Area Urbana
INCLUSIONE E AUTONOMIA
IoNoi ODV, chiusa una porta si spalanca un portone: a Cosenza rinasce la sede dell’associazione
Dopo la chiusura della storica sede di via Popilia, IoNoi ODV riparte da una nuova casa nel plesso Cuturella: laboratori, sport, musica, fotografia, caffetteria sociale e percorsi per l’autonomia dei ragazzi con disabilità. E all’inaugurazione arriva anche una sorpresa speciale

COSENZA – Ci sono porte che si chiudono e portoni che, quasi per destino, si aprono proprio quando sembra non esserci più una strada da percorrere: è la storia dell’associazione “IoNoi ODV“ nata dall’impegno di un gruppo di genitori con un obiettivo preciso: garantire ai propri figli e a tutti i ragazzi con disabilità un quotidiano di vita migliore, fatto di autonomia, inclusione, relazioni e opportunità.
Dopo la chiusura della storica sede presso la circoscrizione di via Popilia, l’associazione ha attraversato una fase difficile. La perdita degli spazi ha significato interrompere attività, laboratori e momenti di aggregazione, costringendo ragazzi, famiglie, volontari e operatori a cercare soluzioni provvisorie. «A fine giugno abbiamo dovuto lasciare la sede dove ci ha visto nascere, lì abbiamo lasciato il cuore, per una decisione presa dal Commissario dell’ATERP. Ad oggi la struttura è abbandonata a se stessa», afferma la presidente Concetta Cianni.
Un volontario ricorda anche le difficoltà vissute dai ragazzi dopo il trasferimento: «abbiamo dovuto fare le attività il mese di luglio in mezzo alla strada, nei bar, in qualche villetta». Un momento doloroso, che però non ha fermato il cammino dell’associazione. Anzi, ha dato forza alla volontà di ricominciare.
IoNoi ODV, la nuova casa nel plesso “Cuturella”
Oggi quella storia, riparte da una nuova sede, all’interno del plesso Caterina D’Ambrosio Cuturella, nel quartiere di via Popilia. Una struttura più ampia, colorata e organizzata, pensata non soltanto come luogo per svolgere le attività, ma come un vero centro di aggregazione e crescita per i ragazzi. A rendere possibile questo nuovo percorso è stata una rete di collaborazione tra associazione, istituzioni e mondo della scuola.
Un ringraziamento particolare viene rivolto al consigliere regionale Francesco De Cicco, che da anni segue e sostiene l’associazione: «abbiamo fatto un grande passo nella nuova sede e voglio ringraziare di cuore il nostro amico e Consigliere Regionale Francesco De Cicco – dichiara Cianni – che da anni è al nostro fianco, soprattutto nel sociale, e che anche questa volta si è impegnato concretamente per noi».
Il grazie dell’associazione va anche all’assessore comunale ai quartieri Pasquale Sconosciuto, alla dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo “Fausto Gullo” di Cosenza, prof.ssa Rosa Maria Paola Ferraro, e alla prof.ssa Coscarella, per aver contribuito alla realizzazione del nuovo percorso. E la presidente lo dice chiaramente: «A tutti loro va il nostro sincero ringraziamento, perché per noi questa sede non rappresenta soltanto quattro mura, significa poter continuare a costruire autonomia, inclusione e un futuro migliore per i nostri ragazzi».

