Italia
Caro energia e beni alimentari: l’inflazione torna a correre. Impennata al +5,4%, la più alta da 3 anni
L’aumento dei costi dell’energia e delle materie prime continua a ripercuotersi direttamente sulle tasche dei consumatori: a ottobre l’inflazione balza al +5,4%, trainata dal settore alimentare e dai servizi, portando l’inflazione acquisita per il 2026 al +3,4%

ROMA – L’inflazione torna a correre in Italia. Secondo le stime preliminari diffuse dall’Istat per il mese di ottobre 2026, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra un incremento dello 0,9% su base mensile e un balzo al +5,4% su base annua, in forte accelerazione rispetto al +4,2% del mese di settembre.
Un dato di crescita tendenziale così elevato riporta la dinamica dei prezzi ai livelli registrati ad agosto 2023, evidenziando una ripresa delle pressioni inflazionistiche spinta in primo luogo dal contesto geopolitico internazionale e dai costi del comparto energetico.
La spinta dei beni energetici e la corsa degli alimentari
A determinare l’impennata dell’indice generale è soprattutto la fiammata dei prezzi dei Beni energetici, la cui crescita complessiva passa da +22,6% a +31,4%. Gli energetici regolamentati registrano un’impennata tendenziale dal +25,8% al +59,5% (con un incremento congiunturale del +18,8% in un solo mese), quelli non regolamentati: passano dal +22,5% al +29,4% su base annua (+4,9% rispetto a settembre). Un apporto significativo all’accelerazione arriva anche dal settore agroalimentare. Gli Alimentari non lavorati accelerano dal +5,5% al +7,5% (+1,8% su base mensile), mentre i prezzi degli Alimentari lavorati attenuano la loro flessione, passando da -0,6% a -0,2% (+0,5% la variazione congiunturale).
Tra i servizi, la spinta principale giunge dal comparto dei Trasporti, che vede l’inflazione salire dal +1,6% al +3,1% tendenziale (+1,2% rispetto al mese precedente). In controtendenza si segnala solo il calo mensile dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (-0,9%).
“Carrello della spesa” e inflazione di fondo
L’aumento dei costi energetici e delle materie prime continua a ripercuotersi direttamente sulle uscite quotidiane dei cittadini. I prezzi dei beni alimentari e dei prodotti per la cura della casa e della persona accelerano al +2,5% (dal +1,5% di settembre). Prodotti ad alta frequenza d’acquisto: la crescita passa dal +5,2% al +5,8%. Accelera anche la cosiddetta “inflazione di fondo” (calcolata al netto di beni energetici e alimentari freschi), che si attesta al +2,0% rispetto al +1,6% del mese precedente. L’indice al netto dei soli beni energetici sale invece dal +2,0% al +2,5%.
Forchetta beni-servizi ed stime IPCA
L’accelerazione dei prezzi dei Beni (da +5,4% a +7,5%) si conferma decisamente più marcata rispetto a quella dei Servizi (da +2,6% a +2,9%), allargando il differenziale tra i due comparti da -2,8 a -4,6 punti percentuali. Per quanto riguarda l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA), sviluppato per comparare l’inflazione a livello europeo, le stime preliminari indicano una variazione del +1,2% su base mensile e del +5,6% su base annua (rispetto al +4,2% di settembre). L’inflazione acquisita per l’intero anno 2026 sale così al +3,4% per l’indice generale e al +1,9% per la componente di fondo.




















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