CATANZARO – Operazione alle prime ore di oggi della Polizia di Stato che ha smantellato un’organizzazione criminale dedita al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, operante in Turchia e in Italia. Gli arresti sono stati eseguiti nelle province di Cosenza, Catania e Catanzaro ma anche in Albania, Germania, Oman e Turchia.
Sono 15 le misure cautelari eseguite nei confronti di altrettanti soggetti di nazionalità egiziana gravemente indiziati di far parte di un’organizzazione operante in ambito internazionale, accusate a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata al traffico di migranti, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina aggravata dalla circostanza di operare in ambito internazionale.

Un risultato investigativo frutto di un’indagine della Dda di Catania e condotta dal Servizio Centrale Operativo e dalla Squadra mobile di Siracusa, in sinergia con l’Agenzia Europol, Eurojust, il Servizio per la cooperazione internazionale di Polizia e l’Unità Human Trafficking and smuggling of migrants di Interpol.
Pm Curcio: “I trafficanti di migranti erano al corrente della strage di Cutro”
“I trafficanti erano al corrente della strage di Cutro, tant’è che ne parlavano”, ma non erano loro gli organizzatori. Lo ha detto il procuratore di Catania, Francesco Curcio, a margine della conferenza stampa sull’operazione ‘El rais’. “In realtà – ha aggiunto – ci siamo accorti da queste indagini che esiste un network di queste associazioni che si tiene in contatto stabile, tant’è che in tempo reale quando succede la terribile vicenda di Cutro viene commentata dai nostri indagati che evidentemente sapevano che in quel momento un’altra organizzazione stava sviluppando questo viaggio finito tragicamente”.
Secondo quanto ricostruito dall’inchiesta, “il contatto tra i migranti veniva tenuto a Istanbul”, ha spiegato il procuratore Curcio, “l’organizzazione aveva una sua rete di persone”. “Non abbiamo tracce telematiche di questi contatti – ha osservato il magistrato – quindi riteniamo che questo avvenisse attraverso un passaparola importante perché il soggetto di cui parliamo dalle indagini sembrerebbe che da dieci anni, almeno 10 anni, operava a Istanbul e addirittura sembrerebbe che lui fosse ritenuto il più importante trafficante di esseri umani che operava in quei bar”.




















Social