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Grave intimidazione all’imprenditrice Patrizia Rodi Morabito, bruciate le coltivazioni di kiwi

Calabria

Grave intimidazione all’imprenditrice Patrizia Rodi Morabito, bruciate le coltivazioni di kiwi

Presa di mira ancora una volta la Tenuta Badia. È l’ennesimo episodio denunciato dall’imprenditrice agricola Patrizia Rodi Morabito, che negli anni ha subito furti, vandalismi e danneggiamenti. Solidarietà dal mondo politico e agricolo

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Patrizia Rodi Morabito - intimidazione

ROSARNO (RC) – Un nuovo grave danneggiamento ha colpito l’azienda agricola Tenuta Badia dell’imprenditrice Patrizia Rodi Morabito nelle campagne di Rosarno. Ignoti hanno dato alle fiamme un impianto di kiwi, oltre a numerosi alberi di ulivo, arancio e mandarino.

A raccontare quanto accaduto è la stessa imprenditrice agricola, Patrizia Rodi Morabito che è anche dirigente di Coldiretti e componente della giunta della Camera di commercio di Reggio Calabria: «dove la terra ancora fuma c’era un impianto di kiwi. Un impianto che avevamo stabilito di sostituire, mantenendo irrigazione e tutto il resto, ma qualcuno ha deciso che andava distrutto. Naturalmente nessuno ha visto niente». L’ennesimo episodio arriva dopo una lunga serie di furti, atti vandalici e intimidazioni che l’imprenditrice denuncia da anni alle forze dell’ordine.

Patrizia Rodi Morabito alberi-secolari-bruciati

Patrizia Rodi Morabito: i danni e la volontà di andare avanti

La devastazione è stata scoperta da un operaio che, giunto nei terreni, ha trovato ancora il fumo provocato dall’incendio. Nei giorni precedenti era stato danneggiato anche un bocchettone dell’impianto di irrigazione. Dal 2012 dopo essere rientrata in Calabria per occuparsi dell’azienda di famiglia, l’imprenditrice continua a combattere con le ripetute intimidazioni. In queste ore sono stati tanti i messaggi e gli attestati di vicinanza da cittadini, associazioni e rappresentanti delle istituzioni.

Tra questi, anche quello del segretario del Partito Democratico di Gioia Tauro, Andrea Macino, che ha espresso vicinanza all’imprenditrice e alla sua famiglia, condannando con fermezza il nuovo episodio: «esprimiamo la nostra più profonda e ferma indignazione di fronte a questi continui sabotaggi e alle vili intimidazioni. A Patrizia, alla sua azienda e alla sua famiglia va tutta la nostra incondizionata solidarietà». Sull’accaduto sono attesi gli accertamenti delle forze dell’ordine per chiarire la dinamica dell’incendio e individuare eventuali responsabili.

Libera «è violenza mafiosa»

Il coordinamento di Libera – Piana di Gioia Tauro esprime “profonda preoccupazione e ferma condanna per l’ennesimo grave atto doloso perpetrato ai danni dell’imprenditrice Patrizia Rodi Morabito, da anni vittima di ripetuti attacchi e danneggiamenti che colpiscono la sua attività agricola e le sue proprietà. L’ultimo episodio, che ha visto la distruzione di un impianto di kiwi, si inserisce in una lunga serie di intimidazioni che presentano i chiari tratti della violenza mafiosa”.

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“Questi atti – sottolineano da Libera – rappresentano un attacco non soltanto a una singola imprenditrice ma ai principi fondamentali dello Stato democratico. Colpire chi esercita onestamente la propria attività significa attentare a un diritto costituzionalmente garantito, mortificare il lavoro, ostacolare lo sviluppo economico del territorio e alimentare quella cultura della paura che le organizzazioni mafiose utilizzano per imporre il proprio dominio”.

“Libera rinnova piena fiducia nell’impegno quotidiano delle forze dell’ordine e della magistratura, che con professionalità e determinazione operano per assicurare i responsabili alla giustizia e contrastare ogni forma di criminalità organizzata. Il coordinamento della Piana di Gioia Tauro si schiera con convinzione accanto a Patrizia Rodi Morabito, manifestandole vicinanza, solidarietà e sostegno. Al tempo stesso invita tutte le istituzioni, le associazioni, il mondo dell’impresa, della scuola, della chiesa, le organizzazioni sindacali e tutti i cittadini onesti del territorio a non rimanere indifferenti, ma a esprimere con forza una comune e corale condanna di questi atti intimidatori”.

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