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Intimidazioni agli amministratori, l’allarme di Tilde Minasi per la Calabria: «Democrazia a rischio»

Calabria

Intimidazioni agli amministratori, l’allarme di Tilde Minasi per la Calabria: «Democrazia a rischio»

Gli ultimi fatti avvenuti in Calabria hanno spinto la senatrice ad intervenire: “Promuoverò audizioni specifiche in Commissione antimafia. Il Parlamento deve inserire questa problematica tra le sue priorità, proprio a presidio della stessa democrazia”

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iannello e greco intimidazioni

COSENZA – La Calabria si conferma una terra di frontiera per via di intimidazioni, pressioni e aggressioni, per chi decide di impegnarsi nelle istituzioni locali. A lanciare un grido d’allarme è la senatrice della Lega Tilde Minasi, componente della Commissione Antimafia, che ha commentato con durezza l’escalation di violenza registrata tra la fine di dicembre e l’inizio di gennaio.

“I numeri ci continuano purtroppo a dire che chi amministra i nostri territori convive con minacce ormai quasi quotidiane e che la Calabria è, dopo la Sicilia, la regione più colpita. È un livello di intimidazione che non possiamo considerare normale. E non riguarda solo chi fa politica, riguarda la tenuta delle nostre comunità” spiega in una nota commentando gli ultimi episodi registrati in regione.

Intimidazioni, gli ultimi episodi in Calabria

A Vibo Valentia, la sera del 21 dicembre, contro l’auto del presidente del Consiglio comunale Antonio Iannello sono stati esplosi cinque colpi di pistola. Mentre rientrava a casa e a Castrolibero, durante la festa dell’Epifania, il consigliere regionale Orlandino Greco è stato aggredito e colpito al volto davanti a famiglie e bambini, ricorda la senatrice.

 

“Non si tratta, purtroppo di casi isolati. Sono tessere dello stesso mosaico, c’è chi pensa di poter condizionare la vita pubblica usando violenza, intimidazione e anonimato. E spesso colpisce nei momenti di maggiore visibilità, come le feste di quartiere o gli eventi istituzionali – spiega Minasi – proprio per mandare un messaggio a tutta la comunità”.

I dati in Italia ed in Calabria, Minasi: “Quadro devastante”

I dati dell’ultimo rapporto “Amministratori sotto tiro” di Avviso Pubblico raccontano che dal 2010 al 2024 in Italia sono stati registrati 5.716 episodi tra minacce, danneggiamenti e aggressioni contro sindaci, assessori, consiglieri e funzionari degli enti locali. “Di questi, – ricorda la senatrice della Lega – 844 riguardano la Calabria, con 204 Comuni coinvolti, praticamente la metà dei municipi della nostra regione”.

“Un quadro devastante e disarmante che ci impone di agire – continua Minasi – a prescindere dal fatto che, dietro, ci sia la mano della criminalità organizzata, l’opposizione politica o un conflitto personale: in nessun caso è accettabile la violenza. Il dissenso si esprime con le idee, con il confronto e con il voto, non con le minacce, le pistole o le mani. Avviso Pubblico e l’Osservatorio del Viminale ci dicono, peraltro, anche un’altra cosa che più della metà degli episodi avviene in centri sotto i 20 mila abitanti, realtà in cui amministratori e cittadini vivono fianco a fianco e dove un gesto intimidatorio non resta mai confinato alla singola persona, ma può avere ripercussioni sull’intera comunità”.

“Questo aspetto allarma ancora di più – rimarca– in quanto nei Comuni piccoli molte persone perbene potrebbero scegliere di non candidarsi più. – tuona Minasi – Se mettersi al servizio del territorio significa mettere in conto aggressioni dirette o campagne d’odio, alimentate dai social, dove spesso gli amministratori locali diventano bersagli fissi di insulti e delegittimazione, il rischio è che alla fine restino in campo solo i più spregiudicati o chi ha alle spalle reti poco limpide. È così che si svuota la democrazia e si lascia spazio all’illegalità nei territori”.

intimidazioni minasi

Audizioni specifiche in Commissione Antimafia

Questi tutti i motivi che hanno spinto la senatrice ad intervenire con prontezza e determinazione: “Promuoverò audizioni specifiche in Commissione antimafia, di cui sono componente. Il Parlamento deve inserire questa problematica tra le sue priorità, proprio a presidio della stessa democrazia. E mi darò da fare per questo”.

“Certamente gli strumenti già esistenti – prosegue – come l’Osservatorio del Ministero dell’Interno sugli atti intimidatori verso gli Amministratori locali, la legge 105/2017 che ha inasprito le pene per chi minaccia gli eletti e il fondo di sostegno agli Amministratori sotto tiro istituito nel 2021, sono già misure concrete che dimostrano la presenza dello Stato, ma vanno valorizzate e rafforzate, perché chi subisce un attacco sappia subito a chi rivolgersi e quali tutele può attivare”.

Lo Stato e la scorta civica

“Lo Stato deve essere al fianco degli amministratori non solo nell’immediatezza, ma lungo tutto il percorso giudiziario e umano che fatti del genere comportano. È una linea più volte ribadita anche da Matteo Salvini – precisa ancora Minasi – che da Ministro dell’Interno prima e oggi da Vicepremier è intervenuto in più occasioni contro minacce e aggressioni rivolte agli amministratori locali, chiedendo tolleranza zero verso chi prova a intimidire sindaci e amministratori sul territorio. Perché colpire loro significa colpire la democrazia e i valori fondanti su cui si regge il nostro Paese”.

“La loro difesa – conclide – non può essere affidata solo alle Forze dell’Ordine, che vanno ringraziate per il lavoro quotidiano. Serve una risposta che vada oltre la solidarietà “a caldo”, è una responsabilità collettiva. Per questo occorre una vera e propria scorta civica composta dalle istituzioni che lavorano per la loro tutela e da una comunità che si stringa attorno al sindaco, all’assessore, al consigliere colpito, isoli chi minaccia e non legittimi mai la violenza, neppure a parole”.

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