La nuova sede è molto più di uno spazio fisico
È stata organizzata per accogliere numerose attività rivolte ai ragazzi. L’associazione, nata proprio per garantire un quotidiano di vita migliore alle persone con disabilità, lavora sul potenziamento dell’autonomia personale e sociale attraverso laboratori e percorsi guidati da professionisti. «Ci occupiamo di potenziare l’autonomia sociale e personale dei ragazzi attraverso vari laboratori».
Tra le attività ci sono danzaterapia, musicoterapia e laboratori sull’affettività, con il supporto di educatori, pedagogisti, psicologi e assistenti sociali. La nuova struttura ospita inoltre una sala dedicata all’autonomia personale e sociale, spazi per la formazione e le riunioni, un’area per le attività fotografiche, una palestra e ambienti destinati alla cucina e alla pizzeria.
La caffetteria sociale: un caffè che diventa inclusione
Uno dei progetti più significativi è la caffetteria sociale nata con l’obiettivo di unire formazione, autonomia e solidarietà. I ragazzi sono stati formati e possono mettere in pratica le competenze acquisite. Ma il progetto ha anche una forte valenza sociale: il caffè viene offerto attraverso un sistema di offerta libera, così da permettere anche a chi vive una situazione economica difficile di poter entrare, sedersi e consumare qualcosa. È una filosofia che richiama il valore del caffè sospeso, ma che a Cosenza assume una propria identità.
«C’è gente che non si può permettere neanche un caffè – racconta un’operatore volontario – e noi come associazione, se sappiamo che una persona non può, le offriamo il caffè». La solidarietà non si ferma alla caffetteria. La stessa logica viene applicata alla pizzeria: quando possibile, il cibo viene destinato anche alle persone e alle famiglie che ne hanno bisogno.
Dalla formazione al lavoro ad “Affavorì”
Il progetto di IoNoi ODV guarda anche al futuro professionale dei ragazzi. La formazione infatti, non deve rimanere chiusa tra le mura dell’associazione. Per questo IoNoi collabora con altre realtà del territorio per permettere ai ragazzi di acquisire esperienza concreta. L’associazione fa parte anche del progetto sociale della Terra di Piero, “Affavorì“, la trattoria delle persone. E ieri all’iniziativa ha preso parte anche Sergio Crocco che ha donato una targa.
C’è chi si cimenta nel servizio ai tavoli, chi nella cucina, chi nelle attività di pulizia e organizzazione. Esperienze semplici, ma fondamentali per costruire sicurezza, responsabilità e autonomia. È un percorso che può portare a risultati diversi per ciascun ragazzo, ma che ha un obiettivo comune: offrire la possibilità di sperimentarsi nel mondo reale.
Fotografia, sport e danza terapia
La nuova sede è anche un luogo dove le passioni diventano strumenti educativi.Tra i progetti c’è quello legato alla fotografia, che ha permesso ai ragazzi di realizzare attività e momenti espositivi, compresa un’esperienza alla Galleria Nazionale. Poi c’è la palestra, dove trovano spazio attività sportive e la danza terapia, pensata come ulteriore strumento di espressione e relazione. Dalla fotografia allo sport, dalla musica alla cucina, dalla caffetteria alla pizzeria: ogni attività diventa un’occasione per imparare qualcosa e, soprattutto, per sentirsi protagonisti.
L’inaugurazione della nuova sede è stata anche una festa per tutta la comunità. Ragazzi, famiglie, volontari, operatori e rappresentanti delle istituzioni hanno condiviso una giornata fatta di incontri, emozioni e sorrisi. Non sono mancati dolci da gustare e momenti conviviali, ma soprattutto la possibilità di accompagnare i visitatori in un vero e proprio tour all’interno della nuova struttura, mostrando le stanze, i laboratori, la palestra, la caffetteria sociale, la cucina e gli spazi destinati alle attività. Una visita che ha permesso di capire concretamente quanto lavoro ci sia dietro questa nuova ripartenza.
La sorpresa finale: un pulmino da 9 posti per i ragazzi
Il momento più emozionante, però, è arrivato alla fine della giornata inaugurale. Quando sembrava che l’evento fosse ormai giunto al termine, una sorpresa destinata a lasciare il segno: la Fondazione Mediolanum ha donato a Io Noi ODV un pulmino da nove posti, destinato all’associazione e ai suoi ragazzi. Un dono concreto, ma dal grande valore simbolico. Un mezzo che potrà facilitare gli spostamenti, le attività, le uscite e le esperienze dei ragazzi, rendendo ancora più forte quel percorso verso l’autonomia che rappresenta il cuore del progetto dell’associazione. IoNoi racconta una comunità che, nonostante le difficoltà, ha scelto di non fermarsi.

La chiusura della vecchia sede ha lasciato amarezza e ricordi, ma la nuova struttura rappresenta oggi una possibilità concreta di ripartire con maggiore forza. Come ha sottolineato Concetta Cianni nel documento dell’associazione, e anche ai microfoni di Rlb nella trasmissione “Fatti Vivi”: l’obiettivo rimane quello di «garantire un quotidiano di vita migliore per i nostri figli e per tutti i ragazzi con disabilità».

ASCOLTA L’INTERVISTA
E così, dopo una porta chiusa si apre un portone dietro al quale ci sono una caffetteria sociale, una palestra, laboratori, una cucina, una pizzeria, attività di fotografia, danza e musica. Ma soprattutto ci sono ragazzi, famiglie, volontari e operatori che continuano a credere nell’inclusione. E oggi, grazie anche a quella nuova sede e a quel pulmino da nove posti, il viaggio di Io Noi ODV può continuare. Più forte. Più grande. E con una nuova casa.







































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