresi, ringraziando i professionisti che le hanno permesso di affrontare malattie e interventi complessi senza lasciare la sua terra

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sanità ospedale generico

COSENZA – Per molti anni si è dedicata con amore alla cura dei malati. Poi, nel corso del tempo, è diventata lei stessa una paziente molto complessa. È il viaggio attraverso la sanità calabrese raccontato da Anna Veltri, infermiera originaria di Casali del Manco, che ha deciso di affidare alle parole il suo personale ringraziamento ai medici, agli infermieri e agli operatori sanitari che l’hanno accompagnata nel difficile percorso della malattia.

«Mi chiamo Anna, infermiera che per molti anni si è dedicata con amore alla cura dei malati, nonostante io stessa nel corso del tempo sia diventata una paziente molto complessa».

Anna è stata colpita da due patologie autoimmuni con gravi sintomi: una di tipo neuromuscolare e l’altra di tipo reumatico, con danni articolari e polmonari. «Sono malattie croniche, progressive e molto invalidanti che ormai da qualche anno mi costringono a frequentare le corsie d’ospedale da paziente e non da operatrice sanitaria».

Le conseguenze delle due malattie, insieme agli effetti collaterali delle terapie immunosoppressive alle quali deve sottoporsi, la espongono a gravi infezioni e problemi ortopedici.

Da tempo Anna segue terapie presso il reparto di Neurologia dell’Aou Renato Dulbecco, al Policlinico di Germaneto, dove è seguita dalla dottoressa Stefania Barone. Nel suo percorso di cura è stata poi indirizzata, nello stesso Policlinico, al reparto di Farmacologia clinica e all’ambulatorio di Medicina del dolore, per la modulazione della politerapia farmacologica e del dolore cronico che la accompagna quotidianamente.

«In quell’ambulatorio ho trovato altissima competenza, umanità e capacità di gestione della mia grave condizione. Da subito tutto il personale diretto dal professor Luca Gallelli si è prodigato con dedizione alla mia vita e ormai, nella quotidianità, mi sono affidata alle cure del dottor Vincenzo Rania».

Anna ricorda anche l’impegno del dottor Rania e della dottoressa Maria Teresa Cirillo, reumatologa, che sono riusciti, in un periodo particolarmente difficile, a coordinare le diverse figure mediche specialistiche necessarie per affrontare la complessità della sua condizione.

Nel suo percorso non sono mancati momenti drammatici. Tre gravi polmoniti e una pancitopenia l’hanno costretta al ricovero presso l’Unità operativa di Malattie infettive e tropicali dell’ospedale di Cosenza.

«Anche qui ho trovato grandissimi professionisti e personale umano e attento, che mi hanno permesso di sopravvivere a infezioni potenzialmente fatali».

Ma l’esperienza che, come racconta Anna, le ha «cambiato l’esistenza» è stata quella dell’ultimo ricovero presso il reparto di Ortopedia del Policlinico dell’Aou Dulbecco.

«Qui un vero e proprio esercito di medici specialisti, infermieri e Oss ha reso possibile, due mesi fa, un intervento di sostituzione protesica dell’anca effettuato dal professor Michele Mercurio, grazie al supporto encomiabile dei medici anestesisti».

Un’operazione particolarmente complessa, che Anna racconta essere stata rifiutata in precedenza da diverse strutture del Nord Italia alle quali si era rivolta, a causa dell’alto rischio legato alla sua condizione clinica.

Nel suo ringraziamento Anna non dimentica il professor Ferri, reumatologo che collabora con la clinica reumatologica convenzionata Madonna dello Scoglio di Crotone e che, racconta, la accompagna nella sua «Odissea», coordinando consulenze specialistiche e cure mediche per le sue due gravi malattie, sia durante i ricoveri sia nei momenti più critici.

«Questo lavoro di coordinamento, così come quello degli altri specialisti che ho citato, necessario per la complessità delle mie due malattie, ha compensato le criticità del nostro sistema sanitario, che possono essere superate o almeno migliorate se c’è l’impegno di tutti, come dimostra la mia vicenda personale».

Il percorso di cura di Anna non è ancora terminato. Ma oggi, dopo anni trascorsi tra reparti, ricoveri e terapie, guarda al futuro con una consapevolezza diversa.

«Sono confortata dalla possibilità di poter essere curata nella mia terra da professionisti che hanno scelto di rimanere a lavorare in Calabria, con sacrificio ed amore verso tutti noi malati. Per curarci con i migliori risultati rispetto alla gravità delle nostre malattie ed evitandoci, per quanto possibile, i viaggi della speranza non sempre miracolosi». E alla fine della sua testimonianza, Anna Veltri affida il suo messaggio più semplice e più importante: «Grazie, grazie, grazie!!! Con sincerità, affetto e stima verso tutti».

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