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“Invisibili” di San Giovanni in Fiore, 4° giorno di protesta: sciopero della fame e ultimatum alla Regione

Provincia

Cresce la tensione

“Invisibili” di San Giovanni in Fiore, 4° giorno di protesta: sciopero della fame e ultimatum alla Regione

Quarto giorno di presidio permanente davanti al Municipio per i cosiddetti “invisibili”, quattro dei quali hanno avviato lo sciopero della fame. USB Lavoro Privato Cosenza esprime solidarietà ai manifestanti e lancia l’appello: «Se non arrivano risposte, blocchiamo tutto!»

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Invisibili San Giovanni in Fiore - protesta sciopero fame 04

SAN GIOVANNI IN FIORE (CS) – Prosegue senza interruzioni la mobilitazione degli “Invisibili” di San Giovanni in Fiore, il gruppo di lavoratori precari che da quattro giorni presidia la sede del Municipio per chiedere certezze sul proprio futuro occupazionale. Dal 12 ottobre, quattro manifestanti hanno inasprito la protesta ricorrendo allo sciopero della fame, portando al centro dell’attenzione una vertenza che coinvolge centinaia di persone e le loro famiglie.

Invisibili San Giovanni in Fiore - protesta sciopero fame 01

Invisibili: quattro giorni di protesta, cresce la tensione

L’iniziativa ha raccolto il sostegno dell’amministrazione comunale, con il sindaco Antonio Barile, gli assessori, i consiglieri e il presidente del Consiglio comunale Ambrogio schierati al fianco dei lavoratori. Sulla vicenda è intervenuta anche USB Lavoro Privato Cosenza, che ha espresso piena solidarietà agli “Invisibili”, definendo la situazione una vera emergenza sociale per un territorio segnato da disoccupazione, precarietà e spopolamento. «Quando cittadini e lavoratori sono costretti a mettere a rischio la propria salute per essere ascoltati, significa che la politica ha fallito il proprio compito», sottolinea il sindacato nel documento diffuso sulla mobilitazione.

Invisibili San Giovanni in Fiore - protesta sciopero fame 03

Il confronto con la Regione e il nodo dei finanziamenti

Sul fronte istituzionale, l’assessore comunale al Lavoro, Giuseppe Belcastro ha incontrato ieri, alla Cittadella regionale di Catanzaro, l’assessore regionale Giovanni Calabrese. Al centro del confronto, la ricerca di strumenti per superare la precarietà, anche attraverso i Tirocini di Inclusione Sociale (TIS), rivolti a persone in condizioni di disagio socio-economico o beneficiarie dell’Assegno di Inclusione. Restano tuttavia le perplessità sui tempi e sulla capacità di queste misure di offrire una prospettiva occupazionale stabile.

La vertenza riguarda 173 lavoratori precari del Comune di San Giovanni in Fiore e altri 147 appartenenti ai Comuni della Sila Greca. Per ciascun lavoratore è stato previsto un finanziamento regionale di 54mila euro nell’arco di quattro anni, ma rimane aperta la questione della sostenibilità economica al termine del periodo, quando gli oneri retributivi e previdenziali potrebbero ricadere sui bilanci comunali. Anche in Consiglio regionale sono state sollevate critiche sull’assenza di scadenze certe e di misure strutturali in grado di superare definitivamente il bacino del precariato.

Invisibili San Giovanni in Fiore - protesta sciopero fame 02

USB avverte: «Se non arrivano risposte, blocchiamo tutto!»

Il sindacato chiede alla Regione Calabria un intervento immediato, con l’apertura di un tavolo istituzionale, risorse adeguate e impegni verificabili. «Non servono altre promesse, né passerelle istituzionali: servono risposte», afferma USB Lavoro Privato Cosenza, invitando lavoratori e cittadini a sostenere la protesta e a trasformarla in una vertenza collettiva. L’organizzazione sindacale avverte inoltre che, in assenza di soluzioni concrete, sarà necessario estendere la mobilitazione, coinvolgendo precari, disoccupati e comunità del territorio.

«Da questa vertenza deve partire una mobilitazione più ampia», si legge nel comunicato, che si chiude con un messaggio esplicito: «Blocchiamo tutto!». USB ribadisce infine il proprio sostegno ai manifestanti e la richiesta di una soluzione occupazionale credibile, richiamando il diritto al lavoro e alla possibilità di costruire il proprio futuro nella propria terra: «Il lavoro è un diritto. La dignità non si mendica. La lotta non si lascia sola».

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