Italia
Sotto l'Albero la "Super-Flu"
Influenza ospite indesiderata delle feste: arriva il picco della Variante K
Secondo gli esperti nel corso delle feste e precisamente tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026 si appresta ad arrivare il momento più critico della stagione influenzale per via di una serie di fattori che possono rivelarsi scatenanti. Ecco i consigli degli esperti

ROMA – In un clima di festa segnato da scambi di auguri e riunioni familiari, l’Italia si prepara ad affrontare l’incubo dell’influenza. Non che gli italiani non ne avessero già avuto un “assagio”, ma proprio nel corso delle feste e precisamente tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026 si appresta ad arrivare il momento più critico della stagione influenzale.
Sono già 816 mila le persone che sono rimaste a letto per via di infezioni respiratorie acute, quasi 100 mila in più rispetto alla settimana precedente. La protagonista di questa stagione influenzale è la Variante K (ceppo A/H3N2), ribattezzata “Super Flu” per la sua straordinaria capacità di diffusione. Proprio il periodo delle feste, tra cene di famiglia e reunion tra amici, secondo gli esperti, darà un’ulteriore spinta ai contagi.
Secondo il virologo Fabrizio Pregliasco, ci troviamo di fronte a una crescita esponenziale dell’influenza. Solo in questa settimana di Natale si stima che i nuovi casi possano superare il milione, portando il totale dei contagiati dall’inizio della stagione a oltre 4 milioni. Il picco vero e proprio è atteso tra la fine di dicembre e i primi giorni di gennaio per via di una serie di fattori che possono rivelarsi scatenanti: i viaggi da un lato, i baci e gli abbracci tipici delle festività dall’altro, uniti alla permanenza in luoghi chiusi e affollati, fungono da acceleratori per il virus. Un secondo incremento, poi, è previsto subito dopo la riapertura delle scuole, a gennaio.

Influenza e Variante K: perché preoccupa?
La Variante K non è un virus nuovo, ma una mutazione del ceppo A/H3N2 che presenta 7 mutazioni chiave sulla proteina emoagglutinina. Queste mutazioni rendono il virus più “abile” nel nascondersi al sistema immunitario, rendendo meno efficace la protezione derivante da infezioni passate o, in alcuni casi, riducendo parzialmente la copertura vaccinale.
Gli esperti rassicurano però che la variante è più trasmissibile, ma non necessariamente più aggressiva. Tuttavia, l’alto numero di contagiati porta inevitabilmente a un aumento della pressione sugli ospedali, specialmente per i soggetti fragili.
Ma come riconoscere la Variante K? I medici indicano la compresenza di tre fattori: febbre improvvisa con un esordio brusco con temperatura spesso sopra i 38-39°C, sintomi respiratori come tosse, mal di gola o naso che cola e sintomi sistemici come dolori muscolari e articolari con la classica sensazione delle “ossa rotte”, spossatezza e, talvolta, disturbi gastrointestinali.
Gli esperti sottolineano che in molti casi è stato osservato un “doppio picco”: dopo un apparente miglioramento, la febbre può tornare a salire alta dopo qualche giorno.
Consigli e prevenzione per le feste
Per limitare la diffusione dell’influenza durante le cene e i brindisi, le raccomandazioni restano quelle della prudenza. Se si hanno sintomi è meglio restare a casa. Attenzione poi all’igiene, lavando frequentemente le mani e arieggiando costantemente gli ambienti chiusi. L’uso della mascherina FFP2 nei luoghi affollati o durante le visite a persone immunodepresse resta un presidio fondamentale.


















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