Calabria
nuovi rincari
Guerra in Iran, impennata del costo della benzina. Calabria tra le regioni con i prezzi più alti
Le tensioni legate alla guerra in Iran spingono il Brent oltre gli 80 dollari: rincari immediati su benzina e gasolio, con la Calabria terza regione più cara d’Italia secondo i dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

COSENZA – Impennata del costo della benzina. La guerra in Iran e il conseguente rialzo delle quotazioni del petrolio stanno avendo effetti immediati sui prezzi dei carburanti in Italia. Benzina e gasolio registrano aumenti generalizzati su tutto il territorio nazionale, con la Calabria che si colloca tra le regioni più care per fare rifornimento. Con il Brent in crescita e le tensioni internazionali ancora elevate, il timore è che la fase di rincari possa proseguire nelle prossime settimane, aggravando ulteriormente il peso dei carburanti sui bilanci degli italiani.
Impennata del costo della benzina
Secondo i dati medi pubblicati oggi dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), la Calabria risulta la terza regione con i carburanti mediamente più costosi, subito dopo la Sicilia e la Provincia autonoma di Bolzano. Il calcolo tiene conto della media regionale di Gasolio Self, Benzina Self, GPL servito e Metano servito. In particolare il diesel in alcune pompe ha già superato 1,8 euro a litro.
Il fatto che la Calabria sia stabilmente tra le regioni con i carburanti più costosi solleva preoccupazioni per l’impatto su famiglie, pendolari e imprese, già provati dall’aumento generalizzato del costo della vita. Il rincaro del gasolio, in particolare, incide in modo diretto sui costi di trasporto e sulla logistica, con possibili ripercussioni sui prezzi al consumo.

Prezzi carburanti in aumento: i dati aggiornati
Il monitoraggio del Codacons, basato sui dati dell’Osservatorio carburanti del Mimit, evidenzia rincari significativi, con il gasolio che in alcuni impianti autostradali ha già superato la soglia psicologica dei 2,5 euro al litro in modalità servito.
Prezzi medi nazionali (ultimi dati disponibili)
- Gasolio SELF: 1,848 euro/litro
- Benzina SELF: 1,759 euro/litro
- GPL SERVITO: 0,733 euro/litro
- Metano SERVITO: 1,521 euro/kg
Brent sopra gli 80 dollari: effetto immediato alla pompa
Le tensioni geopolitiche hanno spinto il Brent oltre gli 80 dollari al barile, mentre la quotazione internazionale del gasolio ha superato i mille dollari a tonnellata, raggiungendo in euro i massimi da ottobre 2023. Il trasferimento dei rincari ai consumatori è stato pressoché immediato. Tra i principali marchi: Eni: +2 centesimi sulla benzina, +7 sul gasolio, IP: +4 centesimi sulla benzina, +10 sul gasolio, Q8: +4 centesimi sulla verde, +6 sul diesel, Tamoil: +3 centesimi sulla benzina, +10 sul gasolio. Gli aumenti riguardano sia le compagnie tradizionali sia le cosiddette “pompe bianche”, sebbene queste ultime mantengano prezzi medi leggermente inferiori.

Il monitoraggio del Mimit e l’intervento del Garante prezzi
Già da lunedì, su indicazione del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, è stato potenziato il monitoraggio del Garante dei prezzi lungo tutta la filiera dei carburanti, con particolare attenzione ai listini consigliati, ai margini di distribuzione e ai prezzi finali alla pompa. I primi esiti delle verifiche sono stati trasmessi alla Guardia di Finanza. Il Garante ha inoltre richiesto chiarimenti alle principali compagnie petrolifere in merito ai recenti aumenti, in particolare sul rapido adeguamento al rialzo dei listini. È stata annunciata per venerdì prossimo una riunione della Commissione di allerta rapida sui prezzi, durante la quale saranno approfonditi i dati raccolti e valutate eventuali iniziative.



















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